04/06/2026
La ricerca spirituale
Il ricercatore spirituale è sospeso tra cielo e terra, pur essendo ancora del mondo, cerca di emanciparsi dalla forza di gravità inseguendo le forze ascensionali dell’evoluzione .
Osa volgere lo sguardo verso il cielo, fino a scorgere le stelle, eppure si dibatte con le necessità nella caverna della personalità. Vive una condizione di coscienza che non è facile da spiegare, per cui utilizziamo il termine “particolare” in quanto soltanto chi l’ha superata può capirla fino in fondo.
È lontano il tempo del vivere soltanto per soddisfare i bisogni, adesso desidera perdersi nell’infinito. Nonostante i pesi del Karma lo ancorano alla materia, sente sempre più come impellente l’aspirazione a volgere lo sguardo verso il sottile. Tutto ciò nella vita quotidiana si traduce nel tentativo di comprendere le cause di quello che viviamo.
Soltanto avidya, l’ignoranza, ci tiene agganciati alla sofferenza mantenendo i sensi imprigionati da quello che arriva dall’esterno, invece di ascoltare le energie che provengono da dentro e, così, l’attaccamento ai sei sensi, nello yoga la mente è considerato il sesto senso, ci tiene legati ad un agire sempre uguale a se stesso.
La storia dei santi e degli iniziati ci racconta che non è mai stato facile elevare la coscienza. Spiccare il volo verso lo Spirito comporta curare le ferite emotive e al contempo liberarsi di quei fardelli legati all’afflizione.
Il ricercatore della verità non conosce il percorso, ma sente la necessità di arrivare alla meta, di dedicarsi alla conoscenza di se stessi. Strada facendo comprenderà che le esperienze, se non supportate da una adeguata strumentazione, tenderanno a rimanere nella superficie della propria coscienza. Così si farà più pressante quell’aspirazione spirituale, nonostante le difficoltà non mancheranno , che inciderà sempre più nelle scelte quotidiane.
Il ricercatore spirituale accelera la propria ricerca quando smette di collezionare esperienze considerate spirituali da quel modo di pensare inaugurato con la new age e che ha favorito la proliferazione di corsi di ogni genere tenuti da persone senza la necessaria esperienza per indicare la strada del ritorno a Casa.
Tutto serve, ma soltanto quando si inizia a seguire quel filo di consapevolezza che unisce le esperienze allora si inizia a percorrere a pieno titolo il Sentiero Spirituale.
Per intraprendere la stretta strada che conduce al cuore è necessario seguire gli insegnamenti di un Maestro, colui che ha già compiuto il ripido Sentiero che porta all’Essenza.
Lasciar andare le emozioni distruttive, osservando come si agisce le forze nella propria vita, è la priorità di ogni sincero aspirante spirituale. Imparare ad integrare le esperienze della propria vita diventa uno sprofondare verso l’alto che dona pace, consapevolezza e beatitudine.