30/11/2021
Ciao a tutti.
Rispondo alla domanda che uno uno di voi mi ha fatto ieri sera durante la lezione con il bokken (e vi ricordo che domani sera useremo il BO), ovvero "le armi fanno parte del programma di esame di una cintura nera?"
La risposta è no.
Il karate, nonostante si dica che esiste da millenni, così come lo conosciamo noi esiste da circa 80 anni.
Per quanto riguarda il nostro stile prevalente, la codifica viene dagli anni 40-50. Ma la parola stessa KARATE esiste solamente dal 1936.
In quell'anno ci fu una riunione di molti grandi maestri di Okinawa e parlando di come diffondere soprattutto in giappone questa disciplina, chiamata fino ad allora TOUDI, che significa "mano cinese", si resero conto che questa parola "cinese" era un ostacolo per essere graditi dal popolo giapponese.
Quindi sono stati cambiati gli ideogrammi, e si sono inventati la parola KARATE (mano vuota).
Ora, questo concetto di mano vuota è stato completamente travisato, soprattutto in occidente.
Per noi, se la mano è vuota, significa semplicemente che non ha niente in mano, e quindi non ha armi.
Ma non è corretto. Se la mano è vuota, nell'accezione orientale, significa che non ha limiti, non è intrisa di paletti e di strutture rigide.
Quindi io praticante posso combattere senza niente.
Se trovo in terra un sasso, uso il sasso.
Se trovo un bastone, uso il bastone.
Se trovo una katana, uso la katana.
E così via con la lancia, con il nunchaku, con il coltello da cucina ecc.
La mano è vuota nel senso che è libera di adattarsi a qualsiasi cosa.
E' vuota di limiti.
E questo concetto è stato travisato pure dai giapponesi, perché quando sono venuti in Europa e in Italia, non hanno insegnato il karate con le armi, ma hanno insegnato il karate con la mano nuda.
E adesso il karate è "la via della mano nuda" e non sono previste armi.
Ci sono in giro insegnanti che dicono "ok, adesso pratichiamo un po' di kobudo (studio delle armi) e dopo "torniamo" a fare karate.
Oppure "facciamo un po' di bojutsu (tecnica del bastone) per integrare il nostro karate.
Ma in realtà è già tutto dentro al karate. Solo che non essendo stato compreso questo concetto, è stato tagliato un pezzo di questa disciplina che è rimasto a Okinawa, e che io e Sergio stiamo tentando di reinserire.
Andrea
Traduzione dal giapponese all’inglese di Patrick & Yuriko McCarthy Traduzione dall’inglese di Marco Forti Il testo è coperto da copyright internazionale e non può essere riprodotto o trasmesso senza l’autorizzazione scritta dell’IRKRS o di Patrick McCarthy