19/08/2026
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗲𝘁𝗮𝗽𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗟𝗶𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝟭𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝗻𝗲.
Un atto che la nostra comunità condanna senza se e senza ma: un gesto gravissimo, privo di qualsiasi attenuante, che colpisce nel profondo l'intera collettività.
A questa giovane donna va la nostra più sincera vicinanza, nell'auspicio che possa trovare le risorse, l'affetto e il sostegno necessari per elaborare un trauma così profondo.
È doveroso ribadire un principio fondamentale: la responsabilità dell’atto violento risiede nella condotta del singolo, indipendentemente dalla sua nazionalità o origine. L’imputato, appena diciottenne, ha trascorso gran parte della sua vita in Italia, non ha senso strumentalizzare l’accaduto per diffondere proclami xenofobi e alimentare un clima d’odio crescente in tutta Europa che danneggia chi si è ben integrato, lavora e vive con dignità la sua nuova cittadinanza.
La violenza non ha confini né bandiere, ed è solo unendo le forze nell'educazione che si può sradicare quella cultura patriarcale alla base degli abusi. Come recita il mantra di Maria Andaloro, ideatrice del progetto Posto Occupato: “La violenza di genere è un problema culturale e una responsabilità sociale!”.
Di fronte a una simile tragedia, la risposta non può limitarsi all'indignazione, ma deve tradursi in un'azione costante e capillare sul territorio. In questo solco si inserisce l'impegno profuso dalla nostra associazione contro la violenza di genere. Grazie alla partecipazione attiva di tante donne della nostra comunità, abbiamo aderito con orgoglio al progetto di Viva Vittoria Matera, realizzando manufatti all'uncinetto i cui ricavati andranno a sostenere la Fondazione Pangea, realtà fondamentale che sul territorio gestisce una casa rifugio per donne vittime di abusi.
Accanto al supporto alle vittime, al necessario presidio delle forze dell'ordine, alla certezza della pena riteniamo indispensabile riflettere e investire sulla prevenzione primaria per limitare il reiterarsi di simili crimini.