22/12/2022
NON SOLO MUSCOLI: L’ENERGIA DEI TENDINI
Nella preparazione atletica di tutte le discipline si ricorre spesso a movimenti esterni vigorosi ed ampi, capaci di allenare e incrementare le diverse espressioni della forza muscolare.
I meccanismi che presiedono le pratiche ‘energetiche’ orientali, in particolare modo quelle della tradizione taoista, seguono invece una prospettiva diversa. Infatti, esse promuovono – piuttosto che l’incremento delle dimensioni e della capacità contrattile dei muscoli (e quindi della forza) – lo sviluppo delle strutture connettivali: tendini, articolazioni, legamenti, fasce (e quindi della flessibilità).
Queste pratiche si basano su una esperienza secolare e sulla certezza che è possibile accumulare l’energia anche nelle ossa, nei tendini e nelle articolazioni attraverso movimenti ‘interni’ di piccola ampiezza, che si sviluppano lungo direttrici tridimensionali. Queste pratiche implicano:
- l’allungamento tendineo-muscolare;
- l’apertura articolare;
- la rotazione e la torsione dei legamenti;
- l’estensione attiva e consapevole delle fasce.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, anche in Occidente è stato riconsiderato il ruolo delle fasce nell’economia del movimento. Recenti ricerche suggeriscono infatti che le fasce siano in grado di contrarsi in modo indipendente, rivestendo quindi un ruolo attivo nelle dinamiche del movimento. Nella Medicina Tradizionale Cinese la fascia viene inoltre considerata come il “letto fluviale attraverso il quale i meridiani conducono il Qi”.
Nelle pratiche energetiche è ovviamente imprescindibile il ruolo fondamentale della mente e la sua focalizzazione sulle diverse parti del corpo, che può essere amplificata anche attraverso visualizzazioni specifiche.
l’Intenzione suscitata dalla mente deve infatti poter percepire e guidare il flusso di energia (all’inizio debolissimo) che viene generato. Per potere fare questo genere di lavoro, l’apertura delle giunture e la rotazione interna dei tendini e dei legamenti deve necessariamente essere eseguita lentamente e "molto" consapevolmente.
Si tratta di un lavoro attento, finalizzato al coinvolgimento massimo delle articolazioni e dei tendini, mentre ai muscoli viene assegnato un ruolo ‘essenziale’; essi, cioè, devono essere tenuti in stato di rilassamento, con una tensione sufficiente soltanto a mantenere la corretta struttura corporea.