10/05/2026
✨ S C R I T T I N E per un giorno di celebrazione a tutte le madri. E anche alla mia mamma.
Perché ricorda che veniamo tutti da un ventre che ci ha portati al mondo.
A tutte le mamme.
A quelle che sono agli inizi, crescendo una vita nel proprio ventre aspettando di nascere come madri, custodì e creatrici di vita.
Alle madri delle madri.
Alle mamme che non ci sono più ma che continuano a vivere nella profondità dei loro figli, e che vivranno attraverso i figli dei figli.
Alle donne che sono diventate madri
anche senza partorire.
A chi ha scelto di amare un figlio e crescerlo come proprio.
Alle nonne che sono state madri una seconda volta.
Alle donne diventate rifugio, diventate casa.
Alle mamme sole.
A quelle che tengono in piedi tutto.
A quelle che crescono un figlio facendo anche la parte che qualcuno ha scelto di non fare.
A quelle donne che hanno avuto paura,
che si sono sentite sole, sopraffatte, confuse,
ma hanno scelto comunque la vita, hanno scelto di esserci e di andare avanti.
Alle mamme stanche.
A quelle che si sentono in colpa continuamente.
A quelle che hanno paura di sbagliare tutto.
A quelle che lavorano, corrono, resistono.
A quelle che hanno rinunciato a pezzi di sé
e a quelle che stanno cercando disperatamente di ritrovarsi.
Alle donne che desiderano un figlio da anni.
A quelle che lo hanno perso.
A quelle che non lo avranno mai.
Perché la maternità a volte vive anche nel desiderio, nell’assenza, nell’amore che non ha trovato una forma ma esiste comunque.
Alle mamme di tutte le età.
Perché nessuna sa davvero cosa sta facendo.
Si impara amando.
Si impara restando.
Essere madre forse significa anche questo:
continuare, andare avanti sempre e comunque anche quando si è stanche, spezzate, confuse.
Continuare a esserci.
Continuare a proteggere la vita, in tutti i suoi passaggi di esistenza.
Perché una madre non è solo colei che mette al mondo ma è anche colei che tiene al mondo.