Ho iniziato il mio personale percorso di formazione da karateka nel lontano 1970 precisamente nella cittadina lombarda di Bollate in provincia di Milano. Per esigenze lavorativa mi trasferii molti anni dopo rispetto ai miei genitori. Come si suol dire, ebbi la fortuna di trovarmi nel posto giusto al momento giusto. In quegli anni ebbe luogo la diffusione del Karate da parte dei maestri giapponesi
in vari stati europei. In italia si insediò (secondo me)uno dei migliori Maestri giapponesi; il maestro Hiroshi Shirai. Mi sono avvicinato al karate sotto la spinta di mio zio, il quale aveva iniziato la pratica qualche anno prima di me, il maestro Tonino Trotta, in futuro diventò il mio mentore. Ritengo sia uno dei migliori Maestri in Italia, carisma passione tecnica e forza interiore le sue qualità. Inizialmente non ero particolarmente interessato all'arte. Pensavo più che altro a divertirmi, come tutti i miei coetanei. Il mio primo Maestro fu un certo "Giovannino"(sinceramente non ricordo il cognome) in quanto per me fu una meteora: Passo’ subito. Uomo non alto, pienotto un classico giapponese/italiano insomma. Se devo essere sincero preparato col senno del poi. Negli anni successivi passai sotto la guida del maestro Alagna, questo al contrario del primo era carente di tecnica e mancava totalmente di scioltezza articolare, era però molto carismatico e coinvolgente. Con lui raggiunsi la cintura Verde. Successivamente, mio zio chiamò un Maestro a insegnare presso la sua palestra, il maestro Nino Tammaccaro cintura nera 4° dan, uno degli allievi diretti del maestro Shirai, il quale faceva parte della squadra nazionale di kumite (combattimento)della gloriosa federazione FESIKA. Con lui iniziai seriamente la pratica e mi avvicinai alle competizioni. Negli anni successivi cintura blu, fui costretto ad interrompere gli allenamenti a causa della leva obbligatoria, precisamente nel 1974. Al ritorno però, ebbi una bella e gradita sorpresa, mio Zio raggiunse il grado di cintura Nera e la qualifica di istruttore, di conseguenza ricominciai gli allenamenti sotto la sua guida. Da lui ho ereditato l’amore e la passione verso quest’arte. Sotto la sua guida, raggiunsi poco tempo dopo la cintura marrone. A questo punto mio zio mi affidò un corso di bambini, immaginerete l'emozione, ero elettrizzato e gratificato allo stesso tempo. Fu la svolta totale, incominciai ad appassionarmi alla didattica. Nel 1976 i miei genitori ritornarono in Calabria, io decisi però di restare ancora per qualche altro anno per poter affinare maggiormente ciò che avevo appreso nel karate. Nel 1977 Raggiunsi la sospirata cintura nera 1° dan. Da questo momento in poi, cominciai a pensare seriamente al futuro. Nel 1978 feci il grande passo, ritornai in Calabria, fondai un'associazione denominata Club Karate Trotta, così iniziai a tenere i corsi di karate, un azione ardua per quei tempi in quanto le strutture erano quasi del tutto inesistenti, quelle poche presenti, palestre scolastiche per la maggior parte erano fatiscenti, la diffidenza delle persone in quanto ignoranti in materia, meraviglia dal fatto che un ragazzo giovane come me potesse insegnare. Il loro il modello di insegnante rispecchiava il professore delle scuole, attmpato, stempiato coi bassi e di un acerta età. Iniziai ad allenare a Santa Maria le Grotte (CS), il mio paese natale, in un locale di mio cugino adibito a sala giochi, spostavamo i biliardini e ci allenavamo. Man mano che il tempo passava veniva meno la diffidenza nei miei confronti, impararono a capire e a conoscere il significato del Karate, a conoscermi, a valutare positivamente il mio lavoro e le mie qualità. Con i miei allievi iniziai a partecipai ad alcune competizioni, sporadiche a die la verità, per lo più a Milano visto che questa disciplina al sud non era diffusa, non è come adesso che in Italia ci sono tantissimi Enti di promozione sportiva riconosciute, pseudo federazioni e altro. Con i miei allievi arrivarono le prime soddisfazioni. Nell’ 1982 ho conquistato il 3° dan e la qualifica di Maestro e ho iniziato ad avvicinarmi all’arbitraggio. Con il mio lavoro al sud di divulgazione colonizzai gran parte la zona di Cosenza. Cosenza stessa, S. Marco Argentano, Cavallerizzo, S. Martino di Finita, Lattarico, Montalto Uffugo e Bisignano
Mentre collaborando con mio Zio il quale aveva fondato una fedrazione nazionale di karate: la FENAMI(federazione nazionale arti marziali Italia) il quale periodicamente scendeva e tenevano corsi di aggiornamento soprattutto nella zona di Soverato, Guardavalle, Siderno ecc. dove erano presente sul territorio delle scuole di karate . In puglia abbiamo svolto un lavoro incredibile, avevamo molte società affiliate nelle quali periodicamente tenevamo corsi di formazione e di qualifica. Nel 1986 entrammo a far parte anche dell’ente di promozione sportiva ACSI nella quale mio Zio ricopriva la carica di di Direttore Tecnico Nazionale, mentre io svolgevo l'incarico di responsabile reogionale. Nel 1988 conseguii il grado di cintura nera 4° Dan . Cambiai la denominazione della mia Societa in Ginnic Center. Nel 1995 ho conquistato il 5° dan. Nel 2002 ho conquistato il grado di cintura Nera 6° Dan . In questo lungo periodo affinai ulteriormente le mie conoscenze e qualità e risultati agonistici. Nel 2004 cambiai ancora denominazione alla società in " New World Karate Trotta" con mia moglie presidente e io a svolgere le mansioni di Direttore Tecnico. In quell'anno partecipai alla prima competizione di una certa caratura: I Campionati Mondiali che si sono svolti a Jesolo nei quali con i miei allievi ho conquistato due titoli mondiali ( uno di mia figlia Trotta Mariagrazia vedi risultati e titoli ottenuti). Successivamente dal 2005 a causa di alcune vicissitudini negative, ho voluto intraprendere un’altra strada una sfida sulla carta difficoltosa. Ho trascorso una parentesi di 7 anni nella federazione fijlkam. Federazione di grossissimo spessore, senza dubbio.Questa esperienza per certi versi positiva non esaltante per altri determinati motivi: Comportamentali di determinati "personaggi" che dovrebbero salvaguardare gli interessi delle societa' e atleti affiliati e non esclusivamente all'interesse personale. Per quando riguarda la parte tecnica, non ho condividiviso il loro modo di pensare e di praticare il karate, in quando la divulgazione dei valori e e la formazione tecnica nel vero senso della parola era totalmente assente. Comunque, nonostante l’ostracismo nei miei confronti, non essendo poi l’ultimo arrivato, mi sono fatto rispettare a livello tecnico/agonistico , fino ad arrivare alla nomina di responsabile tecnico regionale di kata. Incarico abbandonato da me, per mio volere, come dicevo prima a causa di mancanza di programmazione da parte loro. Nonostante tutto, in questo lasso di tempo mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe, verso alcuni "personaggi" che reputo lecchini e portaborse. Nel 2012 uscii dalla federazione, nonostante tutto da vincitore, rafforzato interiormente e caratterialmente, con la consapevolezza di non essere secondo a nessuno. Sono rientrato nell’Acsi in cui fino al mese si di maggio 2016, ho
Svolto l'incarico di Responsabile Tecnico Regionale gruppo Trotta addetto e alla formazione di Arbitri e Tecnici. Ad oggi, ho raggiunto molti riconoscimenti personali e traguardi importanti con i miei allievi tra cui figurano campioni mondali internazionali e nazionali. A seguito di risultati ottenuti, nel 2014 ho avuto il riconoscimento ACSI del grado di cintura nera 7° Dan. Aprile 2016 ho costituito un’associazione a carattere nazionale denominata AIK(accademia italiana karate) affiliata CSEN, nella quale ricopro la carica di Presidente e referente tecnico per i miei collaboratori. Associazione che ha il potere di organizzare eventi di qualunque tipo, corsi di istruzione, di formazione, gare ecc. Ottobre 2016 mi viene riconosciuto il grado di 7° Dan (Maestro Benemerito) dalL’ Ente di promozione sportiva CSEN. Per finire posso affermare senza paura di essere smentito, i risultati finora ottenuti mi sono testimoni e sono sotto gli occhi di tutti che non ho bisogno che “altri” mi indichino la strada da percorrere(senza forse, questo a qualcuno da molto fasctidio). E’ da tanto tempo ormai che ho acquisito quelle capacità intellettuali, mentali e tecniche per sviluppare il karate da solo, finalizzando le mie idee a uno scopo preciso: La formazione e la perfezione. M° Pasqualino Trotta.