20/10/2025
MUSHOTOKU
Senza scopo né profitto.
Fissarsi sopra un solo oggetto, avere il più piccolo pregiudizio, il più piccolo pensiero, perseguire un fine, anche il più lontano, ci allontana ineluttabilmente dall'autenticità dello zazen.
Anche se, in quanto monaci, crediamo di praticare il Buddhismo, rispettandone i precetti e seguendo una pratica alquanto rigorosa, se continueremo a provare attaccamento non faremo altro che persistere nell’errore, mantenendo un atteggiamento di mortificazione e di egoismo o quanto meno di dogmatismo.
Satori significa solo diventare mushotoku comprendendone intimamente e profondamente il significato. Kodo Sawaki diceva che il satori equivale a un totale danneggiamento, a una perdita assoluta. In altre parole, alla spoliazione, al morire a se stessi, alla totale estinzione di sé e quindi di ogni ricerca.
Annullare questo spirito di attaccamento, non aderire a nulla, non aspettarsi più nulla, non inseguire nulla, non volere più nulla: questo è mushotoku.
La gente fa sempre calcoli: «Di più... di meno... », ma nello Zen, quando si dà qualcosa a qualcuno e si pratica il dono, si deve dimenticare a chi si dà, chi dà, e ciò che si dà. Questa azione dev'essere senza scopo. È il vero dono mushotoku.
Che cos'è un vero dono? Non attendere una ricompensa. Infine è attraverso il dono del proprio corpo, con il viso, con lo sguardo e con le parole che bisognà infondere negli altri il sentimento di sicurezza, di fiducia, di sollievo.
Così dev'essere un vero dono mushotoku. Nessuna ricompensa. Quando vi astenete dal gustare un piatto di delizie di cui avete una gran voglia, ciò diventa un grande dono per tutta l'umanità, per il mondo intero, un dono dai meriti infiniti. Il dono non è solo qualcosa di materiale: la sublimazione dei desideri è un dono perfetto. Si calcola continuamente, abbiamo sempre un fine, ma mushotoku è senza oggetto. La mente è senza ostacoli. La libertà non è egoismo.
Dare eccessiva importanza alla propria persona non è autentica libertà. In fondo molti fastidi e difficoltà derivano proprio da questo. Se siamo egoisti nei rapporti con il nostro compagno, avremo parecchi problemi. Se la mente segue completamente l'ordine cosmico diventa mushotoku e non si teme più nulla.
Se la mente non aderisce, non si volge a nulla, non c'è nessun bisognò di avere paura.
Mushotoku è il totale abbandono di sé, dei propri pensieri, dei propri fini e di tutto quel mondo mentale che costituisce la tela di fondo dello sviluppo dell'ego. La vera compassione consiste esattamente in questo tipo di abbandono, comincia da esso e finisce con esso. Non fate uso del pensiero nel campo della saggezza e non sforzatevi per ottenerla: la vera saggezza è mushotoku. La si ottiene solo per via inconscia in modo naturale ed automatico. In Oriente la saggezza affonda le radici nell'essenza prendendo origine da mushotoku, trascende tutti i limiti della mente, ed è, in un istante, oltre lo spazio e il tempo, eterna e immutabile. La più alta saggezza è senza scopo, non ha coscienza. Non si origina dal cervello frontale, ma dal talamo, dal cervello centrale, e nasce da tutto il corpo. È la vera saggezza, la saggezza perfetta.