La Convenzione Internazionale sui diritti per l’infanzia (2 settembre 1990) esprime chiaramente la valenza giuridica dell’attività ludica elevandola a diritto fondamentale. Non a caso l’articolo 31 riconosce al fanciullo “il diritto di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare attivamente alla vita culturale e artistica in condizioni di uguaglianza”. Solitam
ente si è portati a credere che il gioco sia solo un passatempo, un momento di svago ma diversi contributi pedagogici da sempre sottolineano il gioco come luogo e momento privilegiato dell’educazione. L’attività ludica, per dirla con Bettelheim, in tutte le sue forme simboliche, drammatiche, individuali, costruttive e scientifiche assume una valenza pedagogica nel processo di evoluzione dall’infanzia all’età adulta. Il gioco è, per sua natura e per suo statuto, educante: è l’asse, lo sfondo, il clima in cui l’identità del bambino può consolidarsi. È attraverso di esso che il bambino impara a conoscere il mondo, a sperimentare il valore delle regole, a stare con gli altri, a gestire le proprie emozioni, a imparare per tentativi ed errori e a scoprire nuovi percorsi di autonomia. Fedele alla logica montessoriana “dell’aiutare a fare da solo”, esso si rivela inoltre un prezioso alleato per l’adulto, per inferire una più approfondita conoscenza del fanciullo e orientare la sua azione educativo-didattica e terapeutica. Oggigiorno il tempo libero acquista un peso sempre più crescente: il problema risiede nel fatto che il tempo libero dell’adulto non coincide molto spesso con quello del bambino e questi rischia di rimanere compromesso dalla monotonia e dalle ripetitività delle alternative a lui disponibili. Soprattutto in un territorio come il nostro, povero di offerte e di spazi per lui pensati, il gioco, per dirla con Frabboni, potrebbe configurarsi come “l’antidoto alle nuove povertà dell’infanzia e agli aspetti alienanti della civiltà dei consumi”. Frequentare sistematicamente il centro giochi garantisce al bambino la socializzazione e la formazione culturale che si aggiungono a quelle fornite dalle tradizionali agenzie, famiglia e scuola. COSA E’ LUDUS
Ludus si caratterizza essenzialmente come spazio ludico, come un luogo di servizio e di animazione centrato sulla cultura del gioco, inteso strictu sensu, “palestra di vita”. La nostra dimensione pedagogica mira a garantire il diritto al divertimento dell’infanzia e ad assicurarne una sua qualificazione educativa essendo il gioco un bisogno primario e vitale che presiede allo sviluppo olistico del bambino, uomo del domani. Fedele all’ottica montessoriana, è un ambiente educativo “a misura di bambino” che risponde alle esigenze di proporzione, bellezza, ordine, pulizia e armonia per garantire la libera attività e uno sviluppo ottimale dell’infante nelle sue componenti emotive, cognitive, fisiche e comportamentali. Ludus prevede diverse proposte formative e ricreative nell’arco della giornata. In base all’età e alle esigenze del bambino, le varie attività sono scandite da pause di riposo e merenda. Si tratta di percorsi che mirano ad attivare la fantasia e la creatività dei bambini, stimolare la loro autonomia, guidandoli in un percorso di crescita individuale e di gruppo. L’uso di colori e di materiali di recupero, la drammatizzazione e i travestimenti, la presentazione del mondo della natura e degli animali, le attività di musico-pedagogia e di psico-motricità, insieme ai metodi pedagogico-clinici adeguati alle diverse fasce di utenza, mirano a garantire il divertimento del bambino e l’acquisizione di conoscenze che, interiorizzate, lo porteranno dalla dimensione del sapere e del saper fare a quella del saper essere.