25/10/2024
I DUE PRINCIPI DEL JUDO, DA SEMPRE SUL TATAMI: IL PRIMO, SEIRYOKU ZENYO
Sin dalla sua nascita nel 1882 per merito di Jigoro Kano, il judo ha avuto intrinseci in sé due principi fondamentali che, in qualunque fase della propria vita lo si pratichi, sono sempre (e tuttora) validi: “seiryoku zenyo”, il miglior impiego dell’energia; “jita kyoei”, la mutua e reciproca prosperità. Il messaggio che questi due pilastri mandano è universale, semplice e rivoluzionario: il singolo ed il gruppo possono giovarsi a vicenda, poiché il miglioramento progressivo del sé ed il cammino “tutti insieme per il benessere” vanno di pari passo.
Il “miglior impiego dell’energia” è il pilastro “personale” del judo. Ogni bambino, ragazzo o adulto che calchi la materassina esegue esercizi, studia tecniche, effettua combattimenti: in tutte queste situazioni adoperare ed incanalare al meglio l’energia è un’azione che si compie su due binari, quello del sé e quello del compagno-avversario.
Sfruttare al meglio ciò che si è capaci di fare, migliorandolo progressivamente, e fruire di ciò che coloro che si hanno di fronte danno. Questo vale per le tecniche, per i combattimenti, per gli esercizi, ma anche per lo spirito di gruppo, per l’amicizia: cementando se stessi, si rafforza anche la positività dei legami che si hanno con gli altri, e viceversa. Il judo non soltanto accompagna in questo percorso: il judo, in quanto “via della cedevolezza”, è esso stesso questo percorso.
Sul tatami oggi, sicuri nel mondo domani.
Per info: www.judolesorgive.it