03/03/2026
Martinistan 20260228
DOSSIER
UTM **T ****869E ****364N
Callsign Team: “Sierra 7”
Men deployed: GS01 / GS02 / GS09 / GS18 / GS20 / GS21
SITREP
“L’Emiro”, ha consolidato la propria leadership nei Fratelli Ostunistani e nel U.R.C., che sotto la sua guida ha assunto il controllo di ampie zone del territorio martinistano, inclusa la centrale geotermica e diversi villaggi nel nord-ovest del Paese.
L’esercito regolare non riesce a contrastare efficacemente l’avanzata degli insorti. Secondo fonti HUMINT, l’Emiro sarebbe entrato in possesso di un vecchio missile balistico “Shahab” e starebbe cercando agenti chimici per armarlo, trasformandolo in uno strumento di ricatto strategico contro il governo e rafforzando così la propria intoccabilità e il controllo sui territori occupati.
OPORD
Il nostro compito è condurre operazioni di interdizione contro le milizie U.R.C., localizzare le loro installazioni — con priorità al missile Shahab — ed effettuare azioni dirette per ridurne il controllo sul territorio.
MISSION REPORT:
1515 Infiltrazione.
Il Team effettua l'inserimento nell'AO con navigazione tattica diretta verso l'obiettivo Kilo8. Una volta sul punto, l'unità esegue una DA fulminea: vengono neutralizzate le difese, recuperati i codici di trasmissione e le coordinate relative alla posizione di Kilo10. Vengono minate con cariche di C4 le stazioni radio per l’interdizione delle comunicazioni nemiche.
1620 Dopo il recupero del WP03, il Team raggiunge il CP1 dove si procede alla suddivisione in due FireTeam, Alpha e Bravo, per massimizzare l'acquisizione dei punti di navigazione. Mentre il FT Alpha procede all’acquisizione dei WP01 e WP04, il FT Bravo si occupa del recupero del WP06.
1723 I due FireTeam in posizioni diverse attorno a Kilo11 pianificano un attacco sul presunto deposito. L'area viene bonificata ed i difensori eliminati; l'ispezione rivela che l'obiettivo non è il deposito principale, ma permette il recupero di intelligence vitale sulla posizione del Deposito Oppio.
1855 Recuperato il WP02, il Team segue il percorso sicuro fornito da OPCOM per il ricongiungimento con il team Zebra 02. Il linkup avviene con successo previo riconoscimento luminoso in codice; prendiamo in carico il fucile Barret dell’operatore ferito dei Zebra.
2005 Avvicinamento alla Base Radar. L'operatore GS18 neutralizza la sentinella del compound con un tiro selettivo di precisione, aprendo la strada alla DA del team. L'area viene messa in sicurezza e viene tratto in salvo il Dott. Luois Fellì, che fornisce dati tecnici cruciali per il disinnesco di una testata.
2145 Il Team muove verso la Centrale in modalità stealth. Gli operatori GS20 e GS21 riescono a infiltrarsi e a piazzare microcariche sulle valvole dell’impianto, assestando un duro colpo logistico alle risorse energetiche ostili. Successivamente, la squadra ripiega verso il punto di bivacco pianificato per una fase di riassetto e pianificazione della Fase 2.
0106 Il Team viene suddiviso in tre FireTeam come da pianificazione (Alpha, Bravo, Charlie) per raggiungere le tre zone delle antenne da sabotare in contemporanea.
FT Alpha: Dirige a NE acquisendo WP05, WP08 e Antenna 2. Al WP08 si segnala un contatto con fauna selvatica aggressiva (lupo o cane) che ha tallonato la coppia nell'oscurità con non poca preoccupazione.
FT Bravo: Recupera il WP09 e muove verso l'Antenna 1, ma viene intercettato ed eliminato da una pattuglia di controinterdizione spintasi un po' troppo nella boscaglia.
FT Charlie: Recupera il WP07 e l’Antenna 3, operando con estrema cautela in un'area "molto calda" con ostili appiedati e motorizzate.
0345 In contemporanea, i tre Fireteam piazzano i Jammer sulle antenne per l’inoculazione del worm nel sistema nemico. Dalla posizione delle antenne viene effettuata una triangolazione che identifica la posizione Kilo5 (Sito Missile Shahb) all'estremo W dell'AO. Viene deciso di far ricongiungere Alpha e Bravo per l'attacco al missile, mentre Charlie si sposterà in area centrale dell’AO e resterà in attesa per il successivo supporto al Deposito Oppio.
0620 Dopo una fase di standby iniziata alle 0430, Alpha e Bravo lanciano una DA sul sito del missile. Gli ostili vengono eliminati e vengono acquisite prove fotografiche e coordinate precise del vettore Shahb. Infine viene piazzata carica per la distruzione del missile.
0720 Viene coordinato un attacco insieme a FT Bravo sul Deposito Oppio, che viene neutralizzato con successo.
0910Il team si ferma qualche minuto per effettuare un cambio equipaggiamenti e muove verso il deposito armi Kilo5. L'azione tattica subisce una piega imprevista: lo scontro con i difensori è violento e il Team viene decimato. L'operatore GS21, rimasto solo, riesce ad eliminare l'ultimo ostile, documenta gli armamenti e richiede un CAS per la distruzione definitiva del sito.
0945 L'unità riprende la marcia verso Kilo11 per effettuare una ricognizione a distanza. Vengono identificati 4 cartelli segnaletici e rilevati gli azimut, che verranno comunicati a OPCOM.
1015 Durante la marcia incappiamo in una pattuglia di controinterdizione che riusciamo ad eliminare. Il Team raggiunge l'ultimo obiettivo, Kilo9. Gli ostili a difesa della testata vengono neutralizzati. Tuttavia, la procedura di disinnesco della testata si rivela estremamente complessa: le informazioni del Dott. Fellì risultano di difficile interpretazione per personale non specializzato. Un errore nel bypass dei ponti del circuito provoca l'esplosione accidentale della testata.
1145 Il Team esfiltra
Al termine delle operazioni, il Team ha coperto una distanza totale di 32 chilometri attraverso terreni impervi e aree ad alta densità nemica.
Nonostante la perdita tattica del team a seguito del mancato disinnesco dell'ordigno, il bilancio operativo evidenzia il successo nel sabotaggio delle infrastrutture critiche e nella raccolta di dati intelligence fondamentali, infliggendo danni strutturali incalcolabili e irreversibili all'organizzazione U.R.C.
CONSIDERAZIONI
Abbiamo partecipato a questo evento perché attratti dalla sua impostazione “old style” e dalla storyboard, elementi che oggi non sono così scontati nel panorama del softair. L’idea di fondo e la struttura generale ci sono piaciute molto.
L’organizzazione ha costruito un evento complesso e articolato, che richiedeva pianificazione accurata dei tempi e delle manovre. Questo aspetto lo abbiamo apprezzato: gestire le energie e le scelte operative faceva parte integrante della sfida.
Difensori degli obiettivi e arbitri si sono dimostrati corretti sul campo, e per questo ci sentiamo di fare loro i complimenti.
Detto questo, con spirito puramente costruttivo, ci sono alcuni aspetti che riteniamo migliorabili e che desideriamo evidenziare:
1. Coerenza narrativa e immersione
Sapere di dover intervenire su un secondo deposito di oppio confermato e non trovare nulla da distruggere con il C4 (nemmeno un riferimento scenografico) ha inevitabilmente fatto calare l’hype.
Chi, come noi, partecipa a eventi con una forte componente narrativa lo fa per immergersi nella storia: anche un semplice elemento simbolico avrebbe mantenuto viva la coerenza e l’esperienza.
2. Modalità di disinnesco
Il sistema di disinnesco non ci ha convinti. La modalità e la comprensione del circuito richiedevano competenze tecniche molto specifiche, più da “addetti ai lavori” che da giocatori.
Sarebbe stato più coinvolgente proporre un sistema magari criptico, ma risolvibile con logica e ragionamento accessibili a tutti. Questo avrebbe premiato l’ingegno senza uscire dal perimetro sportivo del softair.
3. Clima sportivo e regolamento
L’aspetto che più ci ha fatto riflettere, dopo anni di assenza da questo circuito, è stato il clima generale. Abbiamo percepito un ambiente dove il regolamento, invece di premiare chi gioca bene e in maniera pulita, può diventare uno strumento per ottenere vantaggi attraverso cavilli e contestazioni continue.
Quando la contestazione diventa la spina dorsale della competizione e un team concentra più energie nel cercare errori altrui che nel valorizzare la propria prestazione, lo spirito sportivo ne risente.
Cosi facendo il focus si sposta dalla qualità del gioco alla ricerca del vantaggio regolamentare, e questo è proprio agli antipodi del nostro pensiero sportivo.
Infine come di consueto non pubblicheremo classifiche di gara perché la “gara” non è concepita nel nostro modo di fare airsoft, pertanto ringraziamo gli organizzatori e per questo evento ben congeniato che ci ha portato indietro negli anni.
Gorillas Team over