10/07/2026
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IL DANTIAN: TRA LAVORO ENERGETICO E ARTI MARZIALI
Secondo la Medicina tradizionale cinese, i dantian (sono tre: inferiore, mediano e superiore) costituiscono le aree di raccolta e di irradiamento del'energia interna. È però il dantian inferiore, situato nella regione addominale, a svolgere una funzione primaria.
Questo "centro", ad esempio, ha un ruolo fondamentale nel tradizionale ‘Lavoro Energetico Interno” (Nei Gong, Qi Gong ecc.); la sua importanza spicca sia nelle pratiche salutistiche, come in quelle meditative e in quelle marziali.
Non possiamo non notare come il dantian inferiore coincida curiosamente col “centro fisico” del nostro corpo (baricentro); esso inoltre si trova, da un punto di vista anatomico e funzionale, in quella complessa zona centrale del corpo che ha un ruolo essenziale nello sviluppo di ogni nostra catena cinetico-muscolare, e pertanto in qualunque movimento "complesso". Nelle scienze motorie chiamiamo quest’area con il termine inglese di “core”, che possiamo tradurre come "centro", oppure "nocciolo", o anche "nucleo".
Questo ‘core’, cioè l’area che circonda il dantian (collocato, secondo la dottrina tradizionale, quattro dita sotto l'ombelico) non comprende però soltanto i muscoli addominali, ma include anche quelli della regione lombare e di quella pelvica. Rappresenta pertanto il cardine, il crocevia di connessione che permette alla forza delle gambe di fluire fino al tronco e alle braccia.
Collegare la parte superiore del corpo a quella inferiore attraverso questo "centro" è fondamentale in qualunque disciplina e, primariamente, nelle arti marziali, perché quando la parte superiore del corpo è strutturalmente connessa a quella inferiore, l’energia generata da muscoli potenti come sono quelli delle gambe si somma a quella prodotta dalla schiena, dal tronco e dalle braccia. Per questo motivo è fondamentale sviluppare al massimo la consapevolezza del nostro centro.
In questa connessione strutturale, realizzata attraverso il ‘core’, hanno un ruolo particolare i muscoli ileo-psoas che devono essere mantenuti costantemente rilassati, pena il ristagno della forza proveniente dal basso.
Ottimizzando il trasferimento di energia dal terreno, si sfrutta al meglio anche la "reazione vincolare" offerta da un perfetto appoggio 'corpo/suolo' (una "forza passiva" ma molto potente che può essere accresciuta attraverso il rilassamento e il radicamento). La “centralizzazione” del movimento e delle tecniche è un principio essenziale che andrebbe coltivato in tutte le discipline marziali.