15/10/2025
Infatti avevo dato anch'io appellativo di disumano a Simmons
-Simmons, sforzo disumano: 390w NP e 7500 Kj spesi nel tentare l’impresa solitaria al Lombardia-
Non ci sono più aggettivi per descrivere il quinto Lombardia di Tadej Pogačar, autore dell’ennesima stagione capolavoro e protagonista della quinta vittoria consecutiva nella Classica delle foglie morte. Più interessante stavolta analizzare la performance stratosferica di Quinn Simmons, il vero eroe di giornata.
Pogacar attacca a 80-100km dal traguardo? Bene, lo statunitense prova ad arrivare dritto a Bergamo partendo direttamente dalla fuga di giornata…
Ed è stato così che il corridore Lidl-Trek si è inventato un numero pazzesco, a tutta fin dalla partenza a Como, correndo al massimo per 240 km e concludendo quarto con oltre 6h a 390w di potenza normalizzata, 351w medi a 41 di media oraria.
Cosa si cela dietro questo sforzo pazzesco, che per poco non gli valeva il podio? Parliamo di 5h49 a 390w NP e quasi 5 w/kg (!) su 240 km di sforzo e 4300m dislivello. Numeri davvero impressionanti e uno sforzo che lo ha visto bruciare qualcosa come 7500 kj per le strade lombarde, a tratti spaventando Pogačar e la sua UAE Emirates-XRG, che hanno dovuto faticare molto per raggiungerlo.
Sabato Simmons ha attaccato non appena l'auto del direttore di corsa ha abbassato la bandierina, unendosi alla fuga di 14 corridori. Prima parte volata a 49 km/h di media per i fuggitivi, vista la bagarre che ci si può aspettare nell’ultima Monumento della stagione 2025.
La prima ascesa di giornata è stata percorsa velocissima, 14’50’’ a 402w medi per la fuga, 5,8 w/kg dopo oltre 30’ a 380w normalizzati per cercare di entrare nel gruppetto di testa in avanscoperta. Salendo alla Madonna del Ghisallo, asperità iniziale che ha visto il corridore Lidl-Trek passare per primo, sia la fuga che il gruppo hanno pedalato a 29 di media (versante facile, discesa a Bellagio) mentre la Roncola, passando in provincia di Bergamo, è stata fatta sempre sul filo dei 425w medi per 19’ di sforzo.
A differenza delle classiche fughe, che prevedono un attacco fortissimo ed andatura “regolare” per cercare di tenere il gruppo compatto e gli inseguitori a distanza, anche tra i fughisti si è accelerato man mano che si arrivava sulle salite conclusive: sulla salita verso Zambla Alta infatti, a 80 km dalla fine, Simmons è partito da solo con un’accelerazione ad oltre 500w medi per 5’ e un’ascesa a ben 451w per 20’ di sforzo, verso la Crocetta.
Una prestazione di questa portata ha fatto esplodere il gruppo dei fuggitivi, col gruppo Pogi che era a quattro minuti. Lo sforzo di Simmons sulla prima parte della Crocetta (quasi 6,3 w/kg di cp20’ a cui sono seguiti altri 18’ a 429w medi verso Zambla, non certo rilassanti…) ha creato scompiglio, costringendo gli uomini UAE (Sivakov, Vine, Del Toro, non certo le seconde linee) ad inseguire ancora più duramente di quanto sperassero e si aspettassero.
Matthews, Bilbao e co sono saltati: Simmons si è trovato in testa solitario con due minuti di vantaggio ai piedi del Passo di Ganda, e forse sperava di scollinare l’ultima vera salita prima che Pogačar facesse il suo solito show, attaccando e facendo la differenza su tutti i rivali più accreditati.
Dopo il lavoro di Vine e soci, Pogi ha accelerato ulteriormente sui superstiti del gruppo dei big. Lo sloveno ha scalato il Passo Ganda sul filo dei 21’16 con circa 1860 m/h di Vam e 6,9 w/kg di potenza espressa: nella prima parte della scalata ha espresso circa 6’ a 470w medi, pari a 7,3 w/kg sempre sul filo del 26 km/h. Il suo leadout aveva già decimato il gruppo, lui ha fatto il resto e per gli avversari non c’è stata storia.
Da notare l’incredibile progressione di Pogacar rispetto al Lombardia 2023 e 2021: nelle precedenti edizioni il bi-campione iridato aveva scremato il gruppo attaccando su Ganda e scollinando sul filo dei 23’ (23’07 nel 2023, 23’13’’ nel 2021), pari a circa 6,4 w/kg di sforzo. In questa edizione, il tempo sulla medesima salita è stato di 21’16 pari ad oltre 1870 di Vam e 6,8-6,9 w/kg. Un miglioramento cronometrico pazzesco, parliamo di oltre il 9% di velocità in più per lo sloveno, che francamente risulta ancor più grande se consideriamo che si tratta di un atleta esperto, già al top da anni, e nel pieno della propria maturità ciclistica.
Per Simmons lo sforzo sulla salita di Ganda, quasi 4’ più lento di quello del vincitore sloveno, è stato di 25’05 a 438 w medi, pari a 6,1 w/kg: un valore mostruoso, se consideriamo gli oltre 5500 kj già spesi prima di allora (!!) e l’ammontare di energie dilapidato dal via.
Nel momento in cui Pogi lo ha raggiunto, l’americano della Trek ha tenuto per poco di più di 1’ a 480w medi, 6,7 w/kg stando solamente a ruota dello sloveno. Il campione del mondo ha raggiunto Simmons a tre chilometri dalla vetta salendo sui 29 km/h di media in quel punto (picchi di 39 orari nel momento dello scatto dal gruppetto leader), e nessuno dei due ha avuto il tempo o l'energia per parlare o trovare un qualche accordo, visto che Quinn era già stremato dopo oltre 210 km di fatiche.
L'ammiraglia della Lidl-Trek ha detto a Simmonds di non cercare di rimanere con Pogačar, ma di risparmiare le gambe per cercare di lottare con Remco Evenepoel e chiunque altro per un posto sul podio.
Evenepoel ha poi fatto la differenza straccando di netto gli altri inseguitori e poi realizzando anche il record di velocità nella discesa del Selvino, percorsa ad oltre 57 di media nel tentativo di staccare Storer per la lotta al secondo posto. Il segmento, su cui Remco ha ritoccato il primato assoluto, è lungo circa 10’ ad una media di 57,5 km/h, con 76,2 km/h di massima.
Alla fine il belga della Soudal è riuscito a staccare sia Storer che Simmons nella parte finale. Entrambi gli inseguitori però, in uno sforzo individuale e privi di cambi, hanno spinto a fondo sino allo strappo di Bergamo Alta, a 230 km dalla partenza. Lo strappo finale alla Boccola, tra due ali di folla, è stato pedalato da Quinn sui 480w medi per circa 3’30’’ di sforzo. Il corridore Trek ha continuato a tutta fino al traguardo di Bergamo, festeggiando giustamente la sua prestazione al traguardo e crollando a terra a causa della fatica, terminando la prova a soli 25’’ dal podio nonostante una gara all’attacco sin dal via.
Pogi è stato normalmente fenomenale nella sua cavalcata da Ganda a Bergamo, ma bisogna dare atto a Simmons di aver terminato con una prova da vero campione, sempre all’attacco e dando forse più di quel che poteva per terminare a 3’39’’ dal 5-volte vincitore del Lombardia.
Dello sforzo di Simmons e della sua filosofia nella preparazione e negli allenamenti, che ci lascia tanti spunti interessanti di discussione, parleremo nella mia pagina Instagram in una diretta specifica, martedì 21 alle 21: seguitemi su e non perdetevi questo appuntamento!
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