Siamo nel 2015, e la passione per il mountainboard di Martina Lippolis è oramai affermata, dopo la conquista di due titoli mondiali e svariate competizioni internazionali. Il 23 marzo 2015 Martina conclude il suo percorso di studi con una laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari. Il 30 aprile 2015 organizza una festa di laurea presso la “Fattoria da Giulia” a Monasterolo del Castello,
rendendosi conto fin da subito delle potenzialità mountainboardistiche dell’area. Durante la notte passata i tenda, (naturalmente sotto la pioggia) piantata esattamente nella parte finale di quello che è l’attuale ARK PARK, viene colta da un’illuminazione che non la fa dormire praticamente nulla. Alle sette di mattino, ancora molto segnata dalla festa, Martina si alza vittima della persecuzione di un’idea. Creare un mountainboard park esattamente dietro la tenda. Da quel momento è terminato il sogno ed è cominciata la realtà. Il proprietario dell’Area, il signor Alberti Gian Pietro è stato fin da subito entusiasta dell’idea così come Roberto Facchinetti, Anna Losa e Simona Petro’, rider fortissimi appartenenti all’AMBG. Con il supporto, il lavoro e la fatica di ogni rider dell’Associazione Mountainboard Bergamo AMBG e non solo, è stato possibile creare l’attuale ARK PARK. L'obiettivo fin dall'inizio è stato quello di costruire strutture sicure, adatte ai principianti cosi come ai riders più esperti in modo che chiunque frequenti l’ARK PARK possa divertirsi e progredire in piena sicurezza. Le prime strutture inserite sono state suddivise in 3 linee. La prima composta da due rampe, la seconda da un box e due tubi in Geberit e la terza doppiotubo-gunner-manual pad. Il nome ARK PARK deriva dal fatto che nell’area dove è dislocato il Park sono presenti numerosissimi animali che spesso vagano liberi all’interno della fattoria, andando talvolta a posizionarsi tra le strutture come a voler dimostrare la loro curiosità attiva per quello che si sta facendo. Ogni struttura è infatti posizionata in accordo con il proprietario Alberti, nel pieno rispetto della vita della fattoria, non andando a compromettere la vita degli animali. E’ come se si trattasse di una sorta di SIMBIOSI tra la vita della fattoria, degli animali e dello sport. Adesso basta parlare…..Keep On Riding the ARKPARK!