28/12/2025
Caro vecchio Roby,
se volessimo farti un ultimo sfottò, questo omaggio dovrebbe essere doverosamente sintetico, quasi ermetico.
Poche stringate parole, in barba alla tua favella sempre appassionata e prolissa, al tuo modo generoso di raccontarti e di raccontare storie di vita vissuta, ascoltata o studiata.
Nei nostri lunghi anni di amicizia hai avuto il dono di dilatare il nostro tempo e la nostra storia. Una chiacchierata con te, raramente breve, riusciva a portare a spasso nel tempo da Re N**o al Lambro agli albori di Radio Pop, dai ritmi prog al rombo delle moto, dalle piazze alle piste, dalla Milano di una volta alle squadre di soccorso in giro per l’Italia. Avevi un racconto interessante su tutto, eri colto ed eri modesto, eri aperto ed eri gentile.
Sopratutto, ascoltarti ci ha trasmesso la storia dei campi da rugby di mezza Italia. Tacchetti e maglia prima, reflex e felpa della Stella poi, hai calcato i campi ovali dai ‘70 fino a oggi. Abbiamo sudato, giocato, gioito, progettato, scoperto e viaggiato assieme e da grande custode del tempo hai saputo immortalare gli anni più belli e importanti della nostra storia, accompagnandoci nascosto dietro la macchina come in una forma di contegno imbarazzato, ma presente con l’occhio vispo e la mano capace.
Che bello e che onore che tu abbia voluto sceglierci come la tua squadra, i tuoi compagni e le tue compagne. ci hai scarrozzato ovunque, ci hai sopportato e stimolato, ci hai anche sgridato quando necessario. Sei stato il cuore di uno dei nostri progetti più belli e importanti e soprattutto ci hai sempre dato il tuo amore, il tuo sostegno, la tua cura e la tua conoscenza.
Ti saremo per sempre riconoscenti e ti porteremo con noi nei racconti, nei viaggi e nei momenti che vivremo, pronti ad ammorbare qualcuno alla tua e a tramandare almeno un pezzo di quello splendido modo di stare al mondo che ci hai mostrato.
Ciao Roby
❤️