12/06/2026
Intervista al Coach Massimo Bignotti dopo la 100 Km in pista tenutasi a Saronno valida come Campionato Italiano
Ciao Coach, ben ritrovato... in ogni senso!
Ci siamo lasciati nell'ultima intervista con un sogno ben preciso: tornare a correre una maratona sotto le 3h30'.
Oggi, pochi mesi dopo, ci ritroviamo a parlare di una 100 Km in pista. Diciamo che nel frattempo il programma è cambiato parecchio... cosa è successo dal 29 dicembre 2025 ad oggi?
Posso dire che è stato un richiamo. Anzi, un vero e proprio sussulto al cuore... e oggi l'espressione assume un significato ancora più particolare.
In realtà, se guardo al quadro generale, non è cambiato nulla.
Ma quindi?
28 Marzo 2026 – Cinisello Balsamo
Sono andato ai Campionati Mondiali di Cinisello Balsamo per seguire la nostra Laura Birolini, impegnata nella 48 ore. In quel momento si è accesa una lampadina. Scherzi a parte, é stato un richiamo autentico.
Possiamo dire che certi amori fanno un giro immenso e poi ritornano?
Non avrei saputo spiegarlo meglio.
Ero lontano dal mondo delle Ultra dal 2017. Ci ho messo ben nove anni a tornare, ma quando una passione ti appartiene davvero, prima o poi si fa sentire.
Però concedimelo: due mesi per preparare una 100 Km non sono un azzardo?
Sì, lo sono. Ma il mio è stato un percorso graduale, ben studiato e pianificato in funzione al tempo che avevo a disposizione.
Partiamo dal presupposto che non arrivavo da fermo: le maratone non mi sono mai mancate e l'ultima l'ho corsa il 22 marzo. Ho studiato un programma che prevedeva lunghi settimanali costanti, alternando correttamente momenti di carico e di scarico. Certo, non potevo permettermi giorni di ferie, ma ho cercato di ottimizzare al meglio il tempo a disposizione.
Alla fine sono arrivato al giorno della gara in ottime condizioni.
Allora raccontaci questa gara.
È andata molto bene, anzi meglio di quanto avessi immaginato.
Il risultato finale è stato superiore a ogni aspettativa e questo mi rende particolarmente soddisfatto. Nonostante un curriculum ricco di gare, non avevo mai affrontato una 100 Km in pista. Era una novità assoluta.
Ho chiuso in 10h28'57", conquistando il 4° posto assoluto, il 1° posto di categoria MM50 e quindi il titolo di Campione Italiano di categoria.
Direi che come prima esperienza non posso davvero lamentarmi.
Il finale, però, è stato col botto.
Sì... in tutti i sensi. Come stai?
Sto bene, grazie.
Ero tranquillo prima della gara, stavo bene mentre correvo e stavo bene anche dopo, nel momento del ricovero. Certo, ero affaticato come qualsiasi persona che abbia appena corso 100 chilometri, ma non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo.
Vuoi raccontarci?
Al 90° chilometro ho iniziato ad avvertire un aumento importante della frequenza cardiaca.
Mi conto le pulsazioni: oltre 200 battiti al minuto.
- Vorrei fare una premessa: avere battiti elevati sotto sforzo è una mia caratteristica, a volte la comparsa di questa tachicardia arriva anche in momenti di riposo ed in passato si era già presentata. Per questo motivo ho gestito inizialmente la situazione con tranquillità, come una situazione, per me, normale.-
Mi fermo, cammino qualche minuto, recupero e la situazione rientra. Mi sento bene e riparto gradualmente. Tutto procede senza problemi fino al 98° chilometro, quando i battiti tornano a salire. Mi fermo nuovamente, provo a gestire la situazione, cammino e riesco a contenerla solo parzialmente.
A due giri dalla fine, però, i battiti non scendono più e comincio ad accusare.
Concedetemelo: una 100 Km significa percorrere 250 giri di pista. Ne mancavano soltanto due. In quel momento non me la sono sentita di ritirarmi.
Ho sottovalutato la situazione?
Con il senno di poi qualcuno potrebbe pensarlo, ma in quel momento no. Per me era una situazione già vissuta e sempre rientrata senza particolari conseguenze.
Così concludo la gara, corricchiando gli ultimi 200 metri praticamente in apnea.
Taglio il traguardo, verifico con i giudici di aver completato regolarmente tutti i 100 chilometri, spengo il Garmin e mi siedo sull'erba con il cuore che sembra voler uscire dal petto.
Arrivano gli addetti al primo soccorso, mi portano in tenda medica e, nonostante io mi sentissi già meglio e la frequenza cardiaca fosse tornata quasi normale, i primi esami non lasciano tranquilli.
Vengo trasferito in ambulanza al pronto soccorso, dove ulteriori accertamenti evidenziano alcuni valori che richiedono approfondimenti. A quel punto viene disposto il ricovero in terapia intensiva per un monitoraggio costante della situazione.
Caspita Coach... eroe o sprovveduto?
Né l'uno né l'altro.
Lo ripeto: per me era una situazione già vissuta e sempre gestita senza particolari problemi.
Ogni anno mi sottopongo a controlli molto approfonditi per ottenere il certificato medico agonistico. Considerando il mio passato clinico, gli accertamenti a cui vengo sottoposto sono persino più severi e approfonditi rispetto alla norma.
Prima della visita sportiva effettuo controlli specialistici a cuore e polmoni, visite pneumologiche e cardiologiche e, solo dopo aver presentato tutta la documentazione al centro di medicina sportiva e superato il test sotto sforzo previsto per tutti gli atleti agonisti, riesco a ottenere il certificato medico per l'attività agonistica.
Per questo motivo mi sento sereno nel dire che non ho trascurato nulla.
E adesso?
Sono stato appena dimesso con l'indicazione di assoluto riposo fino a martedì prossimo.
Quel giorno mi sottoporrò a un esame specifico un po' più invasivo per approfondire la situazione cardiaca e circolatoria. Successivamente mi verrà impiantato un piccolo dispositivo sottocutaneo che monitorerà costantemente il ritmo cardiaco e ad agosto dovrò affrontare un ulteriore esame ed a seguito di una visita di controllo, valutarenno lo sviluppo della situazione.
Sarà un percorso lungo, ma sono fiducioso.
Noi ti auguriamo davvero che tutto possa risolversi nel migliore dei modi e di rivederti presto sui campi gara.
Grazie tante, me lo auguro anche io.
Ultima domanda, per tornare nel mood che da sempre ci contraddistingue: "non prendiamoci troppo sul serio". Non abbiamo visto una foto della premiazione, della medaglia o della maglia di Campione Italiano di categoria. Sai bene che nel mondo dei runner vale una regola fondamentale: se non posti la foto... non l'hai fatto!
Ahimè, questo è il vero tasto dolente di tutta la vicenda🤭!
Essendo stato ricoverato ho saltato tutti quei bei momenti che normalmente fanno parte del dopo gara. Niente foto, niente podio, niente celebrazioni.
Senza anticipare troppo, una cosa posso dirla...Ci sto lavorando.
Quindi Coach... stay tuned?
Esattamente. Stay tuned!
Grazie di tutto Coach e il nostro più sincero in bocca al lupo per tutto.
W il lupo... e grazie a voi!