Star Cycling Lab

Star Cycling Lab Allenamenti mirati, personalizzati e sempre supportati da un continuo scambio di feedback tra Atleta!

Ninni: Atleta, Tecnico Federale, Fondatore di “Star Cycling Lab” e padre del Parco Ciclistico Ericino. Nasce a Reggio Emilia nel 1985, ma ben presto torna a vivere in Sicilia, nel territorio Marsalese , città natale dei suoi genitori. Vive nella città Lylibetana e fa sede a Trapani per completare gli studi nel settore turistico con la qualifica di Operatore e Tecnico dei servizi turistici.
È lo sport, in particolare il ciclismo, a tracciare la storia di Ninni. In bicicletta da giovanissimo alterna trasferte, gare e allenamenti alla scuola prima e al lavoro nell’ambito turistico e commerciale poi. Dal 2009 al 2012 corre con i colori dell Asd Erice Bike Team sotto la guida di Peppe Asta, poi passa al Marsala team 2012 per una stagione nel 2013 e inizia a raccogliere i primi successi, nel 2014 passa alla Lombardo Corse, ma non si rivela una stagione fortunata e nel 2015 fa esperienza a carattere nazionale correndo per la squadra Pavese Asd Team Elia. Torna al Marsala Team 2012 con i gradi di Capitano nell’anno 2016 e ci rimane fino al 2020, raggiungendo i massimi risultati fra cui la vittoria della Coppa Sicilia, nel 2021 si accasa nel Team di proprietà Star Cycling Lab. Nel 2017 inizia la sua carriera da Tecnico e Preparatore per il ciclismo. per i due anni successivi diventa Direttore Sportivo della squadra della sua città, l’Associazione Sportiva “Marsala Team 2012” con la quale vince la Coppa Sicilia a squadre 2019 e con la quale si laurea Campione regionale. L’anno del 2020 è un’evoluzione, la pandemia fa nascere in lui la missione/vocazione di operare come Personal Coach. Da lì fonda il laboratorio di preparazione atletica e scouting SCL cui si avvicinano alcuni fra i migliori atleti e triatleti del panorama regionale. L’evoluzione di quell’anno consiste anche nell’avvio contemporaneo della scuola di ciclismo per le categorie Giovanissimi e l’avviamento di una squadra Esordienti.

“Sii educato, sii rispettoso, sii professionale. Ma abbi sempre un piano per batterli tutti.” 🚴‍♂️⚡Nel ciclismo non serv...
12/09/2026

“Sii educato, sii rispettoso, sii professionale. Ma abbi sempre un piano per batterli tutti.” 🚴‍♂️⚡
Nel ciclismo non serve fare la voce grossa in griglia di partenza o sbandierare watt sui social. Il vero rispetto per gli avversari e per questo sport si dimostra con l'educazione, l'umiltà e l'etica del lavoro.

Ma quando si abbassa la bandierina e si entra nella bagarre, la musica cambia.
Avere "un piano" non significa sperare che la gamba giri:

🎯 Significa metodo: conoscere il proprio motore, i propri numeri e i propri limiti prima ancora di attaccare il numero sulla schiena.

🎯 Significa tattica: saper leggere la corsa, risparmiare ogni singolo joule quando gli altri sprecano e farsi trovare esattamente dove serve quando la corsa esplode.

🎯 Significa determinazione: non lasciare nulla al caso, dall'alimentazione all'ultimo dettaglio del riscaldamento.

Fuori dalla corsa siamo colleghi, appassionati, professionisti corretti.
Dentro la corsa siamo atleti con una strategia precisa, pronti a cogliere l'attimo senza fare sconti a nessuno.

L'umiltà ti porta alla partenza.

La disciplina e la strategia ti portano al traguardo. 🏁

“Sì, va forte, ma dopo qualche ora si spegne.” Quante volte lo abbiamo sentito (o vissuto)? 🧠⚡​Nel ciclismo e negli spor...
11/09/2026

“Sì, va forte, ma dopo qualche ora si spegne.” Quante volte lo abbiamo sentito (o vissuto)? 🧠⚡

​Nel ciclismo e negli sport di endurance tendiamo a misurare tutto con i soliti parametri: VO₂max, FTP, watt/kg, watt alle soglie. Eppure, la prestazione nelle gare lunghe dipende da una vera e propria “quarta dimensione”: la Durability (la capacità di resistere al calo prestativo nel tempo).

​Spesso pensiamo che la colpa del calo sia solo metabolica:

❌ "Ho finito i carboidrati"

❌ "Le gambe sono piene di tossine / affaticate a livello muscolare"

​Ma la realtà è molto più complessa. Oggi che gli atleti assumono regolarmente 90-120 g/h di carboidrati scongiurando la deplezione di glicogeno, il collo di bottiglia si sposta altrove: nel Sistema Nervoso Centrale.

Uno studio seminale (Davies & Thompson) ha fatto correre atleti per 4 ore in Zona 2, misurando la forza del quadricipite prima e dopo in due modi:

​Contrazione volontaria (attivata dal cervello)

​Elettrostimolazione (bypassando il cervello, stimolando direttamente il muscolo)

​Il risultato?

👉 La forza evocata elettricamente è rimasta invariata: il muscolo, a livello periferico, aveva ancora tutta la capacità di contrarsi!

👉 La forza volontaria, invece, è crollata del 25%.

​Tradotto: non erano i muscoli a essersi spenti, era il cervello (e midollo spinale) che non riusciva più a reclutare efficacemente le fibre muscolari.

​💡 Cosa significa per l'allenamento?

Non basta allenare il motore metabolico; dobbiamo allenare la resistenza del sistema nervoso alla fatica:

​Nutrizione & Integrazione: La caffeina, ad esempio, agisce proprio a livello centrale riducendo la percezione dello sforzo e sostenendo il drive neurale.

​Lavori specifici a fine lungo: Inserire variazioni o richiami di intensità dopo diverse ore di Z2 per abituare il SNC a reclutare unità motorie ad alta soglia in condizioni di fatica.

​Allenamento della forza: Creare riserve neurali e una coordinazione intramuscolare più efficiente e resistente.

​La fatica non è solo nei muscoli: gran parte della partita si gioca nei comandi che partono dalla testa.

​Tu come alleni la tua durability nelle lunghe distanze? 👇

​ sport

È facile parlare dal divano, guardando i watt degli altri o criticando un piazzamento mancato. Ma l'onore spetta a chi s...
07/09/2026

È facile parlare dal divano, guardando i watt degli altri o criticando un piazzamento mancato. Ma l'onore spetta a chi sale in sella e accetta la sfida.

​L’onore appartiene all’atleta che è dentro l’arena: quello con la polvere sulle gambe, il sale del sudore negli occhi, il cuore a tutta sull'ultima salita. Chi prova, sbaglia, va fuori soglia, impara e si rialza.

​Nel ciclismo e nello sport non esiste crescita senza fatica, senza errori e senza tentativi andati a vuoto. Chi ottiene risultati veri non è chi non cade mai, ma chi ha il coraggio di osare, mettersi in gioco e farsi guidare dal metodo invece che dalla paura.

​Il nostro posto non sarà mai tra chi resta a guardare. Noi scegliamo di stare nell'arena, ogni singolo giorno, a fianco di chi pedala sul serio.

​Tu da che parte scegli di stare: tra i critici a bordo strada o nell'arena? 💥

​Se sei pronto a fare sul serio con il tuo percorso, scrivici in DM.

06/09/2026

A parità di motore (VO₂max), a vincere è chi spreca meno energia. Si chiama efficienza metabolica: trasformare joule in watt invece che in calore.

Uno studio chiave (Leirdal & Ettema, 2011) ha dimostrato che il 56% delle differenze di efficienza tra ciclisti dipende dalla gestione dei punti morti (superiore e inferiore):

Pedalata a scatti: micro-frenate e ripartenze a ogni giro di pedale, picchi di carico localizzati e watt dispersi.

Pedalata uniforme: forza continua sui 360°, meno dispersioni meccaniche e lavoro distribuito su più distretti muscolari.

Come si allena questa coordinazione neuromuscolare? Con la variabilità di cadenza per forzare l'apprendimento motorio:

Esempio pratico: blocchi da 10–15 min alternando 2 min di forza a 50–60 rpm (lavoro sul PMS) e 2–3 min agili a 90–110 rpm (fluidità e decontrazione).

Pedalare "rotondo" non è estetica: è il modo più economico per esprimere gli stessi watt consumando meno glicogeno.

05/09/2026

Spesso si investe sul componente più leggero, sulle ruote ad alto profilo o sull'ultimo misuratore di potenza, dimenticando il fattore che determina davvero la resa: il modo in cui il corpo si interfaccia con la bici.

La posizione in sella non è un semplice dettaglio di comodità, ma il punto d'incontro tra biomeccanica, fisiologia e prestazione.

Un corretto allineamento di anche, ginocchia e caviglie ottimizza il reclutamento muscolare, riducendo le dispersioni energetiche e massimizzando i watt scaricati sui pedali.

Formicolii alle mani, dolori lombari, cervicalgie o infiammazioni tendinee non sono "effetti collaterali inevitabili del ciclismo", ma chiari segnali di un assetto errato.

Una posizione esasperata e aggressiva non serve se costringe ad alzarsi sui freni dopo 40 minuti per il dolore. Il miglior assetto aerodinamico è quello che l'atleta riesce a mantenere in modo continuo ed efficiente per tutta la durata della prova.

La bici deve adattarsi alle caratteristiche antropometriche e alla mobilità articolare del ciclista, mai il contrario.

Curare l'assetto biomeccanico è il primo, vero upgrade per pedalare più a lungo, più forte e senza fastidi.

Solo il 18–25% dell’energia che produci sui pedali diventa lavoro meccanico: il restante 75–82% si trasforma in puro cal...
04/09/2026

Solo il 18–25% dell’energia che produci sui pedali diventa lavoro meccanico: il restante 75–82% si trasforma in puro calore.

​Quando la temperatura esterna supera i 25–30°C, la dissipazione termica fallisce e subentra il Modello Termoregolatorio, il sesto pilastro che spiega la fatica nell'endurance.

​Oltre i 35°C, la potenza media erogabile può crollare tra il 9% e il 18%. Ma cosa succede davvero nel corpo?

​🧠 I 3 Meccanismi della Fatica da Calore

​Freno Centrale (SNC): Verso i 39,5–40°C interni, il cervello riduce inconsciamente il reclutamento muscolare per proteggere gli organi vitali dal surriscaldamento.

​Conflitto Cardiovascolare & Deriva: Il corpo dirotta sangue dai muscoli verso la cute per sudare. Risultato? Meno ossigeno ai muscoli, calo del volume plasmatico, frequenza cardiaca che sale e gittata sistolica che scende.

​Consumo Accelerato di Glicogeno: Al caldo l’organismo brucia molti più carboidrati e meno grassi, svuotando precocemente i serbatoi energetici.

​🛠️ 4 Strategie Pratiche per Ba***re il Calore

​Pre-cooling & Per-cooling: Gilet refrigeranti (ice-vest) o granite (ice slurry). Usare un gilet refrigerante per 30 minuti nel riscaldamento può migliorare la performance a cronometro fino al +6% a 35°C.

​Acclimatazione attiva: 10–14 giorni di esposizione mirata aumentano il volume plasmatico, anticipano l'inizio della sudorazione e riducono le perdite di sodio.

​Taurina: ~50 mg/kg (circa 3–4 g per 70 kg) assunti 1–2 ore prima dello sforzo aumentano il tasso di sudorazione e possono abbassare la temperatura interna di 0,3–0,4°C nei non acclimatati.

​Mentolo: Risciacqui orali con soluzione allo 0,01% di L-mentolo (20–25 mL per 5–10 secondi, ogni 10–20 min) stimolano i recettori del freddo, abbattendo la percezione dello stress termico.

​Regola d'oro del coach: Il corpo umano funziona come un sistema integrato. Raffreddare il busto con un ice-vest aiuta la termoregolazione, ma ghiacciare le gambe compromette la funzione neuromuscolare. La vera ottimizzazione sta sempre nell'equilibrio tra i sistemi, mai nell'isolare una singola variabile.

​Salva il post per le tue gare estive e facci sapere nei commenti come gestisci il caldo in sella! 👇

Il Danno Muscolare nel Ciclismo e la Durability​Spesso pensiamo che la fatica nel ciclismo sia solo una questione di aci...
03/09/2026

Il Danno Muscolare nel Ciclismo e la Durability

​Spesso pensiamo che la fatica nel ciclismo sia solo una questione di acido lattico, cuore al massimo o serbatoi di glicogeno vuoti.

​Ma c'è un elemento silenzioso e puramente meccanico che spesso decide le gare dopo 3, 4 o 5 ore di sella: il Modello del Trauma/Danno Muscolare (EIMD).

​💥 Cosa succede davvero ai tuoi muscoli?

​Anche se la pedalata è un gesto prevalentemente concentrico (a differenza della corsa), le ore accumulate ad alta intensità generano uno stress meccanico continuo.

​Microlesioni al sarcolemma e disorganizzazione delle fibre causano il rilascio nel sangue di enzimi intracellulari come Creatina Chinasi (CK), AST e Mioglobina.

​Questo danno strutturale accende la fatica attraverso 3 vie:

​Inibizione neurale da dolore: i nocicettori inviano segnali al SNC, che riduce il "drive" neurale (meno fibre reclutate).

​Alterazione ionica: la membrana lesionata perde i gradienti di Sodio (Na^+) e Potassio (K^+), riducendo l'eccitabilità muscolare.

​Disordine metabolico: la fibra compromessa perde efficienza nella rigenerazione dell'energia.

​📊 L’impatto sulla Durability

​Negli sforzi brevi (

"L'ATLETA NON VINCE CON I NUMERI CHE HA, MA CON QUELLO CHE FA CON I NUMERI CHE HA." 📊🏆​Una verità assoluta che chiunque ...
02/09/2026

"L'ATLETA NON VINCE CON I NUMERI CHE HA, MA CON QUELLO CHE FA CON I NUMERI CHE HA." 📊🏆

​Una verità assoluta che chiunque metta un numero sulla schiena deve scolpirsi in mente.

​Viviamo nell'era della quantificazione totale: conosciamo perfettamente la nostra FTP, la Critical Power, l'andamento della W' e ogni decimale del nostro rapporto watt/kg. Sono parametri fondamentali, le fondamenta su cui si costruisce un'ottima preparazione fisica. Ma sulla linea di partenza, il discorso cambia. Avere il "motore" con i valori più alti non garantisce affatto di tagliare il traguardo a braccia alzate.

​Ecco cosa trasforma i freddi dati in veri risultati:

​🧠 Intelligenza Tattica: Saper leggere la corsa. Capire quando è il momento di spendere tutto, quando restare coperti a ruota e come muoversi nel gruppo per risparmiare energie cruciali.

​🎯 Gestione dello Sforzo: Avere valori di soglia altissimi serve a poco se li bruci nel momento sbagliato o per chiudere buchi nati da una tua distrazione.

​🛡️ Resilienza Mentale: La capacità di soffrire e tenere duro quando i numeri sul ciclocomputer dicono che sei al limite, ma la motivazione agonistica ti spinge oltre.

​⚡ Efficienza Tecnica: L'economia del gesto, le traiettorie perfette in discesa, l'abilità di guida. Evitare dispersioni inutili significa trasformare ogni singolo watt in vera propulsione sull'asfalto.

​I test, le analisi e i modelli fisiologici costruiscono il tuo potenziale atletico. La tattica, la testa e la cattiveria agonistica lo trasformano in vittoria.

​Il misuratore di potenza non vince le gare. Le vinci tu.

01/09/2026

Spesso si pensa che trovare la posizione corretta in bicicletta sia solo una questione di formule matematiche, goniometri e misurazione degli angoli. In realtà, la biomeccanica è solo la punta dell'iceberg.

​Una postura davvero efficace è un delicato equilibrio sistemico in cui il ciclista è al centro di una complessa rete di variabili. Ecco i pilastri su cui si fonda un fitting che punta alla vera performance:

​🚫 Zero Dolore: È il prerequisito assoluto. Prima ancora di cercare l'aerodinamica estrema, l'assetto deve garantire la salute articolare e muscolare, prevenendo i sovraccarichi per permettere volumi di allenamento costanti.

​⚡ Economicità del Gesto: L'obiettivo dell'endurance è massimizzare la resa meccanica abbattendo il costo metabolico. Ridurre le dispersioni di forza significa ritardare l'affaticamento e preservare le energie per i momenti decisivi.

​⚙️ Biomeccanica: L'ottimizzazione delle leve corporee, la cinematica della pedalata e la perfetta distribuzione dei pesi tra sella, manubrio e pedali.

​🧠 Neurofisiologia: Il sistema nervoso centrale deve "mappare" e automatizzare il nuovo assetto. Una posizione corretta ottimizza la propriocezione e il reclutamento delle unità motorie, garantendo fluidità ad altissima intensità.

​🔥 Fattore Psicoemotivo: L'assetto deve infondere sicurezza e totale padronanza del mezzo, specie nei tratti tecnici. Un ciclista a suo agio in sella ha la mente libera da distrazioni ed è focalizzato al 100% sulla gara.

​🤝 Dinamiche Relazionali: La postura influenza la reattività nella guida in gruppo e la prontezza nel rispondere agli attacchi. Tutto questo nasce e si affina grazie al fondamentale rapporto di fiducia e di feedback continuo tra atleta e tecnico.

​La messa in sella non è un semplice protocollo standard, ma un abito cucito su misura che unisce in modo organico meccanica, fisiologia e psicologia.

L’allenamento non si copia, si costruisce. Le 4 fasi della preparazione scientifica. 🔬🚴‍♂️​Nel ciclismo si cerca spesso ...
31/08/2026

L’allenamento non si copia, si costruisce. Le 4 fasi della preparazione scientifica. 🔬🚴‍♂️

​Nel ciclismo si cerca spesso la "tabella magica" pronta all'uso, ma nelle Scienze Motorie la risposta è una sola: non esiste un allenamento universale, esiste un protocollo di lavoro.

​Per trasformare il potenziale in prestazione senza ti**re a indovinare, ogni percorso deve passare per 4 fasi inviolabili:

​1️⃣ Anamnesi: Il punto di partenza. Chi è l'atleta? Qual è la sua storia sportiva e traumatologica? Quante ore ha a disposizione tra lavoro e famiglia? Quali sono gli obiettivi? Prima dei Watt, si analizza la persona.

​2️⃣ Test: La fotografia oggettiva del "motore". Attraverso protocolli specifici misuriamo il profilo di potenza, calcoliamo Critical Power (CP), W' e la tenuta allo sforzo. Zero sensazioni, solo numeri.

​3️⃣ Valutazione: Il cuore del lavoro del chinesiologo. I dati non servono a nulla senza un'interpretazione scientifica. Qui si definisce il profilo metabolico (secondo i principi del MFPE), individuando punti di forza e, soprattutto, i "limitatori" fisiologici della performance su cui intervenire.

​4️⃣ Proposta: Solo all'ultimo step nasce la famosa tabella. È la traduzione pratica e periodizzata di ciò che abbiamo analizzato. Volumi, intensità e lavori a secco vengono calibrati con precisione chirurgica per colmare le lacune.

​La preparazione atletica non è un copia-incolla. È fisiologia e biomeccanica applicate.

​Tu da quale di queste fasi fai partire la tua stagione? Ti sei mai sottoposto a una valutazione oggettiva prima di spingere sui pedali? 👇

Indirizzo

Via Dante Alighieri
Marsala
91025

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