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La morte di Lassoued Dohui il 10 agosto riaccende i riflettori sulla struttura di detenzione lucana. Una vicenda tragica...
02/09/2026

La morte di Lassoued Dohui il 10 agosto riaccende i riflettori sulla struttura di detenzione lucana. Una vicenda tragica che si intreccia con quella di Faouzi, un altro “ristretto”: entrambi per gravi problemi di salute non sarebbero dovuti neanche entrare in quel luogo. Uno è riuscito a uscirne vivo, l’altro no. A due anni dalla scomparsa di Oussama Darkaoui ci si ritrova al solito punto: nonostante le indagini della Procura e quasi 300 “eventi critici” documentati in un anno e mezzo nel Cpr, il copione istituzionale non accenna a cambiare.

Luca Rondi

La morte di Lassoued Dohui il 10 agosto riaccende i riflettori sulla struttura di detenzione lucana. Una vicenda tragica che si intreccia con quella di Faouzi, un altro "ristretto": entrambi per gravi problemi di salute non sarebbero dovuti neanche entrare in quel luogo. Uno è riuscito a uscirne vi...

24/08/2026
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗲𝘁𝗮𝗽𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗟𝗶𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝟭𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿...
19/08/2026

𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗲𝘁𝗮𝗽𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗟𝗶𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝟭𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝗻𝗲.

Un atto che la nostra comunità condanna senza se e senza ma: un gesto gravissimo, privo di qualsiasi attenuante, che colpisce nel profondo l'intera collettività.
A questa giovane donna va la nostra più sincera vicinanza, nell'auspicio che possa trovare le risorse, l'affetto e il sostegno necessari per elaborare un trauma così profondo.

È doveroso ribadire un principio fondamentale: la responsabilità dell’atto violento risiede nella condotta del singolo, indipendentemente dalla sua nazionalità o origine. L’imputato, appena diciottenne, ha trascorso gran parte della sua vita in Italia, non ha senso strumentalizzare l’accaduto per diffondere proclami xenofobi e alimentare un clima d’odio crescente in tutta Europa che danneggia chi si è ben integrato, lavora e vive con dignità la sua nuova cittadinanza.

La violenza non ha confini né bandiere, ed è solo unendo le forze nell'educazione che si può sradicare quella cultura patriarcale alla base degli abusi. Come recita il mantra di Maria Andaloro, ideatrice del progetto Posto Occupato: “La violenza di genere è un problema culturale e una responsabilità sociale!”.

Di fronte a una simile tragedia, la risposta non può limitarsi all'indignazione, ma deve tradursi in un'azione costante e capillare sul territorio. In questo solco si inserisce l'impegno profuso dalla nostra associazione contro la violenza di genere. Grazie alla partecipazione attiva di tante donne della nostra comunità, abbiamo aderito con orgoglio al progetto di Viva Vittoria Matera, realizzando manufatti all'uncinetto i cui ricavati andranno a sostenere la Fondazione Pangea, realtà fondamentale che sul territorio gestisce una casa rifugio per donne vittime di abusi.

Accanto al supporto alle vittime, al necessario presidio delle forze dell'ordine, alla certezza della pena riteniamo indispensabile riflettere e investire sulla prevenzione primaria per limitare il reiterarsi di simili crimini.

Vite che valgono poco, né da vive, né da morte,.. e continuano a chiamarli ospiti.QUESTE MORTI FINIRANNO SOLO CON LA CHI...
10/08/2026

Vite che valgono poco, né da vive, né da morte,.. e continuano a chiamarli ospiti.

QUESTE MORTI FINIRANNO SOLO CON LA CHIUSURA IMMEDIATA DI TUTTI I CPR

Strage continua
09/08/2026

Strage continua

NON CHIAMATELI INCIDENTI

Un morto e otto feriti sulla S.P. 45 a Serracapriola (Foggia). Si è ribaltato il furgone su cui viaggiavano 9 operai agricoli mentre rientravano dai campi in Molise.

Da fine maggio a oggi sono già 6 i lavoratori morti sulla strada nel percorso da e per i campi. Nel 2018, su queste stesse strade, ne morirono 16 in pochissimi giorni. Non possiamo accettare che la storia continui a ripetersi nel silenzio e nell'inerzia.

Questa ennesima tragedia ripropone con forza tre nodi irrisolti:
❌ L’insicurezza dei trasporti
❌ Il mancato superamento dei ghetti
❌ I ritmi e le condizioni di lavoro disumane

Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la massima vicinanza alla famiglia della vittima e ai lavoratori feriti. Ma il dolore non basta!

"Queste sciagure, se ci fosse la volontà politica, potrebbero essere evitate. Il tempo delle parole e delle promesse è finito: servono risorse e sistemi di trasporto pubblico protetto e sicuro per i lavoratori agricoli, adattando modelli già esistenti come quello ferrarese." — Silvia Guaraldi, Segretaria Nazionale FLAI CGIL

"Chiediamo che venga fatta immediata chiarezza sulle dinamiche dell'incidente e sulle condizioni del trasporto. Governo e istituzioni diano immediata attuazione ai piani di sistemazione abitativa e ai servizi di trasporto sicuro" - Antonio Ligorio, Segretario Generale FLAI CGIL Puglia.

Leggi il comunicato:
https://www.flai.it/primo-piano/un-morto-e-otto-feriti-sulla-sp45-nel-foggiano-non-chiamateli-incidenti-stradali-serve-un-sistema-di-trasporto-pubblico-sicuro-ed-efficace-per-i-lavoratori-agricoli/

06/08/2026

Nel secondo anniversario della morte di Darkoui, un presidio per chiedere dignità del centro per i rimpatri e la visita all'interno della Garante D'Anzi

**PRESIDIO PER OUSSAMA**Il 5 agosto 2024, a Palazzo San Gervasio, Oussama Darkaoui moriva di CPR.Da due anni e con la co...
04/08/2026

**PRESIDIO PER OUSSAMA**

Il 5 agosto 2024, a Palazzo San Gervasio, Oussama Darkaoui moriva di CPR.
Da due anni e con la conclusione delle indagini da parte della Procura di Potenza, la sua famiglia vuole risposte e, insieme a lei, tutte le realtà che si oppongono all’esistenza dei CPR.
Quando il cuore di Oussama si è fermato, lo Stato lo tratteneva dentro un CPR, il dispositivo violento pensato e costruito per privare le persone in movimento della libertà, abbatterne la mente, il corpo e i desideri e neutralizzare la resistenza che sta nelle loro stessa esistenza. Un luogo opaco, sottratto allo sguardo collettivo, dove la salute, la dignità e la vita delle persone trattenute valgono meno delle procedure amministrative che le inghiottono.

I CPR sono luoghi da chiudere ora!

L' Assemblea Lucana No CPR indice un presidio per la verità, per Oussama e per i suoi familiari, per chi oggi sta ancora dentro quelle mura, dietro quelle sbarre, per tutte e per tutti.

Il 5 agosto torniamo davanti al CPR di Palazzo San Gervasio per rinnovare una promessa: non permettere che il nome di Oussama, e con lui la sua storia, siano soffocati nel silenzio.

03/08/2026

“Cara Giorgia,
a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio.
Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è "difesa dei confini": si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri.

Menti sapendo di mentire.
Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina.
Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un'enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto.
I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli "a campione". Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra.
Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità.

Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump.
Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l'ha strofinato l'inquilino della Casa Bianca.
Te lo dico in breve:
1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell'estate 2025 — blindando l'asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale.
2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci.
3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini.

Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari.
Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna "colpevole" di riavvicinarsi ad Algeri.

Lettera di Gustavo Zagrebelsky, presidente della Corte nel 2004 e docente di Diritto costituzionale all’Università di Torino, a Giorgia Meloni

La lettera continua qui ⏬️
https://infosannio.com/2026/08/03/lettera-aperta-di-gustavo-zagrebelsky-a-giorgia-meloni/

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