25/10/2026
𝗕𝗘𝗟𝗢𝗧𝗧𝗜, 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗛𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗘𝗥𝗟𝗢. 𝗠𝗔 𝗚𝗢𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢𝗖𝗘𝗟𝗢!
di Enrico Morselli
Vorrei fare una riflessione su alcune cose che ho letto e sentito in questi giorni riguardo ad Andrea Belotti.
Una riflessione che faccio da giornalista, certamente, ma soprattutto da tifoso del Modena, quale sono da una vita.
Quando Belotti è arrivato a Modena, non sono mancate le critiche.
E sia chiaro, criticare è assolutamente legittimo.
Qualcuno riteneva il suo acquisto un azzardo, altri parlavano addirittura di un giocatore finito, di un calciatore fisicamente compromesso, qualcuno lo paragonava persino a certi acquisti della passata stagione.
Tutte considerazioni che, permettetemi, oggi possiamo definire delle amenità.
Lo dico senza offendere nessuno, perché sono convinto che quelle opinioni fossero espresse in perfetta buona fede.
𝗠𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 è 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼.
Troppo spesso noi tifosi, e mi ci metto anch'io perché faccio parte di questa grande famiglia, parliamo senza conoscere fino in fondo le situazioni, le dinamiche del calcio, le ragioni che stanno dietro a determinate scelte.
Prima di emettere sentenze bisognerebbe informarsi, cercare di capire, approfondire.
Io, per esempio, quando si parlava dell'arrivo di Belotti, mi ero informato sulle ragioni della sua mancata conferma a Cagliari.
Non mi ero fermato alle apparenze o ai giudizi superficiali.
Ma fin qui, ripeto, tutto legittimo.
Quello che invece oggi mi lascia davvero perplesso è un altro atteggiamento.
𝗔𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗕𝗲𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲, adesso che abbiamo la fortuna di ammirare un giocatore di questo livello con la maglia gialloblù, qualcuno ha già cominciato a preoccuparsi che possa andarsene nel mercato di gennaio!
𝗠𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶, 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗼. 𝗔𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗠𝗼𝗱𝗲𝗻𝗮!
Francamente, e lo dico con tutta l'amicizia possibile nei confronti dei miei amici tifosi, mi sembra quasi un atteggiamento da malgoduti.
Come se ci fosse sempre bisogno di trovare qualcosa per cui stare male, qualcosa di cui preoccuparsi, anche quando le cose stanno andando bene.
A gennaio mancano ancora diversi mesi. Quando arriverà gennaio, vedremo.
Ma perché dobbiamo cominciare oggi a rovinarci il piacere di avere Andrea Belotti nel Modena?
La mia opinione è molto netta.
𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗕𝗲𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗻𝗱𝗿à 𝗱𝗮 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲.
E non lo dico perché abbia la sfera di cristallo, ma perché credo che questo ragazzo abbia sposato un progetto.
Belotti è una persona seria, un professionista importante, un uomo che, per quanto ho potuto comprendere, attribuisce un valore alla parola data.
Credo che abbia scelto Modena anche per dimostrare qualcosa a se stesso e agli altri. Per dimostrare che Andrea Belotti è ancora un giocatore capace di fare la differenza, anche ripartendo dalla Serie B.
E quale occasione migliore di questa?
Naturalmente, sia chiaro, se dovessi essere smentito dai fatti, se a gennaio il Modena dovesse privarsi di un giocatore così importante, sarei il primo a criticare pesantemente quella scelta.
𝗦𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝘀𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.
Perché a quel punto cambierebbe inevitabilmente anche il mio giudizio su diverse cose.
Ma oggi non vedo ragioni per pensare che questo debba accadere.
Credo invece che Belotti possa essere il grande trascinatore del Modena di questa stagione. Da oggi fino a gennaio, da gennaio fino alla fine del campionato e, perché no, anche oltre.
E allora vorrei dire una cosa agli amici tifosi.
𝗚𝗢𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢𝗖𝗘𝗟𝗢!
Godiamoci questo giocatore, la sua classe, la sua esperienza, la sua voglia di dimostrare di essere ancora un protagonista.
Non trasformiamo ogni soddisfazione in una nuova preoccupazione.
Il calcio è passione, emozione, entusiasmo. È anche sofferenza, certamente. Ma quando arriva il momento di essere felici, bisogna avere il coraggio di esserlo.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗶 𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘃𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é è 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝗕𝗲𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶.
Forse siamo noi che abbiamo dimenticato come si fa a goderci le cose belle.
E, credetemi, nella vita come nel calcio, ogni tanto bisognerebbe imparare a vivere con un po' di tranquillità ed ottimismo