01/05/2026
IL MESSINA IN SERIE A…
Ci sono vittorie che si raccontano con un risultato, e poi ci sono quelle che non stanno dentro un punteggio. La nostra promozione in Serie A appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: è una storia fatta di tempo, di affetti, di sacrifici, di legami costruiti giorno dopo giorno attorno a un tavolo da gioco.
Non è stato un percorso lineare. Ci sono stati momenti difficili, dubbi, stanchezza. Ma proprio lì, in quelle pieghe meno visibili, si è formato il carattere del nostro club. È lì che abbiamo imparato a resistere, a sostenerci, a credere che il lavoro, prima o poi, avrebbe trovato il suo riconoscimento.
Il sestetto che ha conquistato sul campo questa promozione — Alessandro Natoli, Riccardo Natoli, Armando Giuffrè, Carmelo Sciacca, Periklis Dimopoulos, Elliot Bellefontaine — ha portato con sé non solo tecnica e concentrazione, ma anche qualcosa di più difficile da definire: un senso profondo di appartenenza. In ogni partita, in ogni gesto, c’era la consapevolezza di rappresentare qualcosa che andava oltre il singolo.
Infatti, questa vittoria non è solo la loro. Sarebbe ingiusto e incompleto dirlo. Questa promozione è di tutti quelli che hanno creduto nel progetto anche quando era meno facile farlo. Di chi si è allenato e si allena con costanza, contribuendo a creare il livello necessario per competere. Di chi ha fatto crescere i compagni, mettendo il gruppo davanti a tutto. Di chi ha tenuto e tiene vivo il club, giorno dopo giorno – anche dietro le quinte – senza mai smettere di crederci. Di chi, con la Zancle, ha disputato un campionato di serie C maturando grande esperienza e tensione agonistica e sarà ancora più competitivo sui panni verdi; del presidente Giliberto e della preziosa first lady Assunta, di Dario Marabello, Peppe Frasca, Gaetano Ielapi, Salvo Riggio, Antonio Campagna, Salvatore Currò, Stefano Stagno, del manager Peppe Basile, di Biagio Amata, Domenico Matalone, Rosario Ifrigerio, Fabrizio Guastella, Angelo e Samuele Coppolino, Alessandro Merlino; di mia moglie Eloisa, vera e affettuosa dirigente accompagnatrice; e di tutti quelli che al momento non sono tesserati ma continuano a seguirci con affetto.
Perché una squadra vera si riconosce proprio da questo: dalla capacità di essere comunità. E il Messina Table Soccer, in questo percorso, lo è stato fino in fondo. Non solo un insieme di giocatori, ma un luogo di condivisione, di rispetto, di passione autentica. A prescindere dal livello in cui si gioca.
I sacrifici sono stati tanti. Ore sottratte al resto, energie spese, impegno costante. Ma oggi tutto questo assume un significato diverso. Ogni sforzo trova il suo posto dentro questa conquista, rendendola più piena, più vera, più nostra.
La Serie A è un traguardo importante, ma non è un punto d’arrivo definitivo. È una nuova responsabilità, una nuova sfida. E forse proprio per questo il sentimento più forte, oggi, non è solo la soddisfazione, ma anche la voglia di continuare. Sarà difficile mantenere il livello raggiunto, lo sappiamo. Ci proveremo. Se non dovessimo farcela, però, siamo consapevoli che, dal nostro punto di vista, non cambierà nulla. Il sodalizio continuerà ad esistere e a portare avanti i suoi valori, che vengono prima di qualsiasi risultato sportivo ma che, di fatto, ne costituiscono la premessa
Quello che abbiamo costruito non è fragile, perché nasce da basi solide: il lavoro, la fiducia reciproca, il rispetto dei ruoli e delle persone. E se è vero che nessuno vince da solo, allora questa promozione è la dimostrazione più bella di cosa può nascere quando si cammina davvero, tutti insieme, nella stessa direzione.