23/05/2026
E sdraiata sul tappetino, dopo la mia pratica, ho pensato: "Ah, come sto bene dove sono🎉".
Ma una vocina impertinente, eppure molto saggia, mi ha sussurrato:"Sicura? Sei rimasta abbastanza in superficie... prova ad andare un po' più giù."E lì è arrivato un ricordo. Uno di quelli che, anche a distanza di tempo, sa ancora bruciare.Lo yoga insegna a non scappare, nemmeno quando ciò che incontriamo è scomodo. Così sono rimasta lì. Ho sentito le sensazioni che quel ricordo lasciava nel corpo, proprio nel punto in cui era stato custodito. L'ho guardato. L'ho riconosciuto. L'ho accettato. L'ho accolto.Perché è dalla consapevolezza che si inizia, o si ricomincia, a lavorare.E allora no, lo yoga non è fatto per rendervi semplicemente più flessibili, più rilassati o per muovere il corpo come in una lezione di fitness con qualche pranayama infilato ad ca...m.
Lo yoga è uno spazio di verità.❤️🔥
È un luogo in cui impariamo a vedere ciò che c'è, anche quando non è piacevole. È un percorso che ci invita a portare luce nelle stanze interiori che preferiremmo tenere chiuse. È la possibilità di liberare ed elaborare ciò che si muove dentro di noi e che spesso chiede soltanto una cosa: essere visto, riconosciuto e ascoltato.E da lì partire.Partire non per diventare qualcun altro, ma per tornare sempre più a noi stessi.
Perché ciò che non guardiamo ci guida nell'ombra, mentre ciò che accogliamo può finalmente trasformarsi.
E forse la pratica più profonda non è quella che ci fa toccare i piedi con le mani, ma quella che ci permette di toccare con sincerità le parti di noi che fanno ancora male.Solo allora il tappetino smette di essere un semplice pezzo di gomma e diventa uno specchio, un rifugio e, a volte, perfino una porta.Una porta attraverso la quale tornare a casa. E a quel punto sì, possiamo davvero stenderci, chiudere gli occhi e dire:"Aaah... come sto bene qui."🎉E non perché non ci sia più nulla da sentire, ma perché abbiamo smesso di scappare da ciò che sentiamo. ❤️