Ciclovagando Mantova - percorsi, incontri, buon cibo

Ciclovagando Mantova - percorsi, incontri, buon cibo La bici è libertà, è fantasia, è perdersi e ritrovarsi, è saltare in sella e sentirsi felici insieme!

Giorno 2 di ciclo viaggio. Faak am see - Unterburg Continua il nostro giro in Austria che ha come protagonista l’element...
20/09/2026

Giorno 2 di ciclo viaggio.
Faak am see - Unterburg
Continua il nostro giro in Austria che ha come protagonista l’elemento “acqua”. Infatti passiamo intorno al Faaker see e poi andiamo a prendere gli argini della Drava, che percorriamo praticamente fino all’arrivo. Il tracciato è molto bello, per molta parte sterrato, ci sono un bel po’ di saliscendi e cambia più volte lo scenario. Le foto parlano da sole.
All’ora di pranzo ci accorgiamo di non avere mai visto chioschi o posti dove poter mangiare. Forse di domenica qui è tutto chiuso. Siamo già allineati sul fatto che mangeremo una delle nostre barrette di emergenza, quando vediamo un cartello che ci sembra indichi qualcosa di interessante… dopo pochi metri ci troviamo in una fiera di paese. Atmosfera gioiosa, birre dappertutto, chitarra e fisarmonica ad allietare i commensali, e persone molto carine che si fanno in quattro per spiegarci i piatti tipici. Ottimo pranzo ma soprattutto è bello sentirsi accolti e parte di qualcosa in un posto in cui non capiamo neanche una parola.
Proseguiamo il nostro viaggio in mezzo a una natura che toglie il fiato. Montagne, fiume, laghi, coltivazioni curate ma anche verde incolto, tanti tanti animali.
Arriviamo alla pensione Carinthia che è la nostra meta di giornata. Un posto strano, non c’è anima viva, ci lasciano le chiavi nella porta della stanza e ci scrivono di lasciare la tassa di soggiorno quando andiamo via. Ci comunicano per mail che domani non ci sarà la colazione 😱. Si salvano dalle mie ire perché c’è il wi-fi, visto che oggi gioca il Mantova e non possiamo perdercelo! ❤️🤍
E domani… si vedrà!!
76 km e 390 mt D+

Via verso nuove avventure!! Partiamo per un ciclo viaggio da Venzone, meraviglioso paese sulla ciclovia dell’Alpe Adria,...
19/09/2026

Via verso nuove avventure!! Partiamo per un ciclo viaggio da Venzone, meraviglioso paese sulla ciclovia dell’Alpe Adria, in direzione Austria.
Clima fresco e un bel vento contro ci accompagnano per tutta la salita. A dir la verità ricordavamo la salita un po’ più lieve, probabilmente i bagagli che devono contenere abbigliamento anche per il clima fresco e il vento ci fanno andare su un po’ più lentamente.
Il panorama è meraviglioso, queste montagne sono bellissime e pedalare sempre in sicurezza è fantastico!!
Passiamo le varie Stazioni della ciclovia, Resiutta, Chiusaforte, bellissime, piene di gente e di bici. A Ugovizza ci fermiamo a mangiare qualcosa visto che la salita è quasi finita. Poi Tarvisio, cittadina vivace. Arriviamo al bivio, da una parte si va in Austria, dall’altra ai laghi di Fusine e poi in Slovenia. Noi andiamo per l’Austria, ma il pensiero corre all’anno scorso, quando Leo era a casa con la spalla rotta e io sono venuta qui a vedere il concerto del Jova. Sono contenta di tornare in queste zone con lui di nuovo in forma. Passiamo il confine a Coccau e… l’Austria è fantastica. Case e giardini curatissimi, molta tranquillità , tutti i paesi con limite dei 30 all’ora, ma è quasi secondario, perché gli automobilisti, quando vedono gente in bici, sono rispettosi, stanno dietro, a distanza, finché non sono certi di poter passare in totale sicurezza.
Percorriamo un tratto di argine del fiume Gail in mezzo agli alberi e poi lo lasciamo per addentrarci nelle campagne austriache. La meta di giornata è Faak am See, dove ci fermiamo in una pensione molto carina.
92 km e circa 1000 mt di dislivello (Garmin e Komoot non concordano sul dislivello, facciamo una media).
Bellissima giornata, chissà domani cosa ci aspetta!!

Oggi mega giro, bici più treno, con l’idea di arrivare a Bologna. Treno da Mantova a Carpi e poi si parte a pedalare. St...
12/09/2026

Oggi mega giro, bici più treno, con l’idea di arrivare a Bologna. Treno da Mantova a Carpi e poi si parte a pedalare.
Strade basse, qualche tratto un pochino più trafficato e poi ci infiliamo in una ciclabile che punta verso Modena. Peccato l’asfalto tutto crepato ma bello stare in sede protetta. Non entriamo in Modena, ma la circumnavighiamo e arriviamo al Percorso natura del Fiume Panaro. Diversi chilometri su sterrato e anche alcuni tratti di single track, passando in mezzo alle piante che cercano di prendersi il loro spazio. Molto belle le casse di espansione del fiume, che ci fanno pensare che qualcuno lavora con lungimiranza per rendere il nostro mondo più sicuro. Ecco bisognerebbe farlo molto di più, tutti quanti!
Dopo questa splendida oasi naturale passiamo per San Cesario sul Panaro, Calcara e raggiungiamo Anzola dell’Emilia all’ora di pranzo. Come non assaggiare i tortellini bolognesi? Ecco, le porzioni sono “leggermente” abbondanti, ci viene pure il dubbio di non riuscire più a procedere 😜. Invece dai, una pedalata dietro l’altra si arriva in vista di Bologna e di San Luca. Non riesco a non emozionarmi davanti alla vista della collina col Santuario. Oltretutto sto ascoltando un mix di canzoni di Cremonini e proprio mentre scatto la foto al santuario parte “San Luca”.
Molto bello l’arrivo a Bologna, con le sue ciclabili cittadine, il Reno, lo stadio Dallara incastonato nei portici che vanno su, fino in cima alla collina. E anche noi, saliamo al
santuario, con qualche altro ciclista. Si scambiano due parole e si fatica insieme. Ma quando arriviamo ai piedi di San Luca l’emozione è unica. Perciò ce la prendiamo davvero con calma, ci guardiamo intorno, ci riposiamo su una panchina, ammiriamo il panorama sia dalla parte di Bologna che sui colli bolognesi. Arriva il momento di scendere per andare a prendere il treno e tornare a casa, non prima di essere passati dal centro, bellissimo, pieno di gente, con le sue torri, piazza Maggiore, il Roxy bar, via Zamboni e i suoi portici. Gran bella giornata, che finisce in treno a chiacchierare di bici e di giri con Pasquale, che ritroviamo in treno dopo averlo conosciuto sulla salita del Santuario.
Giornata bellissima, 90 km, 400 mt D+

Oggi l’idea iniziale è rimanere in zona, anche perché è previsto ancora un caldo torrido, ma alla fine il tracciatore si...
05/09/2026

Oggi l’idea iniziale è rimanere in zona, anche perché è previsto ancora un caldo torrido, ma alla fine il tracciatore si fa “leggermente” prendere la mano. 😜
Partiamo da Mantova con l’idea di passare dal sentiero sul lungolago degli Angeli per fare le ultime foto ai fior di loto. Invece lo troviamo non percorribile a causa degli alberi caduti la settimana scorsa per il maltempo. Purtroppo tutto il giro sarà costellato da alberi caduti, sradicati dalla base, rotti, rami staccati, insomma un vero disastro.
Ci rifacciamo con qualche fior di loto alle Grazie ma sono davvero gli ultimi.
Passiamo da Castellucchio e ci addentriamo nelle nostre campagne. Un discreto vento contro ci accompagna fino a Mariana Mantovana. Una delle strade sterrate che imbocchiamo finisce nell’erba alta e ci obbliga a fare un giro più largo per arrivare alla meta di giornata cioè Asola. E qui il tracciatore sfodera una sorpresona. Si pranza alla Filanda, un ristorante pazzesco che avevamo conosciuto capitandoci per caso durante un giro 5 anni fa. Non è un pranzo, è davvero un’esperienza. Noi abbiamo ancora 50 km per tornare a casa quindi le scelte tengono conto anche di questo, in ogni modo mangiamo molto bene!
Riprendiamo la strada in direzione Castelnuovo di Asola, Casaloldo e poi Piubega facendo sempre le strade più basse possibile. In queste zone gli alberi caduti sono davvero tanti. 😢
A Piubega facciamo scorta di acqua a un bar perché il caldo si fa sentire. Proseguiamo verso Solarolo e Sacca dove imbocchiamo la strada sterrata che ci porta verso Soave a prendere la ciclabile Mantova Peschiera. Lo sterrato un po’ scassato fa dei danni: la mia ruota posteriore va a terra. Non vediamo tagli quindi Leo gonfia sperando che il lattice faccia il suo. Dopo un paio di km sono ancora a terra, ma il secondo intervento è risolutivo e arriviamo felicemente a casa (benedetti tubeless). 😃
101 km 140 mt D+

Oggi, ragazzi, un vero giro in giostra! Partiamo da Affi, raggiungiamo la ciclabile dell’Adige che percorriamo fino a Mo...
29/08/2026

Oggi, ragazzi, un vero giro in giostra! Partiamo da Affi, raggiungiamo la ciclabile dell’Adige che percorriamo fino a Mori. È un tratto bellissimo, vario, mai noioso. Tanti su e giù, tanti vigneti, paesini stupendi, in particolare Brentino Belluno dove scopriamo di essere sulla “Francigena teutonica”. E dove ci fermiamo a fare colazione e il barista, oltre a prepararci un’ottima colazione, ci aiuta con un problemino meccanico alla bici che si risolve magicamente! Grazie! 🙏
Da Mori saliamo verso Nago, dove imbocchiamo la nuovissima ciclabile che passa dietro a Torbole e da cui si vede un panorama stupendo. Arriviamo fino ad Arco (tentiamo di accorciare ma ci troviamo in mezzo all’erba e quindi… niente!) e prendiamo la ciclabile lungo il Sarca che ci porta sul lago e poi a Riva del Garda. Sole, fiori, vento, tanto vento, ciclabili meravigliose, code di auto sulla strada e ciclabili quasi vuote (chissà perché non incentivano le bici, invece che vietarle sul lago?! Mah), bici grill, gente felice. Arrivati a Riva mangiamo uno spuntino, un po di relax e poi torniamo col traghetto. Bellissima anche questa parte di viaggio, che ci consente di guardare le coste dal centro del lago, paesi e panorami bellissimi, tantissimi windsurf e barche a vela. Scalo intermedio a Malcesine, barca fino a Garda. Qui la parte meno bella del giro. A Garda perché il traffico è bestiale. A Costermano perché troviamo un’interruzione per lavori di una delle strade basse in traccia e ci tocca fare una strada trafficata e pure in salita. Fortunatamente l’ultimo tratto è di nuovo su una bella ciclabile quindi arriviamo ad Affi stanchi e felici. Giro veramente bellissimo!!
87 km e 700 mt D+

Torniamo a scorrazzare nelle nostre zone dopo le divagazioni liguri. Sta mattina clima incredibile. Dopo il caldo torrid...
22/08/2026

Torniamo a scorrazzare nelle nostre zone dopo le divagazioni liguri. Sta mattina clima incredibile. Dopo il caldo torrido di tutta questa stagione, si pedala al fresco. Partiamo con un po’ di nuvole in cielo che in pochi chilometri si dissolvono lasciando spazio a un cielo di un azzurro scintillante. Imbocchiamo la ciclabile della Carpaneta e al termine deviamo verso Castel d’Ario. Le strade pressoché deserte, un filo di vento a favore, ci regalano una pedalata leggera e piacevole in mezzo alle nostre campagne. Procediamo verso Vigasio passando su strade sterrate con file di alberi che ci fanno sentire dentro un quadro dipinto da qualcuno che di paesaggi se ne intende. Arriviamo a Castel d’Azzano e prendiamo la ciclabile delle Risorgive. Si dischiudono ai nostri occhi le montagne veronesi, uno spettacolo!! Ci allunghiamo fino a Zevio, dove ci fermiamo a mangiare.
Il giro continua lungo l’Adige fino a Verona, che è sempre meravigliosa e strapiena di gente che passeggia per le vie del centro.
Un giro rilassante, che ci ha riempito gli occhi di colori, di sorrisi scambiati con tutte le persone che abbiamo incrociato, finito col rientro a Mantova in treno. Addirittura un treno nuovo, con un numero sensato di posti bici, che ci ha consentito di appendere le bici agli appositi ganci e di sederci comodamente senza combattimenti vari. Un sogno!!
90 km 160 D+

Ultimo giro vacanziero nell’entroterra ligure. Forse il tracciatore esagera un po’, forse io sono in giornata no, ma que...
13/08/2026

Ultimo giro vacanziero nell’entroterra ligure. Forse il tracciatore esagera un po’, forse io sono in giornata no, ma questo giro mi risulta una bella faticaccia.
La prima parte è la stesso dell’ultima traccia, da Bordighera ad Apricale, ma dopo il paese prendiamo la strada per Bajardo. Ne risulta un’unica salita senza interruzioni di circa 18 km. A parte la fatica, panorami mondiali… ad un certo punto vediamo Perinaldo dall’alto. Eh già, perché con questa traccia si arriva a passo Ghimbegna e oltre, superando i 1000 mt di altitudine.
A Bajardo pensiamo di fare tappa alla golosa pasticceria nel centro del paese ma… toh, è chiusa. Grrrrr 🤬
Ci consoliamo in un altro localino carino, con una ottima torta di mele. E ci portiamo anche a casa un vasetto di miele nostrano. (Tiè!!)
Riprendiamo la salita in direzione San Romolo. Un passaggio bellissimo dentro al bosco, dove tocchiamo il punto più alto del giro (1070 mt di altitudine) e poi una divertente discesa fino al paese. A questo punto, da San Romolo sarebbe troppo facile scendere fino a Sanremo. Ma oggi il tracciatore ha proprio voglia di un giro “indimenticabile”, quindi risaliamo in direzione Perinaldo (senza arrivarci, per fortuna) e ci buttiamo giù a Coldirodi. Il paesino è davvero un amore, tutto da vedere. Poi però ci tocca una discesa tanto ripida che rischiamo di capottarci (avviso già il nostro meccanico del cuore Alex di Arte&bici che dovrò rifare le pastiglie dei freni al ritorno)😜.
Arrivati sull’Aurelia, ultimo pezzo di strada prima di arrivare al nostro Baretto a Bordighera per rifocillarci, non senza aver fatto un tuffo rigenerante nel mare.
62 km e 1300 mt D+

L’entroterra della Liguria di Ponente ci lascia sempre senza fiato. Certamente perché le salite sono aspre, i paesi sono...
09/08/2026

L’entroterra della Liguria di Ponente ci lascia sempre senza fiato.
Certamente perché le salite sono aspre, i paesi sono arroccati, difficili, le stradine sono p***e nel nulla, le banchine sdrucciolevoli e si arriva alla fine davvero senza respiro.
Ma anche perché si viene travolti dalla bellezza pura dei panorami. Il blu del cielo che si perde nell’azzurro del mare, e le montagne lì a un passo. C’è qualcosa di poetico in questi luoghi, che ti prende dentro e ti stringe le viscere. Qualcosa di dolceamaro. Una terra che sembra nello stesso momento curata e abbandonata, solitaria e viva. Aspra e dolce. Un insieme di contrasti unici che la rendono speciale. Anche le persone. Essenziali e accoglienti, burbere e generose, a dispetto di quel che si dice dei liguri.
Borghi medievali, piccole case rubate alla pietra viva, scavate nella montagna. Una signora seduta davanti alla porta di casa che sorride al nostro passaggio e ci fa segno di continuare, il paese è bello, merita di perdersi nei “carrugi”.
Le foto parlano di una bellezza rara, ma questi posti si conoscono anche dai profumi. Alla partenza l’odore del mare, del pesce, poi le erbe aromatiche, il basilico. Salendo si passa vicino a enormi piante di fichi cariche di frutti. L’uva fragola. E fiori, tanti, colorati, profumati. Uno scoiattolo ci taglia la strada, si ferma, ci guarda, ma appena provo a mettere le mani sul cellulare per immortalarlo… fa uno sberleffo e si infila nel bosco.
Ciclisti qualcuno, ma davvero pochi per le potenzialità di queste montagne che si buttano dritte nel mare.
Bordighera, Dolceacqua, Apricale, Isolabona, Perinaldo, Negi (frazione di Perinaldo che ci offre stradine ancora più impervie), Principato di Seborga (!), Sasso e di nuovo Bordighera.
56 km, circa 1000 mt D+
Da giri così si torna in qualche modo diversi da come si è partiti. E allora

Oggi torniamo in Francia, su una traccia già fatta in passato, con qualche variante per vedere anche qualcosa dí nuovo.O...
07/08/2026

Oggi torniamo in Francia, su una traccia già fatta in passato, con qualche variante per vedere anche qualcosa dí nuovo.
Obiettivo, arrivare a Cannes partendo da Bordighera.
Cose interessanti:
- In Francia tre carte di credito su quattro non funzionano. Per fortuna che la quarta ha funzionato se no eravamo ancora a La Turbie a lavare i piatti!
- I francesi 9 su 10 sono davvero rispettosi coi ciclisti, attendono il momento giusto per sorpassare, non ti pressano, sorridono. Poi c’è il decimo, lo str… che ti fa il pelo sgasando. Si vede che tutto il mondo è paese, che peccato!
- Tutta la parte che si fa in quota, dietro a Montecarlo e fino a Nizza vale il prezzo del biglietto: panorami incredibili, paesini stupendi, salite regolari.
- Non ho ancora capito come abbiamo fatto a spendere € 9,50 per due caffè e un pain de chocolat. Boh?!
- Nizza è meravigliosa, elegante, la “Promenade des anglais” è sontuosa, con tanto spazio per pedoni, biciclette , monopattini. È tutta tappezzata per l’arrivo del Tour del France femminile. Che arriva domani. E chi lo sapeva?! Se ci fossimo imbattuti nel Tour chissà che macello… e addio pedalata sulla promenade.
- La ciclabile, quasi sempre vista mare, fa ve**re una voglia di fare il bagno. E chi siamo noi per resistere a un richiamo del genere? Poi anche il calduccio fa la sua parte, che anche se si parte all’alba, fermati qua e guarda là, si arriva sempre a pedalare nelle ore più calde.
- Cap d’Antibes ti rapisce. Prima con la bellezza del borgo, coi giardini curatissimi, con le erbe officinali, le piante grasse, le statue che spuntano dai tetti delle case, dai muretti delle vie, il colore intenso del mare che si infrange sugli scogli. Poi quando esci dal borgo pedonale… ti rapisce il traffico allucinante, nel senso che proprio non ne esci più. “Aerosol” stile tangenziale di Milano all’ora di punta. 🤷‍♂️
- “In Francia ci sono ciclabili meravigliose”.
Vero, ad esempio da Nizza a Cap d’Antibes si viaggia quasi sempre in sede propria, anche se spesso si sta a fianco delle strade per le auto e oggi c’è davvero tanto traffico in giro. Poi però quando la ciclabile finisce sei nel gorgo in mezzo alle macchine.
- Le città comunque sono tutte città 30. (E magari si andasse a 30, sembrerebbe di volare. 😂😂)
- Bottigliette d’acqua a 4 euro ne abbiamo? Fortuna che in alcune zone ci sono le casette dell’acqua, ma sta storia che l’acqua costa come le altre bibite… insomma! E infatti si stanno organizzando (aumentando i prezzi delle altre bibite!)
- Cannes sarà anche bella, ma noi ci arriviamo sempre all’ora in cui bisogna correre a prendere il treno per tornare a casa. E quindi se è bella ve lo diremo la prossima volta, forse! 😜
- “Corri che manca poco alla partenza!” Per fortuna che è sul binario 1. Ah sì ma quando arriviamo sulla banchina scopriamo che quello è il binario 2. Per andare all’1 bisogna scendere nel sottopassaggio e risalire dalla parte opposta!! (Ma che problemi avete francesini miei?!? 😂😂)
- Ah che belli i treni francesi. Le bici si portano gratis. Però non c’è posto per loro, quindi ti fai un’ora e mezza di viaggio in piedi con la bici di traverso davanti alle porte e tiri i dadi ogni volta che si ferma il treno. Se si scende/sale dalla tua parte spostati tu che passo io. Però ai controllori non frega una mazza! Tanto sono accompagnati da militari larghi come un armadio a quattro ante e armati fino ai denti, quindi sorridi e taci che se gli gira male…
- Dai, però almeno sono puntuali.
Ma anche no, visto che per 20 minuti si va ai 2 km/h. Però il panorama è bello, si può guardare il tramonto del sole che scende dietro lo sperone di roccia a picco sul mare. E allora … what else?!

PS: si scherza eh, giro bellissimo!! 🚴🚴‍♀️
90 km e 960 mt D+

Giro extra muros sulla Riviera dei Fiori alla scoperta delle novità. Partiamo alle 7 da Bordighera. Dopo il tratto della...
04/08/2026

Giro extra muros sulla Riviera dei Fiori alla scoperta delle novità.
Partiamo alle 7 da Bordighera. Dopo il tratto della passeggiata mare si fanno circa 6 km sulla statale, è buona cosa passarci in orari non di punta se si tiene alla vita. A Ospedaletti comincia la ciclabile dei fiori che fa parte del progetto della mitica “ciclovia tirrenica”. La pedalata si snoda tra punti a picco sul mare e fresche gallerie, dato che la ciclabile ripercorre l’itinerario della vecchia ferrovia. Prima di una delle varie gallerie ci fermiamo per metterci il giacchino antivento e io non riesco a scendere dalla bici. Tacchetta incastrata nel pedale. Dopo un po’ di maneggi capisco di aver perso una vite, dovrò trovare un meccanico in loco per riparare il tutto. In ogni modo riesco a procedere.
Superiamo Sanremo e Arma di Taggia dove la viabilità è modificata per lavori sulla ciclabile. Dopo Santo Stefano al Mare troviamo una big bench dove mi arrampico pensando che probabilmente sarà l’ultima volta… la mia agilità è decisamente in calo… 😂 fortunatamente non ci sono prove fotografiche in materia.
Arriviamo a Imperia e… sorpresa!! Finalmente hanno completato il tratto che passa attraverso la città, così non si rischia più la vita sulle strade del centro! Addirittura ci sono alcune gallerie con la filodiffusione! Seconda sorpresa, la ciclabile continua in sede propria fino ad Andora. 51 km bellissimi (e contro vento) prima di girare la bici e tornare indietro (col vento a favore!! 💪🏻💪🏻)
Abbastanza frequentata, ma siamo in agosto e ci sta. Probabilmente inaffrontabile nei fine settimana!
102 km e probabilmente 150/200 mt D+ (Komoot dice 430 mt D+ ma non ci sono assolutamente, leggo che in questo periodo spara i dislivelli a caso!)

Indirizzo

Mantua
46100

Sito Web

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