15/02/2026
Era una scuola dura, molto più dura di qualsiasi scuola calcio.
Il posto in squadra non veniva regalato: andava conquistato. La selezione era naturale, la concorrenza feroce. Bisognava sapersela cavare, gestire la palla, trovare soluzioni immediate, adattarsi.
Si imparava a comunicare, ad accettare errori e decisioni sbagliate, proprie e altrui. Ci si arrabbiava, si litigava, ma si comprendeva il significato profondo di squadra e passione. Valori che non si acquistano con uno smartphone, ma si costruiscono sul campo, giorno dopo giorno.
I ruoli non venivano imposti: li sceglievi tu. Poi toccava dimostrare di meritarli, perché nessuno aspettava nessuno.
Quei bambini — e tra loro anche noi, oggi nostalgici — sognavano in grande. Ma non avrebbero mai immaginato che il calcio potesse arrivare a questo punto.
CERCASI CALCIO DI STRADA