Gruppo Speleologico Aria Continua - GSAC

Gruppo Speleologico Aria Continua - GSAC Libero gruppo speleologico, esplorazioni sotterranee, disostruzioni ipogee e ricerca Ricerca cavità, disostruzione ed esplorazioni speleologiche

Abbiamo ripreso finalmente le esplorazioni all' abisso Mosè dopo vari mesi. Dobbiamo ringraziare gli amici speleo:  Pirr...
09/03/2026

Abbiamo ripreso finalmente le esplorazioni all' abisso Mosè dopo vari mesi. Dobbiamo ringraziare gli amici speleo: Pirrera Giuseppe, Federico e Sonia Domenichini, Federico Salvetti e Federico Olmo che si sono uniti a noi per l' esplorazione di questo abisso. Grazie per il vostro tempo e per l'aiuto con il materiale.
Alla prossima uscita saremo sicuramente più numerosi!

10/04/2025
Finalmente è stato possibile fare la colorazione all' Abisso Mosè. Un ringraziamento a  Pierpaolo, Lorenzo e Alessio ( g...
10/04/2025

Finalmente è stato possibile fare la colorazione all' Abisso Mosè. Un ringraziamento a Pierpaolo, Lorenzo e Alessio ( gli " imbianchini" ). La colorazione è stata fatta al fondo del P120 (Aruspice) del ramo del ciclope ad una profondità di - 380m causa scarsità di acqua.

30/12/2024

Nuova uscita esplorativa all'abisso Mosè. Raggiunti circa i - 550 e continua alla grande! Allestiremo un campo interno perché è diventato impegnativo esplorare ed uscire in giornata. Nelle prossime uscite rilievo e foto dei nuovi ambienti. Chi volesse informazioni ci contatti in privato sulla pagina.

18/12/2024
Abisso Mosè P120 Pozzo Aruspice
27/10/2024

Abisso Mosè P120 Pozzo Aruspice

Gigi Casati alla sorgente Pollaccia in Alpi Apuane supportato anche da Dario Fochi e Sofia Oggioni del G.S.A.C. (Gruppo ...
27/10/2024

Gigi Casati alla sorgente Pollaccia in Alpi Apuane supportato anche da Dario Fochi e Sofia Oggioni del G.S.A.C. (Gruppo Speleologico Aria Continua)

10/07/2024

Anche se da molto tempo non pubblichiamo la nostra attività, l'attività non si ferma mai. Prossimamente nuove foto e tante novità!!

15/08/2023

Il 2022, come già gli anni precedenti, è stato caratterizzato da numerosi sopralluoghi presso varie cave in cui insistono ingressi di cavità presenti a Catasto, ma anche di cavità sconosciute. Ne viene riportato l’elenco, suddividendo gli interventi per cava interessata. Cava Rigo – Abisso T...

Eco disostruttore per speleologi.
17/03/2023

Eco disostruttore per speleologi.

20/04/2022

Questa è la risposta del G.S.A.C. ad un articolo apparso il 4 aprile 2022 sul sito del G.S.B-U.S.B e riguardante le vicende relative all'esplorazione dell'Abisso Mosè, da noi già ampiamente descritto in un articolo recentemente apparso sul numero 84 di “SPELEOLOGIA”.

Ci auguriamo che, leggendo queste righe, anche coloro che da esterni alla vicenda (e dopo aver sentito una sola campana) hanno fatto della facile ironia sulla nostra scarsa propensione a condividere con altri le nostre scoperte possano, se non altro, mettersi nei nostri panni e capire anche il nostro punto di vista su questa incresciosa vicenda.

Chi ha scoperto Mosè?

Nell’agosto del 2018 decidiamo di salire verso la cima dell’altissimo per una giornata di pieno relax.
Dopo un ora di sole decidiamo di inoltrarci nel faggeto per una battuta di zona, giusto “per non perdere il vizio”. Dopo pochi minuti ecco che troviamo una “ventaiola” che aspira molta aria.
Ci mettiamo subito all’opera, privi di attrezzi utili a parte il supporto in ferro di un vecchio isolatore della corrente trovato in una cava dismessa poco distante.
Tolto il primo strato di terra e radici sentiamo cadere alcuni sassi... subito dopo, eliminato un blocco più grosso, il terriccio rimanente viene letteralmente risucchiato nell'apertura appena formatasi...
Siamo stati testimoni del primo respiro di Mosè, che ci impegnerà per ben 4 weekend in duri scavi prima di poter finalmente accedere alla cavità vera e propria.


Come si è giunti alla situazione attuale?

Iniziamo col precisare che Dario per alcuni anni ha fatto parte del G.S.B. ma ad un certo punto, a causa del comportamento non proprio corretto nei suoi confronti da parte di alcuni membri del gruppo, ha preferito abbandonare il sodalizio.

In seguito, assieme a Marco e Alessandra, e grazie alla forte passione per la ricerca ed esplorazione di nuove cavità che li accomunava, si è deciso di fondare il G.S.A.C. (2017) al quale in seguito hanno aderito anche Gianluca e Mez.

Ma torniamo alla vicenda in questione...
Un giorno, uscendo da una delle prime esplorazioni in Mosè, ci imbattiamo lì vicino in alcuni elementi del G.S.B impegnati a ravanare in un vecchio scavo abbandonato da molti anni... guarda caso la settimana prima una “soffiata” li aveva informati della nostra scoperta...

Dopo esserci salutati e aver scambiato qualche battuta sul loro scavo (che non sembrava promettere grandi risultati) ci chiedono insistentemente di poter scendere con noi a vedere la grotta, perché sono molto curiosi riguardo a questa nostra nuova scoperta...
Dario a questo punto è titubante, e fa loro presente i problemi passati, che riguardavano proprio la paternità di alcune belle scoperte... alla fine decidiamo di comune accordo di mettere una pietra sopra al passato ed accettiamo la loro richiesta di farsi un “giro” con noi a Mosè, anche considerando il fatto che avevamo già permesso a componenti di altri gruppi di accompagnarci senza che sorgessero problemi di alcun genere.

Il "giro” viene effettuato la settimana seguente (5 componenti del G.S.A.C e 2 ospiti), poi si cena tutti insieme e si passa una bella serata. Durante la cena un elemento del GSB ci propone di tornare nuovamente in grotta con noi la settimana successiva, con del suo materiale personale, visto che le nostre corde erano oramai quasi esaurite e stavamo ancora risparmiando per acquistare l'ennesima bobina di corda per proseguire nelle esplorazioni. Noi, ingenuamente, accettiamo.

La settimana seguente, e precisamente il 12 settembre 2020, ci si ritrova quindi per la seconda uscita (5 componenti del G.S.A.C e 2 ospiti).
Dario non si sente molto bene (a causa delle recenti sedute di radioterapia...) e rimane fuori ad aspettarci. Quel giorno si punta direttamente ad un pozzo da noi precedentemente notato, utilizzando il materiale che avrebbe dovuto essere personale, ma... sorpresa! Risulta essere siglato GSB... e, dulcis in fundo, salta fuori anche un distox!

La cosa ci lascia estremamente perplessi, tanto quanto la giustificazione che ci viene propinata: il materiale è personale ma è stato marchiato GSB per errore... il distox è solo un favore che ci viene fatto per facilitare le operazioni di rilievo. Vabbè...

Quella sera, durante la cena, vengono nuovamente fatte notare queste incongruenze, ma l’ospite ribadisce candidamente che il materiale è personale e il rilievo fatto rimarrà a noi.
Il dubbio continua a roderci, perchè conosciamo i nostri polli, e così qualche giorno dopo andiamo a consultare il sito del G.S.B scoprendo con sgomento ben 2 articoli sull'esplorazione.
Nei suddetti articoli, noi veniamo descritti come portatori di sacchi e loro come gli scopritori della promettente prosecuzione...
La vecchia storia si ripete, ma stavolta decidiamo che non sarà Dario ad uscire dal gruppo, ma saranno gli ospiti a non essere più graditi nel corso delle future esplorazioni, e glielo facciamo sapere senza mezzi termini.

La situazione si evolve nei mesi successivi, sino ad arrivare all'articolo pubblicato il 4 aprile 2022 sul sito GSB-USB, un articolo che definire tendenzioso sarebbe un caritatevole eufemismo, ed al quale intendiamo qui di seguito rispondere punto per punto:


Nell'articolo si afferma che:

“Agli speleologi che hanno partecipato alle prime esplorazioni sono state imposte delle regole molto restrittive da parte degli scopritori (...) Accettando in prima battuta tutto ciò, nonostante in larga parte non condividessimo questo approccio alla speleologia, abbiamo pensato di poter dare una mano all’esplorazione e alla documentazione di una cavità che sembrava preannunciarsi fin da subito importante e complessa”

Le “regole” come voi le definite, per quanto “restrittive” e “non condivise” erano state appunto ACCETTATE... e le regole, signori miei, vanno rispettate, e non solamente “in prima battuta”. Sembra proprio che il vostro fervore quasi religioso di “dare una mano all'esplorazione e alla documentazione” (aiuto peraltro da noi MAI richiesto) vi abbia fatto dimenticare che la parola data va sempre e comunque rispettata, in particolar modo quando non ci sono firme e pezzi di carta a garantirla ma solamente la correttezza e la credibilità di chi si impegna verbalmente.

Tornando al vostro articolo, scrivete che:

Vengono organizzate dunque tre uscite congiunte tra GSAC ed altri speleo, tra cui alcuni di noi che – pur avendo partecipato a titolo individuale – fanno parte del GSB-USB”

Le uscite, come abbiamo visto, sono state due, e come già detto avevate accettato di partecipare come semplici ospiti... ribadire, a posteriori, che COMUNQUE si trattava di persone appartenenti al GSB-USB non cambia la sostanza... semmai conferma una certa dose di malafede che gli “ospiti” appartenenti ad altri gruppi non hanno mai condiviso.

Poi ammettete che:

“A seguito di un’incomprensione vengono pubblicati i resoconti delle attività da parte di alcuni partecipanti all’esplorazione sul sito del GSB-USB. Non avendo ricevuto un formale “via libera” da parte del GSAC sui suddetti contenuti, le relazioni vengono prontamente rimosse scusandoci di quanto accaduto, ma i rapporti si incrinano irrimediabilmente.”
E vi sembra strano? Le incomprensioni capitano, ci mancherebbe, e si possono facilmente perdonare... ma in questo caso le vostre intenzioni erano ben altre, e tutto ciò che è successo in seguito lo conferma.

Dalle doverose scuse passate immediatamente ad una sfilza di lamentele
(queste si ben più sincere...):

“Siamo amareggiati nel constatare che vi sia un privato cittadino, per giunta speleologo, che crede di avere il diritto e il potere di chiudere con un lucchetto personale l’ingresso di una cavità, per di più all’interno di un’area protetta. Riteniamo che queste pratiche non si addicano di certo a chi predica di “libertà” e “autonomia” nel mondo speleologico. (…) Il nostro interesse per le ricerche in questa cavità è fortemente motivato dal vicino Complesso di Monte Pelato, per la precisione l’Abisso Astrea, dove da decenni il nostro gruppo (insieme a tanti amici ed amiche di altre realtà speleologiche organizzate) porta avanti esplorazioni e documentazione all’insegna della condivisione dei dati e della trasversalità. In questa cavità, alcuni ambienti nei profondi Rami del Pacci sono risultati estremamente vicini all’Abisso Mosè.

E quindi, fateci capire bene il concetto: era così difficile lasciarci fare il nostro lavoro ed attendere che condividessimo i dati con voi? I vostri sacrosanti interessi esplorativi vi danno forse il diritto di gestire a vostro piacimento qualsiasi nuovo lavoro in zona, intromettendovi in maniera del tutto arbitraria nelle esplorazioni di un altro gruppo con le buone o, se necessario, magari con le cattive? E questa “zona”, sin dove arriverebbe, giusto per capirci?? Apuane? Toscana?? IL MONDO??? E' questo il vostro concetto di “libertà e autonomia”? Se è così, temo che non coincida con il nostro...

Con un'incredibile faccia tosta affermate che:

“A nulla è servito chiedere di poter andare a controllare ed eventualmente disarmare corde e attacchi personali utilizzati nell’esplorazione delle zone profonde della grotta. A nulla è servito illudersi di concordare una data per poi essere “lasciati a piedi” anche alla mattina stessa, dopo aver percorso ore e ore di auto. (…) A nulla è servito chiedere le giustificazioni del perché sia stato chiuso l’ingresso con catena e lucchetto. A nulla è servito attendere due anni di completa inattività, sperando che il tempo potesse sanare contrasti e incomprensioni. Ciò stante, in quanto proprietari di parte del materiale presente in grotta e avendo partecipato alle esplorazioni, abbiamo deciso di entrare lo stesso by-passando la chiusura, nell’ottica di verificare unicamente la possibilità di giunzione con l’Abisso Astrea, e lasciando intoccati altri rami sui quali voleva operare il GSAC.”
Nella grotta sono presenti quindici corde, tutte appartenenti al G.S.A.C... al di fuori di queste ci risultano solo le 2 famose corde che avrebbero dovuto essere personali e non lo erano: unico nostro errore NON AVERLE RIMOSSE IMMEDIATAMENTE una volta capite le vostre intenzioni... ed eravate così in pensiero per la loro sorte che avete pensato bene di scendere a “controllarle” stracarichi di altri materiali, portando avanti a nostra insaputa l'esplorazione sino a -510... e tutto questo “bypassando” come voi asserite senza problemi l'invalicabile catena all'ingresso che tanto vi ha inorridito e che, come si è visto, aveva un valore puramente simbolico...
Non ci avete mai chiesto il motivo della presenza della catena all'ingresso, ed è normale visto che sapevate già tutto, i motivi e persino i dettagli...
Le due persone “lasciate a piedi” sanno benissimo che il vero problema era stata la chiusura della strada a causa di una frana, che ci aveva costretti a compiere una lunga deviazione arrivando in forte ritardo, e si sono ben guardate dal farsi coinvolgere nelle vostre menzogne firmando l'articolo.

Vi lamentate dei due anni di inattività, ovvero i due anni di pandemia con relativi lockdown: ma quelli ci sono stati per tutti... La nostra inattività ufficiale e non dovuta alla pandemia è stata di 6 mesi, e per motivi ben più personali e gravi: come ben sapete, due dei nostri componenti si sono ammalati di Covid e nella famiglia di uno di essi c'è purtroppo anche stato un decesso... Eravate inoltre perfettamente a conoscenza della br**ta malattia con la quale stava combattendo Dario (ricordate quando è rimasto all'esterno?), dei cicli di radioterapia e del fatto che successivamente anche sua madre si era gravemente ammalata costringendolo, nonostante le proprie condizioni, a farle da badante, una situazione non semplice che perdura ancora oggi. Questo non vi ha impedito, da persone oneste e trasparenti quali siete, di approfittare della situazione per portare avanti le VOSTRE esplorazioni nella NOSTRA esplorazione...
Eh, si perchè:
“La complessità e l’importanza della grotta sono sempre più palesi ai nostri occhi e crediamo non possa rimanere il “cortile di casa” esclusivo di qualcuno. (…) Da qui vogliamo ripartire, in maniera trasparente e onesta, perché continuare così non giova a nessuno, in primo luogo alla conoscenza di questo sistema carsico. Riteniamo sia inaccettabile che una catena e un lucchetto impongano a chi ha partecipato (e a chi vorrà partecipare) all’esplorazione della grotta di doversi intrufolare come un ladro anche semplicemente per controllare il proprio materiale. (…) Da parte nostra, non sussiste e non sussisterà mai alcun tipo di divieto e preclusione a partecipare, nell’ottica di incentivare la collaborazione, la trasversalità e la condivisione dei dati. Noi non vogliamo più nasconderci, tantomeno accettare clausole esclusive. Da qui ripartiamo con le attività esplorative e lo faremo sempre alla luce del sole.”
La purezza dei vostri intenti straripa da ogni riga, e chiunque stia leggendo se ne è già fatta un'idea abbastanza chiara.. La questione, vedete, è che vi sfugge un concetto molto semplice: la collaborazione tra gruppi e la condivisione delle esplorazioni è sicuramente cosa buona e giustissima, ma essa non può e non deve MAI essere IMPOSTA, perchè i diritti di ognuno, in una società civile, terminano dove iniziano quelli degli altri... Qui non si parla di “proprietà”di una grotta, ma di paternità della scoperta e del sacrosanto diritto di poter portare avanti le proprie esplorazioni al riparo da ingerenze esterne... L'unico modo di essere “trasparenti ed onesti”, a nostro modesto parere, è quello di limitarsi ad esplorare le grotte frutto dei propri sforzi, e non di quelli altrui...
Chi cerca ed esplora nuove grotte, è perfettamente consapevole del tempo, dei rischi e della fatica che questa attività gli verrà a costare... sa benissimo che per tutto ciò non verrà ripagato in denaro, anzi ne spenderà parecchio in materiali e benzina... Eppure persevera nella sua follia spinto costantemente da quel quel desiderio innato di conoscenza che da tempo immemorabile distingue (quasi sempre) l'uomo dagli animali... Chi esplora grotte nuove sa che sono quei pochi preziosi momenti in cui si varca la soglia dell'ignoto a ripagarci ampiamente di ogni sforzo... eppure a volte questo non succede, perchè qualcuno più forte e privo di scrupoli ci deruba di quella meritata soddisfazione... A volte, un piccolo sodalizio viene sopraffatto dalla forza e dalla prepotenza di un grande gruppo nazionale dotato di mezzi materiali e finanziari ma anche di risorse umane nemmeno lontanamente paragonabili.

Il 13 aprile del 2022, proprio mentre terminavamo di scrivere questo testo, Dario ha infatti ricevuto dal GSB un'amichevole mail il cui testo riproduciamo integralmente qui di seguito:
“Ciao,
nelle prossime uscite cambieremo corde e attacchi alla Mosè (nella parte storica), immaginiamo che tu non abbia piacere che il vostro materiale, presente in loco, sia utilizzato da terzi e nel giro di due o tre uscite lo raduneremo alla base del primo pozzetto, ti teniamo informato.
Su tutto il nuovo materiale, ovviamente, ci potrai salire e scendere, quando lo riterrai più opportuno e con chi vuoi/volete.
Per il Ciclope indicaci tù se ritieni di lasciare tutto in essere con il tuo materiale oppure nò, e se ritieni di tornarci a breve, noi proseguiremo ad esplorare quanto fino ad oggi incontrato e non ci sono controindicazioni di sorta a fare uscite congiunte.
Michele Castrovilli”

Eccoci quindi di fronte all'ultimo atto di questa ignobile farsa...
Caro Michele, è commovente da parte tua concederci benignamente tutte queste agevolazioni, persino il disarmo gratuito dei nostri materiali!
Purtroppo, sappi che le abbondanti spennellate di altruismo date qua e là non riescono minimamente a nascondere a nessuno che lo legga il vero senso di questo messaggio.
Vedi, durante tutta questa tristissima vicenda ci siamo spesso domandati se qualcuno di quelli di voi coinvolti (e ci auguriamo sinceramente che si tratti solo di una piccola parte dei componenti del G.S.B) si fosse almeno un po' vergognato di quello che stavate facendo: ora, grazie alle tue parole, abbiamo capito che, semplicemente, non ne siete capaci. E ne prendiamo atto.
Se “la complessità e l'importanza di una grotta” sono motivo sufficiente per invadere il “cortile di casa” di un qualsiasi gruppo speleo, a prescindere da quanti sforzi e sacrifici sia costato quel risultato ai diretti interessati, allora ATTENTI colleghi speleologi italiani! ...le prossime vittime di questo deplorevole modo di comportarsi potreste essere proprio VOI.

“Le grotte sono vuoti delle montagne scavate dall’acqua, ma ci sono anche uomini vuoti dentro scavati dall’invidia e dalla gelosia”…
(cit. Dario Fochi)

Indirizzo

Massa
54100

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