14/07/2026
L’attività fisica, reale farmaco da salvavita.
Maria Rita Gismondo f.q. 14.7.26
L’idea che l’attività fisica possa essere considerata una vera e propria forma di “farmaco” preventivo è sempre più supportata dalla ricerca scientifica. Non si tratta di una metafora comunicativa. L’attività fisica non agisce su un singolo organo, ma su tutto l’organismo. Il sistema cardiovascolare è tra i principali beneficiari: l’esercizio regolare contribuisce a ridurre la pressione arteriosa, migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni e abbassare i livelli di colesterolo “cattivo”. Ne trae vantaggio anche il metabolismo, regolando la glicemia, riducendo il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Aiuta a regolare e a migliorare la sensibilità all’insulina, Inoltre contribuisce al controllo del peso corporeo, soprattutto se associata a una dieta equilibrata. In particolare, l’attività fisica regolare è associata a una riduzione del rischio di infarto e ictus. Anche per alcuni tumori, come quelli del colon e della mammella, esistono evidenze di un effetto protettivo, probabilmente legato a meccanismi ormonali, infiammatori e immunitari. In un’epoca in cui le malattie croniche rappresentano una delle principali sfide per i sistemi sanitari, il movimento fisico emerge come uno degli strumenti più efficaci, economici e accessibili per ridurre il rischio di numerose patologie. Non si tratta certamente di una protezione assoluta, ma di una riduzione del rischio. Uno degli aspetti più interessanti della ricerca recente riguarda l’effetto dell’attività fisica sul cervello. L’esercizio stimola la produzione di neurotrasmettitori come endorfine, serotonina e dopamina, coinvolti nella regolazione dell’umore. L’esercizio regolare sembra favorire anche le funzioni cognitive, come memoria e attenzione, e potrebbe contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo nelle età più avanzate. Un “farmaco” senza ricetta, ma non senza dose. Come per i medicinali, anche l’esercizio ha una quantità, una frequenza e un’intensità ottimali. Le linee guida internazionali suggeriscono almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, oppure 75 minuti di attività intensa, oltre a esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte a settimana. Anche livelli inferiori di attività possono apportare benefici rispetto alla sedentarietà.