Neapolis C5

Neapolis C5 L'Associazione Sportiva Neapolis Nello stesso anno nasce il primo Periodico Sportivo della Societa' il 'Calcio a cinque'.

L'Associazione Sportiva Napoli Calcetto nasce nel 1991 per precisa volonta' del suo fondatore Alessandro Capodanno , che con un manipolo di amici, iniziarono a misurarsi con il Calcio a 5 (allora chiamato ancora calcetto) con lo scopo di fare qualcosa per i giovani del quartiere. Il Napoli Calcetto e' oggi la piu' 'vecchia' tra le storiche realta' campane in attivita' ininterrottamente dalla sua f

ondazione. Nel 1991 la Squadra napoletana partecipa al campionato di serie D arrivando secondi e fino alle semifinali della Coppa Italia Regionale ponendo le basi per affrontare il campionato di C la stagione seguente. Il campionato 1992/93 segna il salto di qualita' conquistando il campionato di serie B Nazionale attraverso i play-off battendo in finale l'Audax Casoria. Il 1993/94 non e' un anno eccezionale stando ai risultati sportivi , infatti il palcoscenico nazionale e' ben diverso da quello regionale ed i costi sobbarcati dal solo presidente senza sponsor hanno reso tutto più difficile, resta comunque nella storia della Societa' la vittoria contro la fortissima Lazio per 5-4. Molti nostri atleti, in questa stagione, saranno convocati per la rappresentativa al Torneo delle Regioni. Negli anni a seguire si disputeranno soltanto campionati regionali, ma con grossi risultati in termini di classifica e non solo, come la conquista di tre Coppa Disciplina (stagione sportiva 92/93 juniores , 98/99 e 99/00) ed altri riconoscimenti sul piano personale per giocatori e dirigenti. Molti sono i giocatori che si sono messi in luce disputando campionati più o meno esaltanti ma che hanno fatto di questa Societa' un immagine difficilmente paragonabile ad altre, tra cui si ricordano Cioce, Franzese, Luongo, Egizzo, Perna, Dell'Aquila, Gelotto, Umberto Pittore, Palmisano, Polidoro, i fratelli Massa, Imer tra gli allenatori oltre al Presidente-Allenatore Alessandro, Walter Capodanno, Carlo Cundari, Giampaolo Barbato, Fortuna Mayol. L'attenzione ai giovani non e' mai mancata, come la certezza che per dare futuro a questo sport bisognava partire dai ragazzini e non dall'obbligatorieta' della squadra juniores e/o under 21 stabilita dalla Federazione; allora nel 1999 nasce su idea del Presidente e di Loris Polidoro la prima Scuola Calcio a Cinque riconosciuta dalla FIGC in Campania. E' subito un gran successo i campionati mettono in evidenza dei ragazzi che diventeranno direttamente calcettisti e non calciatori convertiti al futsal. Sotto la direzione tecnica organizzativa di Polidoro (Miglior tecnico Vincente regionale premio A.I.A.C. 2009) si alternano tecnici come Bianchi, Vitiello, Caso, De Crescenzo, Cerisano, Toti per citarne alcuni e si raggiungeranno grossi risultati sportivi come la Coppa Primavera Allievi (2001/02) secondo posto Giovanissimi (2003/04) Coppa del Presidente Giovanissimi (2004/05) Campioni Provinciali Giovanissimi (2005/06) Campioni Regionali Giovanissimi (2005/06) Campioni Provinciali Giovanissimi (2006/07) Campioni Provinciale Allievi(2007/08) Campioni Regionale Allievi(2007/08) Campioni Provinciale Allievi(2008/09) e detentori del titolo regionale in quanto il comitato regionale non ha organizzato la fase regionale 2008/09, nonche' vincitori di tanti tornei Esordienti e Pulcini tra cui il primo Memorial Mario Lenci. Oggi si puo' dire di essere il fiore all'occhiello delle scuole calcio a cinque della Campania con moltissimi iscritti e con giocatori di gia' sicuro interesse. Ma non si puo' non citare quanto il Presidente ha fatto per la crescita del Calcio a cinque in Campania infatti e' da ricordare la fattiva collaborazione del Prof. Alessandro Capodanno con l'ex Delegato Regionale per la divisione Calcio a cinque Antonio Sarnelli (ora accompagnatore della Nazionale Under21) e dell'ex Provinciale Stefano Salviati nonch� di Mr. Nando Mainenti per la rappresentativa Campania; collaborazione che e' sfociata a ragion di logica prima nell'incarico da Delegato Regionale del Calcio a cinque per il Settore Giovanile e Scolastico e poi la nella nomina di Commissario di campo al livello Nazionale per il calcio a 5. Ritornando alla scuola calcio a cinque quest''anno compie il suo quttordicesimo anno di attivita', tanti i ragazzi che abbiamo cresciuto, tanti ora militano in categorie regionali e nazionali......

27/04/2018

Il calcio non è solo un gioco...

17/09/2017

Uno dei problemi del calcio in Italia è la scarsa tecnica degli atleti.

Lo dice un’indagine della Federazione Calcio, condotta a Coverciano.

Sacchi e Viscidi, Rocca e Ulivieri hanno detto a più riprese che, negli stage delle nazionali, i ragazzi di 12-18 anni sono scarsi nel compiere questi gesti: dribbling, colpo di testa, tiro, palleggio, utilizzo di entrambi i piedi.

Sono convinto che una giusta soluzione sia, nelle scuole calcio delle società dilettanti, proporre il calcio a 5, facendo giocare i bambini in spazi ridotti.

Conosci i benefici del calcio a 5
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Un atleta di calcio a 5 può giocare a calcio a 11, non sempre è vero il contrario: il calcio a 5 e quello a 11 sono due sport che hanno, da piccoli, molti punti in comune, mentre crescendo percorrono strade diverse.

Il calcio a 5 è propedeutico al calcio a 11 ed è importante praticarlo fin da piccoli, nel settore giovanile, come avviene in Spagna e Brasile.
Come Dirigente Sportivo devi conoscere i benefici del Calcio a 5 per i bambini, che frequentano la scuola calcio della tua società.

Tanti e diversi sono i pregi della pratica sportiva del calcio a 5 nel settore giovanile:

migliora la tecnica e la tattica individuale;
migliora il dominio della palla, perché si gioca su distanze minime, che condizionano maggiormente l’esecuzione e obbligano il bambino a pensare e decidere più velocemente, così da adattarsi, molto prima, al gioco;
non obbliga a posizioni fisse, che possono essere un limite per il bambino, ognuno può spostarsi di continuo e provare diversi ruoli;
il bambino tocca di più la palla, ha così modo di migliorare più rapidamente nel gioco individuale e collettivo, migliora le capacità fisiche e coordinative;
in spazi ristretti, si segna molto di più e segnare molte reti procura gioia e soddisfazione, aumenta l’autostima;
nel calcio a 5, di fatto, manca il centrocampo, e allora si imparano più velocemente la fase d’attacco (fare gol) e quella di difesa (non prenderlo). Avviene anche, per gli spazi ristretti e l’esiguo numero di giocatori, che le situazioni importanti accadono più di frequente, così anche l’allievo meno dotato, col tempo, impara;
migliora i tempi di smarcamento;
obbliga i giovani ad apprendere il controllo orientato, controllo e protezione, avere grande velocità di pensiero;
Il calcio a 5 è propedeutico al calcio a 11
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La moderna formazione dei tecnici del settore giovanile deve comprendere una solida base di conoscenze interdisciplinari e polisportive.

Non si può proporre lo sport a un bambino, come fosse un adulto in miniatura, facendolo giocare molto presto 11 contro 11.

I bambini di una scuola calcio (5-12 anni) si sono trovati per molti anni, e si trovano ancora, a giocare in condizioni difficili, in campi troppo grandi e così via, e comunque non adatte alle loro caratteristiche fisiche, mentali, emozionali e di relazione tipiche di queste età.
Il calcio a 5 diventa propedeutico per il calcio a 11 e bisogna cominciare a insegnarlo e farlo praticare nel settore giovanile, così come accade in altri Paesi, dove la tecnica nel calcio la fa da padrona.

Ed allora si devono “educare” le società sportive a praticarlo nella scuola calcio, a rendere magari obbligatorio un allenamento alla settimana.

E stringere un’alleanza con la scuola e la federazione, così come avviene in Spagna. E’ proprio guardando le esperienze positive degli altri, che puoi meglio comprendere l’importanza di far praticare, nel settore giovanile, il calcio a 5, utile un domani per il calcio a 11.

L’importanza del calcio a 5 in Spagna e Brasile
In Spagna il calcio a 5 è molto importante, è lo sport più praticato a scuola. I tornei scolastici sono altamente competitivi e rappresentano la quasi totalità dell’attività giovanile: Iniesta e Xavi sono due giocatori che, da piccoli, hanno praticato per anni il calcio a 5.

In Brasile il futsal è molto popolare ed i campionati giovanili sono molto diffusi, perché sono gestiti anche dalla federazione.

Quasi tutte le società professionistiche alternano, nel proprio settore giovanile, il calcio a 5 e quello a 11.

Anche in questo paese, il calcio a 5 riveste un’importanza fondamentale, è motivante perché, all’interno di una squadra composta da cinque elementi, il singolo incide di più, si assume maggiori responsabilità e si sente più importante.

Cosa dice Horst Wein
Horst Wein
Horst Wein, studioso e autore di diverse pubblicazioni, è il promotore di un programma seguito da anni dalla Federazione sp****la nel settore giovanile. E il suo metodo ha dei punti che fanno capire bene, come il calcio a 5 sia propedeutico al calcio a 11.

Per formare il calciatore di livello, occorre arrivarci per gradi.

Si deve partire dal 3 contro 3 e adattare i modelli di prestazione alle caratteristiche psico-fisiche dei bambini in età evolutiva.
Il suo motto è: giocare per imparare dai 5 ai 9 anni e imparare a giocare dai 10 ai 14 anni. Questi concetti rappresentano i cardini della sua filosofia, orientata non tanto alla costruzione del talento precoce, bensì offrire ad ognuno la possibilità di esprimere il massimo del proprio potenziale personale, senza fretta, nel rispetto dei tempi di sviluppo individuali.

Come dirigente sportivo rifletti se il calcio a 5, per le sue caratteristiche, riesce a colmare queste esigenze. Poi decidi se farlo praticare nell’attività di base della tua società, in quanto propedeutico per il calcio a 11.

L’importanza che ha avuto il calcio di strada

Nel passato, il calcio di strada ha contribuito a sviluppare i giocatori naturalmente dotati e creativi, perché il gioco era più semplice, con un numero minore di giocatori e senza l’interferenza dell’allenatore.

Wein ha studiato la maniera nella quale giocano i bambini, ne ha catturato l’essenza, e ha aggiunto alcune strutture nello sviluppo del gioco.

Poi ha reso meno eccessivi gli esercizi, i tecnici non devono insistere con istruzioni costanti, ma utilizzare percorsi di scoperta guidata per incoraggiare i bambini a riconoscere, in modo interattivo, i problemi di gioco.

Il calcio di strada era l’ambiente naturale e spontaneo per imparare, si giocava per ore di giorno, senza bisogno di trasporto e particolari attrezzature, senza iscrizioni a società che trattano i bambini da adulti. E li fanno giocare in gare complesse, che limitano il naturale sviluppo dei giovani nel calcio.

Wein afferma che in tutto il mondo si dovrebbe giocare così:

3 contro 3 per i bambini di 7-9 anni
5 contro 5 a 10 anni
7 contro 7 a 11-12 anni
8 contro 8 a 13 anni
11 contro 11 a partire dai 14 anni
In questo modo si potrebbero sviluppare le capacità di gioco dei giovani.

L’età giusta per iniziare campionati competitivi è quella dei 12 anni, perché sono i ragazzi a richiederlo.

Il gioco del calcio stesso è il miglior allenatore del mondo
Il tecnico deve facilitare il gioco e non essere l’attore principale, essere innovativo per raggiungere un livello di miglioramento successivo.

Non può fare solo quello che ha sempre fatto e deve far suo questo concetto:

il miglior allenatore del mondo è il gioco del calcio stesso.
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I bambini vengono allenati in maniera eccessiva, spesso sono per gli allenatori tele bianche da riempire, invece occorre capire che i giovani hanno un incredibile potenziale e un’intelligenza da stimolare, dalla quale attingere.

L’allenatore deve utilizzare le partite facilitate, tramite le quali i bambini scoprono, da soli , i segreti del gioco e devono creare un ambiente nel quale i giovani crescono in modo naturale.

Allenare l’intelligenza tattica
Così facendo, i giovani migliorano l’intelligenza tattica, che diventa la caratteristica più importante di un giocatore di calcio.

Senza intelligenza tattica, il giocatore forte o veloce perde molto del suo potenziale.

Viceversa con l’intelligenza tattica, il giocatore piccolo può superare ogni avversario.

L’intelligenza tattica è la capacità di leggere la partita e prendere le migliori decisioni nei tempi più rapidi possibili.

Per questo, dai 7 ai 9 anni bisogna giocare 3 contro 3, con due porte per lato, anziché una.

Ci sono più possibilità a disposizione, in quanto una delle due porte è sempre meno difesa rispetto l’altra.

Vengono così favorite la percezione, la comprensione, le capacità decisionali: giocare, piuttosto che svolgere esercizi isolati, aiuta a sviluppare l’intelligenza tattica.

Il campo del 3 contro 3 è lungo 25-30 m. e largo 20-25 m.

Le due aree sono di 6 m. cad., con due porte per lato di 2x1m., e uno spazio centrale di 13-18 m.
Segreti in pillole

Proporre il calcio a 5 nella scuola calcio migliora la tecnica dei bambini.
L’esempio viene dalla Spagna e dal Brasile che lo propongono nelle scuole con il consenso della Federazione.
Fai giocare i bambini 3 contro 3 in spazi ridotti
Il calcio a 5 è propedeutico al calcio a 11: migliora l’intelligenza tattica dei bambini, soprattutto se l’istruttore li lascia liberi di giocare e non si impone di continua.

Napoli Calcetto L' ASD Napoli Calcetto 1991 ringrazia Enzo Milucci per il riconoscimento del nostro lavoro nei 10 anni p...
25/10/2013

Napoli Calcetto L' ASD Napoli Calcetto 1991 ringrazia Enzo Milucci per il riconoscimento del nostro lavoro nei 10 anni passati insieme. Continua cosi. Grazie!!

Napoli Calcio a 5 sito ufficiale

25/07/2013

CURTA O FALCÃO NO FACEBOOK: http://fb.com/falcao12oficial O Brasil derrotou a Fúria Espanhola por 3 a 2, com dois gols de Neto e um de Falcão. O Brasil sagra...

Montesilvano Futsal Cup 2013 - Pulcini 23-29 giugno
07/07/2013

Montesilvano Futsal Cup 2013 - Pulcini 23-29 giugno

07/07/2013

Benvenuti a tutti..., adesso anche il Napoli Calcetto ha la sua pagina ufficiale su facebook oltre al sito Ufficiale www.napolicalcetto.com ! Tutti gli associati saranno accettati e potranno contribuire con foto, filmati, commenti, etc.. per interagire con noi e farci conoscere sempre più. Forza ragazzi iniziamo da adesso!

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