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FLOW Performance Lab
Dott. Matteo&Stefano Nardelli

Gli over-under sono spesso considerati uno dei lavori migliori per migliorare la clearance del lattato.Ma è davvero così...
16/06/2026

Gli over-under sono spesso considerati uno dei lavori migliori per migliorare la clearance del lattato.

Ma è davvero così?

Nel nuovo articolo del blog FLOW analizziamo questa metodica andando oltre la semplice prescrizione a percentuali di FTP. Il punto chiave è che il “sopra” e il “sotto” non funzionano sempre come un equilibrio automatico: se la FTP è sovrastimata rispetto alla reale MLSS, la fase “under” può non essere sufficiente per compensare il lattato accumulato nella fase “over”.

Il risultato?
Un allenamento pensato per lavorare intorno alla soglia può trasformarsi in una seduta sbilanciata, con accumulo progressivo di lattato e uno stimolo diverso da quello desiderato.

Nell’articolo parliamo di:

• fisiologia degli over-under
• differenza tra FTP e MLSS
• clearance e accumulo di lattato
• errori comuni nella prescrizione
• case study su ciclista Under23
• quando questo mezzo può avere senso e quando no

Come sempre, l’obiettivo non è demonizzare un metodo, ma capire cosa stiamo realmente allenando.

Perché allenare meglio non significa solo fare lavori più duri, ma costruire stimoli più coerenti con la fisiologia dell’atleta.

📖 Leggi l’articolo completo sul blog FLOW.

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Zona 2: non è solo una questione di carboidrati.Quando gestiamo il volume a intensità medio-bassa/FATmax, spesso pensiam...
29/05/2026

Zona 2: non è solo una questione di carboidrati.

Quando gestiamo il volume a intensità medio-bassa/FATmax, spesso pensiamo solo al limite energetico: quanti carboidrati consumo? Quanto riesco a sostenere?

Ma c’è anche un altro limite da considerare: lo stress ossidativo, legato a quanto il sistema aerobico viene sollecitato e per quanto tempo.

Atleti molto aerobici, glicolitici, professionisti o amatori possono avere limiti completamente diversi anche a intensità apparentemente simili.

Per questo la Zona 2 non va copiata: va individualizzata in base al profilo metabolico, al consumo di carboidrati, alla % di V’O2max e al volume settimanale.

📖 Nell’articolo blog sul sito FLOW approfondiamo il tema con esempi pratici e casi studio.

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PACING: FISIOLOGIA E STRATEGIE - COME SCEGLIERE IL PACING CORRETTO In una prova massimale di durata medio-breve (es. 18 ...
28/04/2026

PACING: FISIOLOGIA E STRATEGIE - COME SCEGLIERE IL PACING CORRETTO

In una prova massimale di durata medio-breve (es. 18 minuti), una partenza molto aggressiva non garantisce una potenza media più alta. E c’è un punto cruciale: gestire il pacing in modo ottimale è difficile, perché sotto stress massimale percezione e decisioni tendono a portarci verso strategie ‘istintive’ (partire troppo forte o troppo piano) che spesso non coincidono con la gestione fisiologicamente più efficiente.

Nel carosello mettiamo insieme teoria e caso studio, con due chiavi fisiologiche:

1) Stress metabolico precoce
Se parti troppo forte aumentano rapidamente i segnali di fatica metabolica (↑H⁺ / ↓pH e altri metaboliti), che possono ridurre l’efficienza del flusso glicolitico anche tramite inibizione di enzimi chiave (es. PFK).

2) Cofattori redox (NAD⁺/NADH)
La glicolisi richiede NAD⁺ e lo riduce a NADH. Il sistema aerobico contribuisce a rigenerare NAD⁺ (processi mitocondriali). La LDH può fare da “tampone” rigenerando NAD⁺ nel citosol, ma se la richiesta rimane altissima a lungo, può comparire il classico ‘muro’: calo brusco di potenza e difficoltà a sostenere il ritmo.

Con un caso studio abbiamo simulato 7 strategie di pacing sullo stesso atleta (élite Pro Continental) per verificare se effettivamente abbiamo coerenza tra teoria fisiologica e performance sul campo.

In una prova massimale la gestione del pacing è uno dei fattori più difficili. Spesso la miglior performance non arriva da un inizio esplosivo, ma da una gestione che distribuisce il costo metabolico lungo tutta la durata.

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PREVISIONI DI PERFORMANCE: CRONOSCALATA VALLEPIETRA 18/4Quali dati fisiologici servono per stimare il tempo ottenibile i...
23/04/2026

PREVISIONI DI PERFORMANCE: CRONOSCALATA VALLEPIETRA 18/4

Quali dati fisiologici servono per stimare il tempo ottenibile in una cronoscalata?

In questo carosello analizziamo il case study di una coppia di ciclisti, marito e moglie, che ha partecipato alla cronoscalata di Vallepietra dello scorso weekend.

A partire dai test effettuati recentemente, abbiamo elaborato una previsione di performance per confrontare il potenziale teorico con il risultato realmente ottenuto sul campo.

Nel caso di Manuela, lo scarto rispetto alla previsione è risultato leggermente più ampio, soprattutto per la presenza di alcuni tratti in discesa, nei quali ha incontrato maggiori difficoltà rispetto a Massimiliano. Quest’ultimo, essendo particolarmente abile in discesa e capace di continuare a spingere di più sui pedali anche in quei settori, è riuscito a limitare meglio la perdita di watt lungo il percorso.

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TEST DI VALUTAZIONE METABOLICA DI FLOW Non un test fine a sé stesso, ma uno strumento per comprendere meglio l’atleta e ...
03/04/2026

TEST DI VALUTAZIONE METABOLICA DI FLOW

Non un test fine a sé stesso, ma uno strumento per comprendere meglio l’atleta e orientare la programmazione.
FLOW Metabolic Test nasce con l’idea di offrire al coach un livello di lettura in più, attraverso prove da campo basate sulla potenza, utili per ricavare dati fisiologici, guidare scelte più mirate e aggiungere maggiore chiarezza nella previsione della prestazione.

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MALADATTAMENTO E IMPLICAZIONI PRATICHE Spesso si parla di sindromi da maladattamento (in particolare overtraining e over...
31/03/2026

MALADATTAMENTO E IMPLICAZIONI PRATICHE

Spesso si parla di sindromi da maladattamento (in particolare overtraining e overreaching non funzionale), ma meno se ne comprendono i meccanismi e l'identificazione di queste condizioni particolari.

Da cosa sono dovute? Come si correggono? Da quali segnali si rilevano?

Vediamo le tre fasi principali di recupero di queste condizioni per tornare a perfomare e quattro casi studio di ciclisti d'élite e amatoriali che sono incorsi in problematiche simili, analizzandone il profilo fisiologico ed ematico.

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FLOW è una realtà nata tre anni fa dall’idea che l’allenamento fosse uno strumento comune a chiunque desiderasse miglior...
17/12/2025

FLOW è una realtà nata tre anni fa dall’idea che l’allenamento fosse uno strumento comune a chiunque desiderasse migliorare la propria performance fisica.

L’allenamento per ciclisti deve poggiare su fisiologia e dati, ma restare guidato da un obiettivo profondamente umano: andare più forte, con continuità e in modo sostenibile.

Potenza, frequenza cardiaca, RPE, gestione del carico, adattamenti metabolici: non sono numeri “da pro”. Sono strumenti per dare senso al lavoro e contestualizzarlo su di te, sul tuo tempo, sul tuo corpo e sui tuoi obiettivi.

Nel corpo non esiste un interruttore “aerobico vs anaerobico”: esiste un continuum, un flusso in cui i sistemi energetici cooperano e si alternano.
La performance è l’arte (e la scienza) di farli dialogare: perché allenarsi non significa solo “fare watt”, ma capire da dove arrivano e allenare i processi che li rendono ripetibili, efficienti, affidabili.

In FLOW l’allenamento non è “fare fatica”.
È sapere cosa stai allenando, perché lo stai allenando e quando ha davvero senso farlo.
È scienza applicata alla pratica. È passione con metodo. È un flusso continuo verso la tua migliore versione in bici.

COME AGIRE PER MODIFICARE LA CURVA DI CLEARANCE DEL LATTATO Il lattato è un marker indiretto di fatica, pertanto, la sua...
01/10/2025

COME AGIRE PER MODIFICARE LA CURVA DI CLEARANCE DEL LATTATO

Il lattato è un marker indiretto di fatica, pertanto, la sua clearance è una capacità indiretta di smaltire fatica.

Il discorso però è più complesso, bisogna tenere conto dei processi di produzione e smaltimento di lattato a livello cellulare per verificare la clearance netta a livello ematico.

Da quali fattori è determinata la clearance? A che intensità si verifica il picco massimo di smaltimento? Come cambia in base al fenotipo dell'atleta? Cosa significa avere una buona o cattiva clearance?

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GESTIONE SEDUTE IN ZONA 2: LIMITE ENERGETICO vs LIMITE OSSIDATIVO Si parla tanto di limite energetico (carboidrati) quan...
12/09/2025

GESTIONE SEDUTE IN ZONA 2: LIMITE ENERGETICO vs LIMITE OSSIDATIVO

Si parla tanto di limite energetico (carboidrati) quando ci si trova a gestire il volume ad intensità media di Zona 2/FATmax, ma meno di limite ossidativo.

Vediamo cosa intendiamo con questi concetti applicati a livello quantitativo su 4 casi studio che analizzano Atleti di basso e alto livello, donne e uomini.

Fino a quanto possiamo spingerci a bassa intensità? Quali sono i range di miglior risposta? Cosa dobbiamo evitare?

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V'O2max LONG INTERVALS: MASSIMIZZARE LA RISPOSTA IN BASE AL FENOTIPO La letteratura ci indica come empiricamente ci sia ...
28/08/2025

V'O2max LONG INTERVALS: MASSIMIZZARE LA RISPOSTA IN BASE AL FENOTIPO

La letteratura ci indica come empiricamente ci sia un adattamento maggiore tanto quanto riesco a rimanere più tempo oltre un'intensità minima che risulta ottimale per stimolare il V'O2max attraverso intervalli ad alta intensità.

Allo stessl tempo le indicazioni su intensità e recuperi consigliati sono spesso standardizzati e non tengono conto della fisiologia di ciascun atleta.
Questo anche il motivo per cui atleti diversi ottengono risposte adattative diverse.

Possiamo massimizzare i benefici di questi intervalli secondo le caratteristiche fisiologiche dell'atleta? Cosa differisce tra un atleta glicolitico e uno più ossidativo? Cosa cambia in termini di prescrizione?

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