𝗧𝗜 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗟𝗖𝗜𝗢

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23/09/2026

Quando Diego Milito fece letteralmente impazzire i difensori del Real Madrid, segnando quattro gol.

Saragozza, 8 febbraio 2006, durante la semifinale di andata della Copa del Rey 2005-2006, Milito segna ben quattro gol al Real.

La partita si è giocata alla La Romareda di Saragozza. Il Real Saragozza ha travolto il Real Madrid con il punteggio clamoroso di 6-1.

Nonostante la sconfitta per 4-0 nel ritorno al Santiago Bernabéu, il Saragozza passò il turno grazie al 6-1 dell'andata, arrivando a giocare la finale del torneo (poi persa contro l'Espanyol).

Quanto ci manchi Principe 🤴🏻

Era ottobre, e uscivi da catechismo con le mani fredde.La giacca a vento un po' grande, lo zaino Invicta che strisciava ...
19/09/2026

Era ottobre, e uscivi da catechismo con le mani fredde.

La giacca a vento un po' grande, lo zaino Invicta che strisciava per terra, e in tasca le 1000 lire di tua nonna. Quelle marroni con la Montessori, che tenevi piegate in quattro come se fossero un tesoro.

Fuori dalla parrocchia faceva già buio alle cinque. L'aria sapeva di foglie bagnate e di stufe accese. Tu però non andavi dritto a casa.

Facevi la deviazione. Quella dall'edicolante.

La sua edicola era un bunker di meraviglie. Topolino, i Masters, Guerin Sportivo, e sotto, in bella vista il magnifico album con Baggio inseguito da Grün, e la bellissima novità delle caricature dei calciatori.

"Tre pacchetti," dicevi, posando la mille lire sul vetro.

Lui lo sapeva già. Tre pacchetti verdi a 300 lire l'uno. Ti restavano 100 lire per una gomma Brooklyn.

Tornavi a casa e correvi nella tua cameretta e inziavi ad aprire le bustine piano, per non strappare la figurina.

Il rumore della bustina che si apriva. L'odore di colla e di carta nuova.

Baresi, Batistuta... poi doppione. Maldini. Doppione di nuovo. E poi lui, quello che ti mancava da settimane.

Poi il momento di attaccarle.
Album aperto sul tavolo della cucina, le figurine vicino e la mamma che ti diceva: "Prima i compiti, poi le figurine". Ma tu una, solo una, la dovevi attaccare subito.

Quella sera, quel periodo, eri ricco.

Avevi la mamma giovane.. e un album calciatori da finire ❤️

Estate 2006. L'estate in cui eravamo felici per davvero.Non c'era niente che potesse andare storto. Proprio niente.Erava...
18/09/2026

Estate 2006. L'estate in cui eravamo felici per davvero.

Non c'era niente che potesse andare storto. Proprio niente.

Eravamo in finale contro la Francia. Tutti davanti a quella tv un po' piccola, quella col tubo catodico che faceva l'immagine un po' verde. Mia madre aveva preparato le pizzette. Mio padre aveva già stappato una birra al 7' quando Zidane ha fatto quel cucchiaio su Buffon.

Poi il gol di Materazzi di testa. 1-1.

E poi i supplementari. Quella testata. Zidane che passa davanti a noi, a Materazzi, e gli molla una capocciata nel petto. In diretta. Siamo saltati tutti sul divano urlando. Non per fair play, per cattiveria. Per Italia.

Poi i rigori.

Pirlo. Materazzi. De Rossi. Del Piero. Grosso.

Quando Grosso ha segnato, non hai sentito un boato. Hai sentito il paese intero esplodere contemporaneamente. Clacson, pentole, gente in strada in mutande con la bandiera. Abbiamo corso fuori. Tutti abbracciavano tutti. Non conoscevi quello di fianco ma lo abbracciavi lo stesso. Eravamo campioni del mondo. Per la quarta volta. Dopo 24 anni.

Io avevo 18 anni quell'estate. Sembrava che da quel momento in poi tutto sarebbe stato possibile.

E lo è stato, almeno per un mese.

Perché l'estate dopo la vittoria è la più lunga della tua vita. Luglio e agosto sono stati una festa continua. Ogni bar aveva la foto di Cannavaro che alza la Coppa. Ogni macchina aveva la bandierina che si scoloriva al sole. "Po-po-po-po" cantavamo ovunque, anche in fila dal fornaio.

E intanto, sotto, il calciomercato più pazzo della storia.

Perché sì, c'era Calciopoli, la Juve in B, ma a noi eravamo felici del Mondiale, quindi anche le cessioni sembravano un film.

"UFFICIALE:" La Juve smantella la squadra, Emerson e Cannavaro al Real!"
"Zambrotta e Thuram al Barcellona!"
"L'Inter fa la spesa a Torino: presi Ibrahimovic e Vieira".

Rimansero a Torino quattro campioni che decisero di scendere in B con la Juventus Del Piero, Trezeguet, Nedved e Camoranesi.

Poi l'estate del 2006 è finita come finiscono tutte le estati. Ma fu un estate speciale, campioni del mondo per un attimo, ragazzini per sempre.

C'era una volta il centrocampo dell'Ajax: Edgar Davids, Frank Rijkaard e Clarence Seedorf immortalati prima della finale...
18/09/2026

C'era una volta il centrocampo dell'Ajax: Edgar Davids, Frank Rijkaard e Clarence Seedorf immortalati prima della finale di Champions League tra il loro Ajax e il Milan di Fabio Capello del 24 maggio 1995.
Tutti e tre con un passato e un futuro in maglia rossonera, come colui che decise la gara: Patrick Kluivert. Vinsero infatti i lancieri per 1-0 con gol dell'olandese a pochi minuti dallo scadere.
Dopo quel trofeo e la Coppa Intercontinentale vinta poco dopo, inizierà un lento declino europeo per il club di Amsterdam a causa delle cessioni delle sue stelle e quindi dello smantellamento della rosa.

Rijkaard decise di ritirarsi e nel giro di pochi anni, Davids, Reizinger, Bogarde e Kluivert furono ceduti al Milan, Seedorf alla Samp, Finidi al Betis Siviglia, Kanu all'Inter, Overmars all'Arsenal, Litmanen e i gemelli de Boer al Barcellona (cosi come mister Louis van Gaal), Van der Sar alla Juventus e Silloy all'Arminia Bielefeld.

"Ero contento per Del Piero, lo vedevo crescere in allenamento, si fidava di me, mi chiedeva consigli, lo aiutavo.Per qu...
16/09/2026

"Ero contento per Del Piero, lo vedevo crescere in allenamento, si fidava di me, mi chiedeva consigli, lo aiutavo.
Per questo, quando leggevo che Baggio era arrabbiato con l’allenatore, che era geloso di Del Piero, ché non si era integrato con il gruppo, mi veniva da sorridere.
Quella storia con Del Piero, il dualismo, la supposta rivalità tra me e lui... Quante sciocchezze mi è toccato sentire.
Credete sia possibile, rivaleggiare sul serio con un atleta nel quale si rivedono le proprie, passate sofferenze? No, non è possibile, se hai un minimo di sensibilità. E io ne avevo anche troppa.
Consigliavo Alex, gli facevo scudo.
Aveva troppe pressioni addosso, non trovava se stesso, l’ambiente non lo aiutava a sufficienza.
Le sue difficoltà erano le mie.
Ecco qual era il rapporto tra me e lui: di tacita condivisione. Altro che rivalità.”

Tratto dall’autobiografia di Roberto Baggio, "Una porta nel cielo".

In Italia siamo capaci di creare dualismi inutile, invece di pensare che eravamo davvero fortunati ad avere due fuoriclasse come "Pinturicchio" e il "Divin Codino"

Estate 2005. Avevo un Nokia 3310 con la cover intercambiabile blu, MSN che si accendeva solo dopo le 18 quando mia madre...
15/09/2026

Estate 2005.

Avevo un Nokia 3310 con la cover intercambiabile blu, MSN che si accendeva solo dopo le 18 quando mia madre liberava il telefono, e un caldo che scioglieva l'asfalto.

Passavo i pomeriggi al campetto dietro l'oratorio. La rete era bucata, le porte senza traversa. Giocavamo dalle 3 alle 7 e l'unica regola era: chi segna, tiene la palla. Tornavo a casa con le ginocchia sbucciate, la maglietta del Brasile di Ronaldo sudata, e accendevo subito Teletext a pagina 257.

Perché quell'estate il calciomercato era impazzito.

Mio cugino tifava Juve e non parlava d'altro: "Hanno preso Vieira dall'Arsenal!" Per 20 milioni. Il centrocampista più forte del mondo, dicevano a Controcampo. Sembrava invincibile, quella Juve. Non sapevamo ancora che quello scudetto lì sarebbe stato revocato un anno dopo con Calciopoli.

Io invece aspettavo il Milan. Alla radio del bar, tra un ghiacciolo all'amarena e una partita a biliardino, sento: Gilardino dal Parma al Milan per 25 milioni. Era il nostro bomber del futuro, quello che aveva fatto 23 gol a Parma. Mio padre scuote la testa: "Troppi soldi".

E poi l'Inter. Quell'estate l'Inter faceva paura. In due giorni ha riportato in Italia Walter Samuel dal Real Madrid per 16 milioni e ha preso Luis Figo a parametro zero. Figo. Il Pallone d'Oro. All'Inter. Lo leggevo sulla Gazzetta rosa e non ci credevo.

La sera più bella è stata il 14 luglio. Eravamo in pizzeria, c'era la TV accesa e in sovraimpressione: LUCA TONI ALLA FIORENTINA PER 10 MILIONI. Dal Palermo. Mio zio viola si è alzato in piedi e ha urlato, facendo cadere una birra. "Finalmente un bomber vero". Ne farà 31 quell'anno.

Tornavo a casa a piedi, con le cicale, YouTube era appena nato da cinque mesi e nessuno sapeva cosa fosse, e l'aria sapeva di erba tagliata e di crema solare.

L'estate voló via come volano veloci tutte le estati: a settembre ricominció la scuola, e in tanti era impazienti di vedere la Juve di Capello, con Vieira ed Emerson in mediana.
Purtroppo, Vieira alla Juve rimase solo una stagione, visto che i bianconeri furono coinvolti nella vicenda "Calciopoli"

"La prima volta che affrontai Ronaldo ero al Parma. Iniziò la partita, e dopo un pó me lo ritrovai davanti. Lui ti punta...
14/09/2026

"La prima volta che affrontai Ronaldo ero al Parma. Iniziò la partita, e dopo un pó me lo ritrovai davanti. Lui ti puntava, e accarezzava la palla in un modo inconsueto che rimanevi incantato. 
Tutto questo però lo faceva ad una velocità mai vista prima. Quel giorno, mi saltò di netto con un doppio passo. Stava andando spedito verso la porta, e gridai a Fabio: (Cannavaro n.d.r) mettilo giù mettilo giù... Fabio gli fece fallo, e l'arbitro lo ammonì.
Azione successiva, di nuovo uno contro uno, si allunga la palla in velocità, e non potetti fare altro che stenderlo... Subito dopo Fabio mi guardò è disse: Lilly qua finiamo in 9 stasera, come lo fermiamo questo qui?. Ronaldo sentì tutto, si girò verso di noi e disse in un italiano molto scadente: scusatemi sto esagerando. Ci guardammo in faccia io e Cannavaro senza dire nulla. Con quelle parole ci fece sentire piccoli piccoli, quasi impotenti... Anche questo era il Fenomeno".

🎤 LILIAN THURAM

11/09/2026

Ha vestito alcune delle maglie più prestigiose della Serie A: Inter, Milan, Fiorentina, Lazio.
Una vita da guerriero del centrocampo, quella di Brocchi, nato a Milano nel 1976. Esordio tra i professionisti nel 1995 con la Pro Sesto, un’esperienza in serie B con il Verona di Cesare Prandelli e poi il balzo all’Inter nel 2000. L’anno successivo Adriano Galliani lo porta al Milan, dove resta fino al 2008 con una parentesi di un anno alla Fiorentina. Gli ultimi cinque anni di carriera li trascorre alla Lazio. In tutto colleziona uno scudetto, tre Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, due Champions League, una Coppa del mondo per club e due Supercoppe Europee.

Si parla spesso dei soliti campioni, ma dietro di loro, c'erano i "Brocchi" che mordevano a centrocampo.

Grazie Christian per il tuo saluto ❤️

Era l'estate del 2004.Faceva un caldo che scioglieva l'asfalto. Io avevo una radio a pile che gracchiava, la Gazzetta ro...
11/09/2026

Era l'estate del 2004.

Faceva un caldo che scioglieva l'asfalto. Io avevo una radio a pile che gracchiava, la Gazzetta rosa piegata in quattro nella tasca dietro dei pantaloncini, e un gelato al limone che colava più veloce di quanto riuscissi a mangiarlo. Eravamo delusi dal "biscotto" tra Svezia e Danimarca che ci ha buttato fuori dagli Europei.
Per fortuna il calciomercato ci dava un po' di soddisfazioni.

Al bar di Cantù, da Gino, non si parlava d'altro.

Mio zio Tonio, interista fino al midollo, era incollato a Telelombardia:
"Ragazzi, abbiamo preso Veron! E Davids! E Mihajlovic! Quest'anno... quest'anno è la volta buona."

Dall'altra parte del bancone, il Carletto, juventino con il baffo, rideva.
"Tonio, ma cosa vuoi. Noi ci siamo presi Ibra. Avete visto ieri con l'Ajax? Quello è un animale. E Cannavaro. E Emerson dalla Roma. Voi prendete i parametri zero, noi prendiamo i campioni."

Era tutto così. Ogni giorno un nome nuovo.

La mattina ti svegliavi e sulla prima pagina c'era:
STAM AL MILAN. Un muro. Ancelotti che diceva "ora siamo invalicabili".
Il pomeriggio: Crespo torna in Italia, ma all'Inter no, al Milan sì, in prestito dal Chelsea. Sembrava Fantacalcio.

E poi la Roma che si smontava pezzo per pezzo dopo Capello. Se ne va Emerson, se ne va Samuel al Real Madrid, arriva Mexès che sembra un ragazzino. Mio cugino romanista era in lutto già a luglio.

Ricordo il 17 agosto. Grecia campione d'Europa da due mesi - nessuno ci credeva ancora - e alla TV passano le immagini di un ragazzino svedese alto, con la coda, che atterra a Torino.
Zlatan Ibrahimovic. 16 milioni dall'Ajax. Sembrava tantissimo.

Zio Tonio mi guarda e fa: "Vedrai, quello è sopravvalutato."

Due settimane dopo segna al Brescia all'esordio e il Carletto ordina da bere per tutto il bar.

Quella è stata l'estate del 2004. Non avevamo Instagram, non avevamo notifiche di Fabrizio Romano. Avevi il televideo a pagina 223 che si aggiornava ogni 10 minuti e il panino con la salamella di Gino.

Eppure, ogni acquisto sembrava poter cambiare davvero il destino del campionato.

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