25/05/2026
L’8 marzo 1971 Joe Frazier entrò al Madison Square Garden da campione del mondo dei pesi massimi. Muhammad Ali, dopo tre anni di sospensione per essersi rifiutato di partire per il Vietnam, tornava a giocarsi tutto.
Fu il primo scontro tra due campioni imbattuti per il titolo mondiale lineare. Frazier, 26-0 con 23 KO, era stato riconosciuto come campione durante l’assenza di Ali. Ma quella sera serviva una sola cosa: stabilire chi fosse il migliore.
Frazier combatté con ritmo, pressione continua e un gancio sinistro che cambiò la storia. Portò a segno 273 colpi contro i 220 di Ali, secondo le statistiche ufficiali. Nella quindicesima ripresa mise a segno uno dei colpi più iconici della storia del pugilato: quel gancio che spedì Ali al tappeto, per la terza volta da professionista.
Vinse per decisione unanime dopo 15 riprese durissime. Un match che Ring Magazine definì subito “Fight of the Century”, e che oggi è considerato uno dei più grandi combattimenti della storia.
Frazier fu campione lineare e indiscusso dal 1970 al 1973. Vinse contro Jimmy Ellis, Bob Foster, Jerry Quarry, Buster Mathis. Ma il suo regno fu interrotto da George Foreman, che lo mise KO due volte.
La trilogia con Ali, però, ha segnato la sua carriera più di ogni altra cosa: tre battaglie, quarantuno riprese totali, un livello di intensità che raramente si è rivisto nella storia dei massimi.
Non fu mai un pugile appariscente, ma lasciava il segno. Pressione costante, corpo basso, attacchi in serie. Era un diesel che non smetteva mai di avanzare.
Joe Frazier chiuse la carriera con 32 vittorie (27 KO), 4 sconfitte e un pari. È nella Hall of Fame dal 1990.
Per capire la grandezza di Frazier basta rivedere quella quindicesima ripresa del primo Ali–Frazier.
Lì c’è tutto.