22/12/2025
«Sono solo bambini!»
«È una garetta poco importante!»
Queste sono alcune delle frasi che spesso ci sentiamo rivolgere durante le manifestazioni sportive a cui partecipiamo. Tuttavia, quando chiediamo chiarimenti su situazioni che ci sembrano poco chiare, le risposte diventano improvvisamente:
«Il giudizio arbitrale è sempre insindacabile (e per noi questo principio è giusto e corretto).»
«Arbitriamo come se fossero gare di alto livello!»
È difficile comprendere quale delle due visioni sia quella realmente applicata.
Si, sono bambini. Ma questo non significa che il loro impegno sia irrilevante. E infatti, a chiedere spiegazioni, sono spesso i genitori:
«Perché mio figlio ha perso se sembrava avesse fatto meglio?»
Il livello tecnico dei più piccoli è semplice e leggibile da chiunque, e queste gare dovrebbero essere un’occasione di crescita, non di confusione. Lo stesso vale per i ragazzi più grandi, che partecipano proprio per fare esperienza.
Dietro ogni presenza in gara ci sono:
- il lavoro dei tecnici
- l’impegno degli atleti
- il tempo e l’organizzazione delle famiglie
Gli errori fanno parte dello sport, e li accettiamo serenamente. Ma ci aspettiamo che le decisioni siano il più possibile chiare e coerenti, soprattutto quando si parla di bambini e ragazzi.
Inoltre, come spesso accade nelle competizioni giovanili con partecipazione regionale, quando si confrontano realtà molto diverse per dimensioni e visibilità può nascere tra tecnici, genitori e atleti la percezione che alcune società ricevano maggiore attenzione.
Non si tratta di favoritismi né di comportamenti intenzionali: è una dinamica nota negli sport di base, che emerge naturalmente quando realtà molto strutturate e realtà più piccole condividono lo stesso contesto competitivo.
Noi continuiamo a metterci la faccia, come sempre. Perdere va bene: è parte del percorso. Ma è importante che la sconfitta sia comprensibile e meritata, perché solo così si cresce davvero.
Tanti auguri di Buone Feste a tutti!