04/05/2026
🪝La Misura
Nello Hatha Yoga Pradipika, uno dei testi fondmentali dello Hatha Yoga, si dice che lo Yoga viene distrutto e indebolito da diversi fattori, di cui parleremo nei prossimi post.
Uno di questi fattori, magari un po' controintuitivo, è "Prayasa", lo sforzo eccessivo, non misurato, che invece di sostenere la pratica, la consuma subito.
😴Spesso pensiamo che sia la pigrizia ad indebolire la pratica, e in parte certo lo è, ma lo è a volte anche il suo opposto, cioè l'eccesso, quella spinta iniziale che vuole tutto e subito.
🏃🏼♀️Risultati visibili, trasformazione rapida, e la fantomatica pace mentale e "benessere" che sembra la vera promessa che avvicina le persone allo Yoga.
Non che lo Yoga non porti benessere, ma la pratica ci chiede qualcosa di più profondo e all'inizio spesso si trova tutt'altro che benessere: il corpo magari è rigido e fa male, la mente non trova quiete, si fatica a respirare e ad entrare nel metodo, si percepisce frustrazione e inadeguatezza.
Se all’inizio è facile scambiare prayasa per "motivazione", accade invece che quando forziamo consumiamo tutto troppo in fretta, bruciamo in una fiammata ciò che ci serve invece a strutturare un ritmo che possa essere assimilato, sostenuto, rielaborato in tutti gli strati del nostro essere.
Fagocitiamo tutto, ancora una volta, nella fretta di....
La costanza, invece, non nasce dall’intensità, ma dalla misura.
Dal ripetere, anche nei giorni in cui non siamo al massimo ed è davvero uno sforzo stendere il tappetino.
Non serve accelerare. È così che la pratica smette di essere uno sforzo e diventa un ritmo.
Non serve forzare. È nella misura che la pratica prende radice.
Non serve spingere. È nella costanza che qualcosa cambia davvero.