24/05/2026
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„Ein Tourismus, der seine eigenen Grenzen nicht zu steuern weiß, ist wie schlecht gemachter Wein: Anfangs macht er beschwingt, doch danach hinterlässt er Kopfschmerzen. Man muss wieder lernen, dem Sinn für Maß und Grenze Wert beizumessen und sich an die bescheidenen bäuerlichen Ursprünge dieser Gebiete zu erinnern – im Respekt vor der Geschichte und der harmonischen Beziehung zur Erde; notwendige Voraussetzungen für den Erfolg jedes Gebietes, das dank seines natürlichen und kulturellen Erbes gedeiht.
Denn genau das ist der Punkt: Ein Dorf ohne Laden, ohne Bäckerei, ohne Osteria, ohne Pfarrei ist nur eine Postkarte. Schön, ja. Aber leer. Genauso ist eine Landschaft monoton, in der es keine andere Form von Vielfalt außer dem Weinbau gibt. Heute spricht man viel von „nachhaltigem Tourismus“, doch allzu oft ist das nur ein Schlagwort. Nachhaltigkeit bedeutet, dass Tourismus guttun muss – und nicht nur Geld bringen darf. Er muss mehr hinterlassen, als er nimmt.
Damit das gelingt, muss eines der prägenden Elemente darin bestehen, dafür zu sorgen, dass die Menschen, die in diesem Gebiet leben, glücklich sind. Ich entdecke einen Ort deshalb gerne, weil dort Menschen lächeln, weil es eine lebendige Gemeinschaft gibt, offen für Gastfreundschaft, die noch erzählen kann, wie Gebäude entstanden sind und welche Lebensgeschichten sie beherbergt haben; warum diese Trockenmauer genau dort steht und weshalb bestimmte Sorten angebaut werden und andere nicht. Ich habe ausdrücklich die Langhe erwähnt, doch diese Überlegungen lassen sich auf viele andere Regionen unseres schönen Landes übertragen. Wir müssen uns dafür einsetzen, dass Orte nicht nur für die Touristen schön und einladend sind, die sie bewundern, sondern auch für die Menschen, die dort leben.“
– Carlo Petrini
Im Alter von 76 Jahren ist Carlo Petrini, der Gründer von Slow Food, verstorben. Sein größtes kulturelles Vermächtnis zeigt sich vielleicht in der Einladung, Maßlosigkeit zu vermeiden und unser Handeln an unseren tatsächlichen Bedürfnissen auszurichten – an einem revolutionären Gleichgewicht.
"Un turismo che non sa governare i suoi limiti è come il vino mal fatto: ti fa sentire brillo all’inizio, ma poi ti lascia il mal di testa. Bisogna tornare a dare valore al senso del limite e ricordarsi delle umili origini contadine di questi territori nel rispetto della storia e della relazione armoniosa con la Terra; precondizioni necessarie per il successo di qualsiasi territorio che prospera in virtù del patrimonio naturale e culturale in esso presente.
Perché il punto è questo: un borgo senza bottega, senza forno, senza osteria, senza parrocchia, è solo una cartolina. Bella, sì. Ma vuota. Così come un paesaggio in cui non esiste altra forma di diversità al di fuori della vite è monotono. Oggi si parla tanto di "turismo sostenibile", ma troppe volte è solo uno slogan. Sostenibilità vuol dire che il turismo deve far bene, e non solo far soldi. Deve lasciare più di quello che prende.
Affinché ciò avvenga uno degli elementi distintivi deve essere quello di operare per far sì che gli abitanti del territorio siano felici. Io vado alla scoperta di un luogo perché c’è gente che sorride, c’è una comunità viva e aperta all’accoglienza, che sa ancora raccontare la genesi degli edifici e delle storie di vita che hanno ospitato, del perché quel muretto a secco è lì, e del perché si coltivano alcune varietà specifiche e altre no. Ho fatto il riferimento specifico alle Langhe, ma questo discorso si può trasporre a molte altre aree del nostro Belpaese. Dobbiamo impegnarci affinché i luoghi non siano solo belli e accoglienti per i turisti che li ammirano, ma anche per i cittadini che li vivono".
- CARLO PETRINI
All'età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. La sua più grande eredità culturale si manifesta forse nell'invito a rifuggire gli eccessi per calibrare le azioni sulle nostre effettive esigenze; su un rivoluzionario equilibrio. Ne abbiamo parlato su L'Altramontagna, qui: https://shorturl.at/vpRVO