04/04/2026
“ Non si tratta di scoraggiare la partecipazione, ma di ricordare che muri come l'Hotondberg e il Koppenberg non sono percorsi ordinari e che la preparazione adeguata, insieme a controlli medici preventivi, può davvero fare la differenza tra un ricordo indelebile e una tragedia.”
𝗧𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗙𝗶𝗮𝗻𝗱𝗿𝗲 𝗮𝗺𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲: 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗼, 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗲𝘅𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶𝘀
Quello che ogni anno è una festa del ciclismo popolare si è trasformato in tragedia. Sabato mattina, a poche ore dal via della gara professionistica, il tradizionale appuntamento amatoriale del Giro delle Fiandre ha visto 14.000 cicloamatori sfidarsi sullo stesso percorso dei campioni, tra muri storici e tratti in pavé. Uno di loro, un ciclista britannico, si è accasciato mentre si apprestava ad affrontare l'Hotondberg: l'équipe medica mobile è intervenuta immediatamente, ma non c'è stato nulla da fare. La causa del decesso è stata attribuita a un problema cardiaco.
Poco dopo, nei pressi di Karnemelkbeekstraat a Ronse, si è verificato un secondo grave malore: anche in questo caso i soccorritori sono intervenuti con prontezza e hanno rianimato il ciclista, che è stato trasportato in ospedale in condizioni stabili. Due emergenze nel giro di pochi minuti, su un percorso che per migliaia di appassionati rappresenta il sogno di sfidare la stessa strada dei grandi campioni. La gioia della Ronde, in queste ore, si è tinta di lutto.
Episodi come questi impongono una riflessione seria sulle condizioni fisiche necessarie per affrontare una granfondo come questa, il cui profilo altimetrico è tra i più impegnativi del calendario amatoriale europeo. Non si tratta di scoraggiare la partecipazione, ma di ricordare che muri come l'Hotondberg e il Koppenberg non sono percorsi ordinari e che la preparazione adeguata, insieme a controlli medici preventivi, può davvero fare la differenza tra un ricordo indelebile e una tragedia.