La chinesiologia (a volte indicata anche come cinesiologia) è una scienza che tratta lo studio del movimento umano in tutte le sue forme. In italiano la chinesiologia non va confusa con la kinesiologia, che presenta la stessa forma fonetica, ma con una grafia differente. L'etimologia risulta la stessa per entrambe e fa riferimento ai termini greci "kinésis", nel senso di movimento, e "logos", nel
senso di studio (con il significato dunque di "studio del movimento"), ma mentre la kinesiologia opera nell'ambito delle discipline terapeutiche alternative, la chinesiologia opera nel campo delle scienze motorie. La chinesiologia è un'attività che viene normalmente svolta in palestra; oggigiorno si assiste ad una evoluzione della stessa disciplina, in quanto molti professionisti del settore motorio gestiscono o lavorano in studi privati. I campi di applicazione e le potenzialità sono vaste, abbracciando l'indirizzo educativo (educazione fisica nelle scuole, anche per portatori di handicap), preventivo (cinesiterapia posturale, cinesiterapia per la terza età, indicata soprattutto per la degenerazione fisiologica articolare, dell'osteopenia e della sarcopenia, ottimizzazione dei gesti tipici del fitness), formativo e/o conservativo (cinesiterapia per le patologie vertebrali adolescenziali), ricreativo (ginnastica con musica, animazione, giochi, ecc.), sportivo (preparazione ed ottimizzazione del gesto atletico, allenamento specifico, ecc.), rieducativo (recupero funzionale, algie, ecc.). Ancora oggi la cinesiterapia è associata alla sola ginnastica correttiva, termine questo assolutamente errato nella forma e nella consistenza pratica. Per ginnastica si intende tutta una serie di movimenti codificati o non, il cui valore terapeutico è intrinseco ed indiscusso, ma la sua esecuzione non prescinde né da una valutazione motoria né dal conseguente e successivo ragionamento; caratteristiche proprie della chinesiologia. Ciò condurrà l'operatore chinesiologo, alla scelta del processo specifico adatto per il singolo caso.
È da sottolineare l'importanza della chinesiologia nel campo delle attività educative, in quanto la stretta associazione tra maturazione organica ed esperienza motoria, o meglio neuromotoria, crea le condizioni affinché si creino le migliori condizioni per uno sviluppo psicomotorio ottimale nei bambini, potenziandone le risorse. Anni addietro gli Istituti Superiori di Educazione Fisica (Roma e Napoli tra i primi) promuovevano questo percorso di studi in chinesiologia, percorso di specializzazione triennale i cui fruitori erano i professori in educazione fisica. Successivamente in Italia è stata costituita con atto pubblico nel 1962 la Unione Nazionale Chinesiologi – U.N.C., associazione professionale che ha lo scopo di promuovere, tutelare, vigilare e favorire le attività degli iscritti nella loro professionalità. Ad essa possono aderire oltre ai laureati in Scienze Motorie e ai diplomati I.S.E.F. (Istituto Superiore di Educazione Fisica) anche i soggetti in possesso dei titoli di studio rilasciati dalle ormai cessate Accademie di Educazione Fisica. DEFINIZIONE DI SHIATSU (dal giapponese: shi dita, atsu pressione)
Lo shiatsu è un trattamento manuale le cui radici teoriche-pratiche derivano dalle antiche tradizioni filosofiche del lontano Oriente. Il padre dello shiatsu, Tokujiro Namikoshi, affermava: “Lo shiatsu è l’abbraccio della mamma al bambino”. Ha lo scopo di risvegliare e/o armonizzare le funzioni energetiche e le risorse vitali profonde dell’individuo e si avvale di tecniche e principi ben precisi. La modalità universalmente riconosciuta e peculiare di questo trattamento è la pressione perpendicolare, costante e/o modulata in modo ritmico, esercitata con il peso del corpo ed avvalendosi del centro vitale (hara, in giapponese o tan den, in cinese) dell’operatore, su zone, punti e meridiani energetici. Per esercitare le pressioni, si usano prevalentemente i pollici, ma secondo le necessità e gli stili, si possono utilizzare altre parti del corpo quali i palmi delle mani, gomiti, ginocchia, piedi. Il trattamento shiatsu viene fatto, normalmente su un futon (materassino di tradizione giapponese; entrambi i soggetti sono vestiti e non vengono utilizzati olii o creme.)