05/12/2020
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Un Presidente di una società Tre.Uno ieri ci ha chiamato per un problema Covid di una tesserata. Una chiamata come tante, purtroppo, in questo periodo. Questo Presidente ha 72 anni compiuti. Uno come tanti. Una vita di lavoro alle spalle, una famiglia, dei nipotini e con la passione per la pallavolo nel cuore che pulsa più di quello di molti trentenni.
Nella chiamata, dopo essersi preoccupato delle sue atlete, dei suoi allenatori e delle famiglie, ci ha posto teneramente una domanda: “secondo voi, è meglio che vada a farlo anche io il tampone anche se son sempre stato a distanza e con la mascherina? L’età c’è.”
Il nostro Volley, quello vero e più puro vive grazie a queste persone.
Persone che, nonostante tutto (perché con questo Covid possiamo dire di averle viste forse davvero tutte) sono lì e non mollano. Mandano avanti, molto spesso senza alcun ritorno, un’attività che prima di tutto è sociale. Anche se sono considerati soggetti a rischio nella pandemia, anche se la vita gli ha dato tanto e ormai potrebbero meritarsi un po’ di riposo.
Certo, è facile dire: “sarebbe ora che si facesse da parte, ne troviamo uno di più giovane”. Poi però c’è la quotidianità... e non tutti, checché ne dicano prima di iniziare questa avventura, sono disposti a “star sul pezzo” 300 giorni l’anno, alle 9 di sera come alle 7 di mattina.
Nella giornata in cui Padova viene premiata come capitale europea del volontariato (a proposito, complimenti ai nostri vicini) l’immagine di ieri ci ha commosso.
Con queste poche righe, quindi, vorremmo una volta in più ringraziare tutti quelli che, nonostante la loro età o la loro vita incasinata, impegnano del tempo dedicandolo al volley.
La Pallavolo ve ne sarà per sempre grata.