14/01/2026
Nel passaggio della Fiamma Olimpica a Settimo Torinese, tra i tedofori c’era anche il pianista e produttore musicale Dardust, autore di "Fantasia Italiana", la colonna sonora di Milano Cortina 2026.
Nel raccontare come è nata, Dardust parte da un’immagine semplice: prima della composizione, l’ascolto. "Sono partito dal silenzio dei luoghi. Prima ancora delle note, ho ascoltato Milano e Cortina: il rumore dei passi sui marciapiedi, il vento sulle Dolomiti, i riverberi degli spazi vuoti. Le linee geometriche della città. Da lì è nata la prima scintilla: due mondi che sembravano opposti ma che in realtà respiravano insieme. Il pianoforte e l’orchestra da un lato per Cortina, l’elettronica come lo spazio urbano di Milano. In quel dialogo ho capito che non stavo scrivendo solo una colonna sonora, ma un linguaggio per raccontare i Giochi."
E in quel linguaggio, dice, c’è l’idea stessa di questa edizione: un’Italia capace di unire dimensioni diverse senza trasformarle in contrasti. "Questi Giochi raccontano un’Italia che tiene insieme design e paesaggio, velocità e profondità, metropoli e silenzio. La mia musica riflette questo: elettronica che pulsa come Milano, orchestra che si apre come Cortina, e temi che viaggiano dall’una all’altra trasformandosi. È un’edizione che parla di integrazione, non di contrasti. Di un Paese che non sceglie tra tradizione e futuro, ma li fa dialogare."
Per Dardust, "Fantasia Italiana" è "una sorta di opera totale. Dentro ci sono il pianoforte, l’elettronica, l’orchestra, l’architettura degli spazi, la memoria della nostra musica e una visione contemporanea. Spero che chi ascolterà questa colonna sonora, anche tra molti anni, possa sentire non solo un evento, ma un’emozione precisa: una luce sulla neve, un battito nel buio, l’idea che in quel momento il mondo fosse davvero unito."