28/05/2026
"Il basket per me è un gioco. Lo era quando giocavo. Lo è adesso che alleno. Oggi, addirittura, ci portano in giro con l'aereo, andiamo in bellissimi hotel, siamo serviti e riveriti. Ci sono le condizioni perfette per avere la mente sgombra e pensare solo a divertirci, giocando a questo bellissimo gioco. Il basket per me è questo, e per sempre lo sarà"
Meo Sacchetti ha ufficialmente dato l’addio al basket.
Per aver portato Sassari laddove sembrava impossibile per una squadra isolana: a vincere tutto, e a fare il grande slam.
Per aver portato Cremona a vincere la Coppa Italia e ad un soffio dalla finale Scudetto.
Per aver iniziato ad allenare nelle Minors, vincendo ad Asti e poi a Castelletto Ticino la C2, la C1, poi la B2 e la B1.
Per aver portato Capo d’Orlando al sesto posto in Serie A, miglior risultato di sempre per la piccola realtà siciliana.
Per tutto ciò che di straordinario hai fatto da giocatore, a Torino, ad Asti, a Varese, al Gira e soprattutto con la maglia Azzurra, regalandoci un argento alle Olimpiadi e un oro agli Europei.
Per la tua sottile ironia, per le tue imprecazioni sotto i baffi, per le tue maglie con 34 litri di sudore a metà primo quarto, per aver mandato a quel paese Kokoskov che non ti ha stretto la mano davanti ad una folla di serbi inferocita.
Per l’educazione, per i messaggi positivi che hai sempre dato ai giovani, per aver evitato di fare polemica anche quando ne avresti avuto tutto il diritto.
E in particolar modo per aver fatto quello che nessun altro è stato in grado di fare negli ultimi 22 anni: portarci alle Olimpiadi. Quella serata a Belgrado, quella finale vinta contro ogni pronostico, quel tuo lasciarti finalmente andare agli istinti primordiali, gioendo, gridando, saltando, ballando, bevendo, inveendo, facendoci sentire fieri di essere italiani e appassionati di basket.
Per tutto questo, grazie Meo.
(Sky Sport Basket NOW)