31/05/2026
Un anno fa è iniziata una delle esperienze più intense della mia vita.
E non penso solo alla maternità.
Penso a quello che succede quando una persona entra nella tua vita e cambia completamente il modo in cui vivi il tempo, le priorità, il corpo, le emozioni, l’amore.
In questo anno ci sono state notti insonni, stanchezza, dubbi, giornate infinite e giorni passati a chiedermi se stessi facendo abbastanza.
E ci sono state anche prime volte che non dimenticherò mai.
Il primo sorriso.
Le prime risate.
I primi passi.
Le prime conquiste.
Piccoli momenti che, messi uno accanto all’altro, hanno costruito un anno intero.
Prima di diventare madre pensavo che la trasformazione più grande fosse imparare a prendersi cura di un figlio.
Oggi credo che una parte importante della maternità sia imparare a lasciare andare continuamente la versione di sé che esisteva prima.
Perché mentre cresce un bambino, cresce anche una madre.
E spesso quella crescita avviene in silenzio.
Nelle rinunce che nessuno vede.
Nelle paure che non racconti.
Nella capacità di adattarti a ritmi nuovi.
Nella scoperta di risorse che non sapevi di avere.
È per questo che l’ultimo anno mi ha fatto riflettere molto sul cambiamento.
Passiamo gran parte della vita cercando stabilità, ma molte delle esperienze che danno significato alla nostra esistenza ci chiedono esattamente il contrario.
Ci chiedono di evolvere.
Di lasciare andare certezze.
Di accogliere nuove versioni di noi stessi.
L’amore, quello profondo, spesso fa proprio questo.
Non ci lascia uguali.
Che sia il compagno con cui condividi la vita da anni o un figlio che arriva a rivoluzionarla, alcune relazioni hanno la capacità di accompagnarci verso persone che ancora non conoscevamo.
E guardando questo primo anno insieme, credo che la cosa più preziosa non sia soltanto tutto quello che Edoardo ha imparato.
Ma anche tutto quello che, grazie a lui, ho imparato io.
❤️🤍🩵💛