Il corpo è un’entità fisica, nel senso materiale del termine, con la sua superficie, il suo peso ed il suo spessore; la sua attività specifica evolve dall’automatico al volontario, riautomizzandosi in seguito con libertà d’azione per divenire economicamente capace di spartire la forza e la destrezza, potendo anche acquisire, mediante la sua espressività, un valore dialogico o semiotico. (Ajuriague
rra)
Prima della consapevolezza mentale di avere un corpo, il bambino è un corpo: un corpo che sente e conosce sperimentandosi all’interno di polarità, di contrasti (equilibrio-disequilibrio, dentro-fuori, vicino-lontano, tensione-rilassamento), rintracciabili in tutti i giochi che mette costantemente in scena. E’ sull’originaria consapevolezza che la psicomotricità pone in evidenza le strette relazioni tra il mondo delle sensazioni e delle emozioni e il formarsi delle rappresentazioni mentali nella vita psichica del bambino. Il gioco rappresenta lo strumento fondamentale attraverso cui il bambino è sollecitato nella scoperta di sé stesso e del mondo, mettendo in scenale difficoltà, le paure, le insicurezze, la rabbia, l’aggressività, e contemporaneamente vivendo momenti di piacere e di condivisione con i compagni, che altrimenti troverebbero difficilmente un canale di espressione spontaneo. La possibilità di poter giocare e muoversi in libertà, di sentirsi sicuro e accettato, di poter sperimentare il movimento e socializzare, nella non direttività e non giudizio, è per il bambino il luogo ideale per manifestare tutto il suo potenziale creativo e raccontarsi agli altri nella sua peculiarità.