SomaSophia - Studio Danza e Yoga

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21/06/2026

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20/05/2026

Semi🌱
Yoga🧶
Sangha💚

Lo Yoga è tempo restituito.È tempo moltiplicato.
08/05/2026

Lo Yoga è tempo restituito.
È tempo moltiplicato.

Ogni giorno qui…Sul tappetino si costruisce consapevolezza, si educa il respiro, si trasforma lo sforzo in presenza🧘🏼‍♀️...
06/05/2026

Ogni giorno qui…
Sul tappetino si costruisce consapevolezza, si educa il respiro, si trasforma lo sforzo in presenza🧘🏼‍♀️

🪝La MisuraNello Hatha Yoga Pradipika, uno dei testi fondmentali dello Hatha Yoga, si dice che lo Yoga viene distrutto e ...
04/05/2026

🪝La Misura

Nello Hatha Yoga Pradipika, uno dei testi fondmentali dello Hatha Yoga, si dice che lo Yoga viene distrutto e indebolito da diversi fattori, di cui parleremo nei prossimi post.
Uno di questi fattori, magari un po' controintuitivo, è "Prayasa", lo sforzo eccessivo, non misurato, che invece di sostenere la pratica, la consuma subito.

😴Spesso pensiamo che sia la pigrizia ad indebolire la pratica, e in parte certo lo è, ma lo è a volte anche il suo opposto, cioè l'eccesso, quella spinta iniziale che vuole tutto e subito.

🏃🏼‍♀️Risultati visibili, trasformazione rapida, e la fantomatica pace mentale e "benessere" che sembra la vera promessa che avvicina le persone allo Yoga.
Non che lo Yoga non porti benessere, ma la pratica ci chiede qualcosa di più profondo e all'inizio spesso si trova tutt'altro che benessere: il corpo magari è rigido e fa male, la mente non trova quiete, si fatica a respirare e ad entrare nel metodo, si percepisce frustrazione e inadeguatezza.
Se all’inizio è facile scambiare prayasa per "motivazione", accade invece che quando forziamo consumiamo tutto troppo in fretta, bruciamo in una fiammata ciò che ci serve invece a strutturare un ritmo che possa essere assimilato, sostenuto, rielaborato in tutti gli strati del nostro essere.
Fagocitiamo tutto, ancora una volta, nella fretta di....

La costanza, invece, non nasce dall’intensità, ma dalla misura.
Dal ripetere, anche nei giorni in cui non siamo al massimo ed è davvero uno sforzo stendere il tappetino.

Non serve accelerare. È così che la pratica smette di essere uno sforzo e diventa un ritmo.
Non serve forzare. È nella misura che la pratica prende radice.
Non serve spingere. È nella costanza che qualcosa cambia davvero.

Il corpo non mente… e i piedi raccontano molto di noi: l’arte di osservare 🤓Guardate queste due foto, scattate a fine le...
22/04/2026

Il corpo non mente… e i piedi raccontano molto di noi: l’arte di osservare 🤓

Guardate queste due foto, scattate a fine lezione in Shavasana, il momento del rilassamento.

Cosa ci dicono questi piedi?

Non possiamo non notare la differenza nel loro appoggio: una persona ha i piedi molto ruotati verso l’esterno, l’altra li tiene quasi dritti verso l’alto.
E quindi?
Quindi ogni corpo ha la sua storia: la sua struttura ossea, la sua flessibilità, le sue rigidità.
Non esiste una “postura perfetta” universale, esiste solo la postura giusta per quel corpo, in quel momento.

🧘‍♂️ L’allievo non è un’estensione dell’insegnante.
Come insegnanti, il rischio più grande è proiettare il nostro sentire o il nostro modo di muoverci sugli altri.
Il nostro compito è prima di tutto osservare, con umiltà. Imparare a vedere davvero i corpi dei nostri allievi.
Adattare, non forzare.
La pratica deve modellarsi sulla persona, mai il contrario.
Riconoscere l’unicità di ogni corpo, di ogni storia: ogni corpo è un tempio con un’architettura diversa.

Insegnare yoga significa anche questo: smettere di guardare come una posizione dovrebbe essere, e iniziare a guardare chi abbiamo davanti.
Solo così la pratica diventa uno strumento di cura, e non di performance.

Ognuno ha un modo unico di stare nel mondo.
Onoriamolo. Rispettiamolo☘️

20/04/2026

☘️La pratica è riconciliazione.

È Abhyasa, costanza: la dedizione di chi sa che ogni respiro è un filo che ricuce l’anima alla carne.

Non hai bisogno di capire tutto, ma di tornare a sentire.
Non hai bisogno di fermare i pensieri, ma di coltivare una presenza così accogliente e vasta che la mente, da sola, si quieta.

Sarà un silenzio breve, a volte.
La tempesta dei pensieri tornerà.

Ed è qui che la pratica si completa.

Perché alla costanza si affianca Vairagya, il non attaccamento: la disponibilità a restare senza pretendere un risultato, senza inseguire un’esperienza, senza dire “voglio ottenere questo”. "Faccio Yoga perchè voglio essere più flessibile, più forte, più rilassato, più centrato.....", sono solo parole, declinazioni del proprio Ego.
Torni, pratichi, respiri. Fine.
E lasci andare tutti i tuoi progetti su di te, le tue aspettative.

Così scopri che la pratica non ti porta dove avevi immaginato, ma dove hai bisogno di essere.
Magari non ottieni nulla di ciò che cercavi.
Ma incontri esattamente ciò che ti serve in quel momento.
Che sia luce o resistenza, apertura o fatica, non importa.
È lì che la costanza si radica ed è lì che il non attaccamento diventa LIBERTÀ🪶

La pratica non promette risultati.
Insegna a restare.
E, restando, a vedere.

🌱La nostra più giovane praticante🌸🌸🌸Halasana, la posizione dell'Aratro.In sanscrito, Hala è l'aratro.In Halasana il corp...
08/04/2026

🌱La nostra più giovane praticante🌸🌸🌸

Halasana, la posizione dell'Aratro.

In sanscrito, Hala è l'aratro.
In Halasana il corpo stesso diventa lo strumento che "scava" nel terreno per preparare la mente ad entrare sempre più in profondità nella Coscienza. È considerata infatti una posizione di grande introspezione.

🌀​A livello fisiologico, Jalandhara Bandha (cioè la chiusura del mento contro lo sterno) che si crea in Halasana è tra i più potenti e crea un massaggio meccanico intenso alla ghiandola tiroidea. Quando si esce dalla posizione, c'è una sorta di "effetto diga": il sangue fresco inonda la ghiandola, stimolando il metabolismo in un modo che poche altre posizioni riescono a replicare.

​Ma la vera "prova" in Halasana non è, come spesso si pensa, toccare terra con i piedi, ma piuttosto RESPIRARE, poiché l'addome è compresso e si è costretti a usare la respirazione toracica alta e posteriore.
​Mantenere un respiro calmo ci fa letteralmente riprogrammare il sistema nervoso, educandoci a restare lucidi....anche sotto pressione.

Halasana è chiaramente una posizione che allunga profondamente l'intera catena posteriore, dai talloni fino alla base del cranio.
​Attenzione però, perchè la spinta non deve mai gravare sulle vertebre cervicali, e il peso deve stare sulle spalle.

Indirizzo

Viale Roma 151
Massa
54100

Telefono

+393207520125

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