METIS Lezioni Private

METIS Lezioni Private METIS è un centro privato che offre lezioni di tutte le materie dalle elementari all’università

Metis è stata fondata nel luglio 2015 da 5 donne: Roberta Dieci (attuale referente didattica del centro e prof di latino e greco, laureata con lode in lettere classiche e moderne presso l'università di Bologna, abilitata all'insegnamento e docente di scuola superiore), Laura Gallone (responsabile per l'ambito economico-giuridic, referente DSA e per le scuole medie, laureata in economia con special

izzazione in “Consulenza e Gestione d’Impresa” presso l?università di Modena e Reggio Emilia), Camilla Pellegrini (responsabile del settore linguistico docente di lingua tedesca, inglese e francese (certificata FCE, CAE e ZD, laureata con lode in Lingue e Culture europee presso l’Università di Modena e Reggio Emilia), Francesca Marchesini e Paola Dieci (che collaborano solo saltuariamente con Metis; Francesca ha avviato uno studio di ingegneria e architettura con sede a Modena -via Alfeo Corassori- e Paola ha aperto un nido-scuola bilingue a Modena www.educationest.org)

Lettera aperta Il mio J’AccuseStiamo creando una generazione di ‘poverini’ e la colpa è anche della scuola (parte 2)COSA...
23/06/2026

Lettera aperta
Il mio J’Accuse

Stiamo creando una generazione di ‘poverini’ e la colpa è anche della scuola (parte 2)

COSA VOGLIAMO DALLA SCUOLA?
La prima domanda che tutti dovrebbero porsi è: cosa voglio dalla scuola?
Immagino che una risposta condivisibile (anche da chi non è genitore e quindi non pensa
ai suoi figli, ma più in generale alla società in cui vorrebbe vivere) sia: una scuola in cui si
insegni ai giovani ad essere cittadini onesti, responsabili, rispettosi delle regole, un luogo
in cui si potenzino le eccellenze e si correggano le inclinazioni sbagliate, un luogo in cui i
ragazzi scoprano qual è la loro strada, capiscano quali sono i loro talenti e imparino a
metterli a frutto.
Dove si facciano scoperte, dove si socializzi, dove si costruiscano amicizie, dove si trovino
modelli da imitare. Dove si impari ad avere un pensiero critico, filantropico.
La scuola italiana ha tutte le risorse e le ricchezze per realizzare un modello del genere,
senza andare a scomodare il mondo anglosassone che ha sicuramente alcuni punti di
forza interessanti che vanno imitati, ma che non raggiungono le profondità di pensiero e di
astrazione di numerose scuole superiori italiane. Il valore della scuola italiana è la nostra
grande tradizione culturale, la centralità del pensiero critico e della capacità di
interpretazione e rielaborazione, il rigore e l’educazione richiesti agli studenti. Ma senza
alcun apparente motivo si impedisce alla scuola di compiere la sua ‘missione’, in una
ricerca rapida di risultati tangibili, senza perdite di tempo e senza che le famiglie fatichino
troppo.
Il mantra è: non vogliamo problemi. Non vogliamo fare fatica.
Ma sono proprio la fatica, l’errore, e anche l’imparare a relazionarsi con un prof con cui
non si va d’accordo le cose che fanno crescere. ‘Sbagliando s’impara’ ci hanno sempre
ripetuto i nostri nonni e i nostri genitori: com’è possibile che questa saggezza polare sia
andata perduta? È frutto della rapida evoluzione dei tempi? Forse si: siamo in fondo tutti
centrifugati da queste giornate zeppe di impegni e, eternamente occupati, ci
dimentichiamo, come direbbe Seneca, di vivere davvero. E ci dimentichiamo anche che
dobbiamo nutrire la nostra mente, la nostra anima e allenare la nostra concentrazione.
Se va male un compito, quello che consiglio agli studenti è di analizzare la situazione
come un imprenditore controllerebbe il bilancio: dove ho speso troppe energie? Dove
troppo poche? Cosa è andato storto e perché? Cosa posso fare per migliorare? C’è stato
qualche evento esterno o interno che è concausa di questo risultato? Individuato il
problema sarà più semplice e cercare soluzioni per risolverlo.
Gli esempi della grande letteratura antica, della filosofia, della storia ci insegnano proprio
questo: a guardarci dentro, a imparare sbagliando, ad affrontare quante più sfide possibili
per migliorarci. Come i cavalieri dei romanzi cortesi, che diventavano degni della propria
amata compiendo imprese eroiche e perfezionandosi.
E questa la scuola che i genitori dovrebbero volere per i loro figli, qualcosa che li metta
alla prova prima delle difficili sfide della vita lavorativa.
PER RICONOSCERE I PROPRI LIMITI E IL VALORE ALTRUI. PER NON
OBBEDIRE PASSIVAMENTE.
Ricordiamoci sempre che studenti e docenti sono, come diceva un mio collega, dalla
stessa parte della barricata: noi prof non siamo nemici, ma allenatori e alleati. Remiamo
tutti nella stessa direzione.
Per migliorare la situazione, a mio avviso, non serve cambiare radicalmente la scuola, non
servono chissà quali rivoluzioni pedagogiche, basterebbe solo ridarle la dignità che le
abbiamo tolto, desiderare che i nostri giovani abbiano un’istruzione di qualità (non solo
dirlo, pensarlo davvero!), ritenere il diploma di maturità un fondamentale rito di passaggio
del nostro tempo.
Ogni cultura ha le sue tradizioni, i suoi luoghi sacri, la sua moralità e tutto ciò è sempre
scandito da rituali collettivi.
La scuola deve essere il nostro luogo sacro, da curare, perfezionare, non distruggere.
E soprattutto, permettetemi in chiusura la riflessione che maggiormente mi sta a cuore,
occorre rivalutare le humanae litterae. La cosa peggiore che è stata fatta alla scuola in
questi anni è stato screditare l’importanza dell’italiano, della storia dell’arte, della filosofa e
soprattutto del latino e del greco a favore delle più ‘moderne’ e ‘utili’ discipline STEM.
Attenzione, non voglio dire che le materie scientifiche siano meno importanti di quelle
umanistiche, voglio dire che tutte le materie hanno un loro specifico ruolo nella creazione
dell’individuo. La matematica, la grammatica e l’esercizio di traduzione sviluppano il
ragionamento logico astratto, la fisica e l’economia rendono pragmatico questo pensiero e
ne mostrano gli effetti, la filosofia, l’arte, la poesia, la musica nutrono l’anima.
‘Chi abbia letto una sola tragedia greca, una sola ‘invettiva’ dantesca, un verso della
Ginestra - scriveva Massimo Cacciari - saprà ascoltare, saprà riconoscere i propri limiti e il
valore altrui, ma passivamente obbedire, mai’
Sono le materie come la lingua e la letteratura latina e greca che ci aiutano a riscoprire le
radici profonde della nostra civiltà, che ci aiutano a riconoscere noi stessi in antichi miti
ancestrali, che ci rendono più consapevoli di chi siamo e quindi più sicuri nell’affrontare le
difficoltà della vita.
Io credo fermamente che una forte corresponsabilità della fragilità delle nuove generazioni
sia della poca importanza data allo studio delle discipline umanistiche.
Il calo di iscritti al liceo classico è la spia più significativa di questo meccanismo. Non
dobbiamo riformare il liceo classico, non dobbiamo renderlo più moderno, dobbiamo solo
ridargli il ruolo che ha sempre avuto: quello di formare le mente e gli animi degli
adolescenti, mettendoli davanti a problemi esistenziali e valoriali complessi, spingendoli a
riflettere.

22/06/2026

ALERT: La Prof di italiano sta chiaramente scherzando, è sempre sul pezzo e sa cosa vota. Tuttavia, sulla paura di trovarsi la madre di Piercarlo sotto casa ecco… 😬

Ma no, sarà il caldo che fa brutti scherzi! 🥵

Lettera apertaIl mio J’accuse (parte 1)Stiamo creando una generazione di ‘poverini’ e la colpa è anche della scuolaIL PR...
20/06/2026

Lettera aperta
Il mio J’accuse (parte 1)

Stiamo creando una generazione di ‘poverini’ e la colpa è anche della scuola

IL PRIVILEGIO DEI DOCENTI

Noi docenti abbiamo il privilegio di vedere la società del futuro e, purtroppo, ciò che vedo in questi ultimi anni è davvero poco incoraggiante, tanto da farmi dubitare di voler continuare a fare questo lavoro.

Nello specifico non voglio essere complice di una totale debacle culturale, ideologica e morale delle future generazioni di adulti.
Se è vero che la scuola forma gli studenti con la didattica, ma soprattutto con l’esempio (come già suggeriva Quintiliano) cosa stanno imparando gli adolescenti da una scuola che non insegna il rigore, il senso del sacrificio, la gestione dello stress e del fallimento? Cosa stanno imparando questi studenti da docenti demoralizzati e delegittimati del loro ruolo?

Quello che succede sempre più spesso nella scuola superiore è sentire frasi come ‘dobbiamo mettere gli studenti nella condizione ideale per studiare’. Verissimo, ma questo non significa che il docente debba diventare un giullare, un amico che ti lascia copiare, un intrattenitore.

La scuola superiore deve essere inclusiva, certo, ma non deve offrire l’illusione che tutti possano fare tutto, che l’impegno (o presunto tale, garantito da genitori che ‘vedono lo studente studiare tanto’) sia sufficiente a ottenere il 6; deve ascoltare le difficoltà di un alunno, ma non per questo non richiedere il massimo impegno di ognuno, in base alle proprie attitudini.

Non possiamo dire che il latino, la fisica, la matematica, l’economia, il disegno tecnico, la chimica eccetera siano facili, che non servano ore e ore di studio e di esercizio per comprenderle in modo profondo.

LE SCORCIATOIE OFFERTE DALLA SCUOLA DI OGGI

Per parafrasare Euclide: non est regia ad scientiam via: non ci sono scorciatoie per la conoscenza. La frase originale (che prevedeva geometriam al posto di scientiam) fu, secondo la tradizione, pronunciata dal celebre matematico nei confronti del re Tolomeo, che, trovandosi in difficoltà a comprendere gli scritti euclidei, chiedeva se ci fosse un modo più semplice per comprenderli.
Il senso dell’aforisma è chiaro: non esistono vie privilegiate per arrivare alla geometria. Così come non esistono facilitazioni per imparare davvero qualcosa. E invece la scuola di oggi sta proprio facendo questo: sta offrendo continue scorciatoie, ampie autostrade senza ostacoli, piene di giustificazioni continue.

E attenzione, non mi stupisco del fatto che i ragazzi provino ad evitare la fatica dello studio, mi stupisco del fatto che noi adulti glielo permettiamo!
Se siete genitori, prima di arrabbiarvi con un docente che ha dato 4 a vostro figlio, chiedetevi se davvero volete crescerlo così, senza che affronti mai una difficoltà. Ma soprattutto chiedetevi se secondo voi noi professori ci divertiamo a dare voti insufficienti; sappiate che la risposta è no: sarebbe infinitamente più semplice dare voti alti, eviteremmo lavoro in più e parecchie scocciature.
Ma non faremmo bene il nostro lavoro.

Non voglio difendere tutto il corpo docente, so bene che ci sono, come in tutti i lavori, insegnanti poco preparati, poco empatici e poco appassionati che farebbero bene a cambiare mestiere. Non voglio nemmeno dire che tutti i genitori difendano i figli e che tutti gli studenti siano poco inclini allo studio, ma voglio descrivere un costume generalizzato e portare all’attenzione di tutti il grave empasse in cui si trovano i docenti appassionati e seri (ho parlato delle superiori, ma immagino che non sia molto diverso negli altri ordini di scuola!).

Se gli insegnanti, non hanno più il loro ruolo di educatori, se devono continuamente lottare per poter svolgere il loro lavoro nel modo migliore, se sono costantemente messi sotto accusa, sempre meno persone capaci, motivate e serie sceglieranno la strada dell’insegnamento e saranno sempre più quelli che faranno il docente come ripiego, in modo poco attento e senza particolare interesse verso gli studenti.
Con poca fatica.

Insomma, come società, vogliamo far uscire gli uomini e le donne ‘dallo stato di minorità’, come scriveva Kant, o rinchiuderli nella loro minore età per sempre?

La responsabilità è nelle mani di ognuno di noi, che deve iniziare a cambiare prospettiva e pensiero, smettere di denigrare i docenti, ma pretendere anzi che facciano seriamente il loro lavoro e deve, soprattutto, fidarsi di loro.

20/06/2026

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18/06/2026

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13/06/2026

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08/06/2026

E voi? Come siete messi a compiti delle vacanze ora che è (quasi) tutto finito? Avete più prof della prima fila o dell'ultima? Fateci sapere nei commenti!

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30/05/2026

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28/05/2026

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PARTITA IVA: fa davvero così paura come dicono?In questo video vi racconto la mia esperienza personale:come sono diventata freelance, gli errori che ho fatto...

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