11/09/2024
IL “SEGRETO” DELLE ARTI MARZIALI
Lo scopo pratico delle arti marziali non si limita all’apprendimento delle tecniche di autodifesa; è importante comprendere anche come coltivare un'energia altamente “qualitativa”, una particolare forza addestrata che ha caratteristiche ben precise, a seconda della disciplina.
Iniziamo col dire che il centro del corpo (il “core”) svolge un ruolo cruciale in ogni movimento complesso, in quanto costituisce il “volano” di tutte le catene cinetiche.
Però è il dantian a centralizzare e guidare il movimento da un punto di vista energetico (e “core”, baricentro del corpo e dantian coincidono soltanto in parte).
Detto questo, dobbiamo considerare che per esprimere qualunque tipo di energia fisica, occorre gestire determinate forze: come l'attrito, la gravità e la reazione vincolare (data dal suolo). Attraverso il rilassamento e il radicamento si possono ottimizzare queste forze fino a “moltiplicarle” via via che, in risalita, il loro flusso si propaga da un’articolazione all’altra (piede, caviglia, ginocchio, anca, colonna, spalla, gomito polso, mano).
Questo è, in parole molto povere, il metodo ”base” usato in molte discipline. Vi è pertanto un modesto impegno muscolare, mentre è elevato il coinvolgimento dei tessuti connettivi (legamenti, tendini, articolazioni e fasce). I flussi di forza che così si propagano attraverso il corpo hanno quindi, per così dire, ben poco di meccanico e molto di elastico (questi due fattori sono comunque presenti nei movimenti di tutte le discipline, sebbene in percentuali molto diverse)
L'attivazione di questi flussi di forza necessita però di una struttura perfettamente integra e connessa. Pertanto per poterli utilizzare nel movimento, attraverso le tecniche, prima occorre coltivarli nella quiete, imparando a... stare fermi.
Raccontava il grande maestro Wang Xianzhai che, sin da bambino, il suo insegnante lo obbligava ogni giorno a stare a lungo nella posizione “santi shi” (vedi foto).
Ed è per questo che in molte discipline cinesi – non solo in quelle cosiddette "interne" come lo Xing Yi o il Taijiquan, ma anche nello Shaolin – stare fermi in determinate posture costituisce lo strumento fondamentale per conseguire quello che i cinesi considerano il "segreto delle arti marziali", vale a dire: “imparare ad affondare il Qi nel dantian”.