29/09/2022
RISCOPRIRE LO “SPIRITO DEL BAMBINO”
La lunga pratica di una disciplina comporta momenti di stanchezza, più mentale che fisica. Si attenua la fiamma della passione, cala l'interesse e la motivazione. È in questi frangenti che bisogna recuperare l’atteggiamento del principiante: meglio ancora se si riesce a ritrovare... lo “spirito del bambino”. Questo spirito, da qualche parte è ancora vivo, si trova nel profondo di noi stessi.
Questa ricerca che può farci ritrovare quel “senso della meraviglia” che un tempo accompagnava il piacere (e a volte il timore) di metterci in gioco. Reimmergersi nuovamente nello spirito di quell’età, in cui si cerca di costruire giorno dopo giorno l’esperienza del mondo e la conoscenza di sé, per noi può essere revitalizzante.
Questo è forse l’unico modo, per noi adulti traboccanti di "conoscenza ed esperienza”, di rimettere in discussione tante comode certezze, di riconsiderare diversamente non solo quello che facciamo e come lo facciamo, ma anche le relazioni interpersonali, la vita e le cose della quotidianità.
Potremmo quindi ridare il giusto valore al nostro diritto di "provare e sbagliare", affrontare a viso aperto quell’ininterrotta sfida fatta di “prove ed errori”, di fallimenti seguiti da entusiasmanti scoperte, che sono propri di un’età ormai lontana, della quale conserviamo il magico ricordo.
Riscoprire lo “spirito del bambino” può significare pertanto recuperare quella parte di noi stessi che “sapeva di non sapere”; può risvegliarci dal torpore e dal tran tran, può riaccendere l’entusiasmo, il desiderio di imparare e sperimentare nuove cose. Basta ritrovare una scintilla di quella luce che brilla luminosa negli occhi dell'infanzia.