14/11/2025
Schillaci: “Palermo mi ha dimenticato, ma Messina mi ha abbracciato come una madre”
Un racconto pieno di nostalgia e riconoscenza quello di Totò Schillaci, che ha ripercorso gli inizi della sua carriera tra Palermo, Messina e la Juventus:
“All'estero si ricordano di me. Qui a Palermo quasi non mi calcolano. All'inizio giocavo nell'Amat. Il Palermo era in B e offrì 28 milioni di lire per me e Carmelo Mancuso. Tirò sul prezzo. Il presidente Ferruzza preferì cederci al Messina. Anche 3 milioni per una piccola società rappresentano una linfa vitale e poi c'era una questione di orgoglio. Devo ammettere che è stata la nostra fortuna e poi Palermo manda via i suoi giovani. Calcisticamente ho vissuto a Messina. La residenza è rimasta a Palermo.
Ho lasciato la famiglia a 17 anni e Messina mi ha accolto come una madre abbraccia un figlio, sono diventato l'idolo della tifoseria. Scoglio è stato un padre, mi proteggeva dalle tensioni, mi nascondeva se era il caso. Gli altri erano costretti ad obbedire a schemi rigidi, io dovevo sfruttare quello che madre natura mi aveva dato. A Zeman poi devo molto. È uno degli allenatori migliori di quegli anni. Con lui non sono mancati gli scontri, ci faceva sgobbare. Mi lamentavo perché si faticava, ma quell'anno sono diventato capocannoniere con 23 gol e mi ha preso la Juve.”
Parole che raccontano il viaggio di un talento puro, partito in silenzio dalla sua città e diventato simbolo di un calcio romantico, fatto di sacrifici, fatica e gratitudine. ⚽️