17/09/2019
Una delle domande più frequenti che un praticante si sente rivolgere è: "Che cos'è il parkour?", e una delle risposte più immediate e naturali è quasi sempre la seguente: "il parkour è muoversi da un punto A a un punto B nella maniera più fluida ed efficace possibile".
Ma questa risposta non sempre è sufficiente a far percepire a pieno lo spirito di questa disciplina, rischiando di far cadere i praticanti nell'etichetta di "quelli che saltano sui tetti".
Con questo post vogliamo rispondere a questa domanda:
Fare parkour significa provare un movimento senza riuscire a completarlo, ripeterlo ancora e ancora, continuare a fallire, trovarsi faccia a faccia con la , la , delusione... Ma é proprio questo il momento in cui non dovrete scoraggiarvi!
Continuate ad allenarvi, la prima regola di un buon traceur è "essere forti per essere utili", ed è per questo che dovrete continuare a sudare per costruire un corpo utile al movimento, che vi consenta di soddisfare quella spinta necessaria al superamento di ogni ostacolo.
Certe volte non basterà nemmeno questo, avrete bisogno di qualcuno che vi mostri la via e vi spinga verso essa incoraggiandovi, e quando alla fine supererete quell'ostacolo la soddisfazione sarà così grande da sovrastare tutti i fallimenti e la frustrazione vissuti fino a quel momento, dandovi una nuova energia per poter andare avanti.
È così che non vi fermerete, che continuerete a esplorare nuovi movimenti che aumenteranno di difficoltà e metteranno alla prova non solo il vostro corpo, ma anche la vostra mente, mentre il vostro bagaglio di esperienze continuerà ad arracchirsi grazie a errori e fallimenti che vi faranno crescere.
Quando un giorno vi guarderete indietro e vi renderete conto di tutta la strada fatta, vi stupirete e penserete di non poter andare oltre, di non poter fare più di così, ma il bello di questa disciplina è proprio che a ogni punto d'arrivo ne corrisponde uno di partenza...
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