Polisportiva Ardita Popolare 1921

Polisportiva Ardita Popolare 1921 Pugilato, arrampicata, escursionismo e calcio amatoriali. Aggregazione, socialità, divertimento e benessere per tutte le età.

Se la sentirebbe di fare da testimonial contro il nazi-fascismo? «Certamente. Ne sarei fiero»Su La Stampa, intervista a ...
20/09/2021

Se la sentirebbe di fare da testimonial contro il nazi-fascismo? «Certamente. Ne sarei fiero»
Su La Stampa, intervista a Nourdine Hassan che si è battuto sul ring contro Michele Broili, il pugile con tatuaggi nazisti:
"Che cosa bisogna fare di fronte a casi del genere? «Bisogna far capire ai giovani che questi sono messaggi pericolosi. Bisogna ricordare che quei simboli inneggiano a un genocidio. Ma questo è solo un episodio legato a un piccolo nucleo di persone. Il resto del mondo del pugilato è estraneo a questo tipo di ideologie».
Se la sentirebbe di fare da testimonial contro il nazi-fascismo? «Certamente. Ne sarei fiero»

Graffito comparso in Iran"Le donne afghane e iraniane contro la brutalità dei talebani e dei mullah".
23/08/2021

Graffito comparso in Iran

"Le donne afghane e iraniane contro la brutalità dei talebani e dei mullah".

Grande storia e grande esempio.
22/08/2021

Grande storia e grande esempio.

FINO ALL’ULTIMO PUGNO: LA STORIA DI LEONE EFRATI CHE PER VENDICARE IL FRATELLO SFIDÓ I KAPO AD AUSCHWITZ

Leone Efrati conosce un solo modo per farsi giustizia, usare i pugni. Gli stessi pugni che gli hanno dato da mangiare e gli hanno permesso di diventare uno dei migliori dieci pesi piuma a livello mondiale nel 1938.
Solo che questa volta il ring su cui dovrà combattere non è quello delle grandi occasioni, ma il terreno brullo intorno alle baracche di Auschwitz. Non è la prima occasione nella quale il pugile italiano si batte nel campo di sterminio. Da quando ci è arrivato è stato costretto dalle SS a scontrarsi ripetutamente in match senza regole, in cui conta solo colpire più forte e più a lungo degli avversari. E Lelletto, questo il soprannome di Efrati, ci è sempre riuscito, vincendo i match e sopravvivendo in quell’inferno.
Ma quel giorno sa bene che l’incontro è diverso. Dopo essere rientrato nella sua baracca, infatti, Leone ha scoperto che i kapo hanno massacrato di botte il fratello, con cui condivide la prigionia. Decide allora di vendicarsi e li affronta a mani n**e. Ne mette diversi ko prima di essere sopraffatto e ferito seriamente.
E un uomo che non riesce più a lavorare ad Auschwitz non serve più.
Il 16 aprile 1944 viene portato nelle camere a gas.
Classe 1916, Efrati aveva iniziato giovanissimo la propria carriera sfidando pugili importanti come Romeo e Cattaneo. Emigrato prima in Francia e poi negli USA alla ricerca di un salto di qualità, si era distinto tra i pesi piuma come una delle promesse più importanti a livello mondiale. Nel 1938 finalmente la consacrazione: un grande incontro con Leo Rodak, l’americano di origine ucraina, che detiene il titolo della categoria. Il 29 dicembre, davanti ad almeno 7000 persone, Leone cerca l’assalto al cielo. Un match teso ed equilibrato, in cui i due pugili si affrontano colpo su colpo. Dopo l’ultima ripresa i giudici, assai indecisi, assegnano la vittoria al campione di casa.
Lelletto ha perso ma il suo nome è ormai conosciuto dagli appassionati del genere. L’incontro, trasmesso alla radio, gli procura proposte di ingaggio importanti.
Eppure lui le rifiuta. Vuole tornare in Italia, a Roma, dalla sua famiglia nonostante la promulgazione delle leggi razziali, o forse proprio per questo.
In patria viene momentaneamente reinserito nella federazione pugilistica, ma di fatto gli è preclusa ogni possibilità di mettersi in luce. Poi la Storia irrompe prepotentemente nella sua vita. Venduto da alcuni delatori per poche lire, nel corso di una retata viene catturato col fratello e il figlio Romolo. Prima a Regina Coeli, poi a Fossoli, dove per fortuna Romolo viene fatto saltare giù dal camion che li trasporta, e infine ad Auschwitz.
Qui combatte per vivere, e anche per morire, lasciando risuonare anche tra le baracche del lager le raffiche dei pugni di un peso piuma mai domo.

Raccontiamo la storia di Leone Efrati anche in Cronache Ribelli volume 2, che trovate qui:

https://bit.ly/3pr0znL

04/08/2021

Dal web

"Il presidente sportivo del Coni, Giovanni Malagò, visto il meticciato che ha invaso prepotentemente il medagliere olimpionico italiano ha ben pensato di dire la sua e dire una st*****ta: secondo lui andrebbe istituito uno ius soli per merito sportivo. Se hai 18 anni e sei un buon atleta, l'Italia dovrebbe riconoscerti la cittadinanza.
Malagò probabilmente non ha manco capito che schifezza ha espresso, che abominio sia l'idea che se sei africano ma salti tanto alto allora hai diritto a farti chiamare italiano.
Ma tant'è, a me basta pensare che voi vecchi tecnocrati bastardi verrete spazzati via dall'evidenza. Ci saranno le Egonu ad eclissarvi, gli Jacobs, i judoki algerini che si rifiutano di continuare a competere se significa legittimate Israele, le tiratrici che chiamavate cicciottelle quattro anni fa e ora rincarano facendo coming out, i tuffatori che fanno l'uncinetto mentre supportano le donne che competono nella stessa disciplina, quella strafica mangiamedaglie che sta sdoganando il fatto che anche la salute mentale è salute, due avversari che sono anche amici e si spartono l'oro. Tutto questo vi spazzerà via e sarà l'avanguardia di un mondo senza di voi."

I risvolti sportivi della "cura" economica BCE+UE+Draghi per la Grecia.L’altra faccia della medaglia - la dura realtà de...
04/08/2021

I risvolti sportivi della "cura" economica BCE+UE+Draghi per la Grecia.

L’altra faccia della medaglia - la dura realtà dello sport professionistico greco.

Nonostante le imprese epiche di Tentoglou e Douskos, che a Tokyo hanno spinto la Grecia più in alto della Spagna (per dirne una) nel medagliere olimpico, le medaglie dei Giochi hanno un’altra faccia molto meno gloriosa e pubblicizzata.

È la faccia di Theodoris Iakovidis, il sollevatore di pesi greco che ha annunciato in diretta tv il suo ritiro. Fra le lacrime ha denunciato le vergognose condizioni degli atleti ellenici, costretti a ti**re avanti con soli 250€ al mese di sussidi. Dell’impossibilità di allenarsi serenamente e della vergogna che prova nell’andare persino dal fisioterapista che, conoscendo il suo stato di indigenza, non accetta denaro da lui.

È lo stesso atleta che tre anni fa aveva raccontato la miseria degli sportivi greci, ridotti a pranzare alla mensa per i poveri di una chiesa di Kallithea, periferia sud di Atene.

Un contesto drammatico in cui è di fatto impossibile continuare a praticare sport in modo professionistico. Ma come sempre accade da un po’ di tempo a questa parte il popolo di Grecia si mostra molto più umano dei suoi governanti. La tifoseria del Panathinaikos, club in cui milita Theodoris, ha aperto un conto corrente di solidarietà per sostenerlo. Mentre la rete si è mobilitata per seguire in massa il profilo Instagram di Iakovidis, facendo così aumentare la visibilità e quindi le sponsorizzazioni e consentirgli di continuare ad allenarsi.

Una storia solo apparentemente grottesca, perché assolutamente in linea con il contesto sociale generale greco in cui la soglia di povertà coinvolge ormai il 35% della popolazione. E ha visto crescere esponenzialmente la presenza delle mense sociali in quasi tutti i quartieri delle grandi città. Nella sola area metropolitana di Atene, ad esempio, sfamano 40mila senza fissa dimora (prima della crisi erano 11mila). Una condizione miserabile che ha colpito anche la medaglia d’oro Miltos Tentoglou il cui allenatore, dopo la vittoria olimpica nel salto in lungo, ha denunciato la totale mancanza di fondi in cui versa l'atleta, anche lui costretto ad allenarsi in impianti privi di illuminazione notturna e ridotto a mangiare nelle taverne di Kalamata che “forniscono il vitto al nostro campione”.

Povertà ed esclusione cui si aggiunge l’assenza di qualunque prospettiva di riscatto sportivo. Una strada che, da sempre, contribuisce a salvare migliaia di giovani di tutto il mondo emancipandoli dalla miseria e dal degrado delle periferie. Ma che nel Paese che ha dato origine alle Olimpiadi, per molti, sembra essere definitivamente preclusa.

Nel mio piccolo, oltre che provare a raccontarvi e denunciare quello che da decenni accade in Grecia per colpa delle criminali politiche dell’Ue, posso solo invitarvi a seguire il profilo Instagram di Theodoris Iakovidis. Un gesto simbolico per sostenerlo e consentirgli di continuare a rappresentare con orgoglio e dignità la Grecia e il suo popolo così come ha sempre fatto fino ad oggi: https://instagram.com/thodores_iakovidis?utm_medium=copy_link

Anche questo è un oro conquistato sul campo.Vento in poppa ai fuggiaschi
01/08/2021

Anche questo è un oro conquistato sul campo.
Vento in poppa ai fuggiaschi

L'uomo si è dato alla fuga con tanto di grosso borsone in spalla schivando le auto in sosta. La sua giustificazione non ha convinto la polizia

"Rashford missed a penalty, but quite a few kids didn’t miss a meal because of him, respect""Rashford ha mancato il gol ...
12/07/2021

"Rashford missed a penalty, but quite a few kids didn’t miss a meal because of him, respect"

"Rashford ha mancato il gol nel calcio di rigore, ma pochi bambini hanno perso il pasto grazie a lui. Rispetto"

Marcus Rashford, classe 1997.
Non tutti i giovani atleti professionisti sono per forza dei viziati disinteressati.
Non è mai "solo" sport.

Smantellata organizzazione neofascista milanese di ventenni. Azione più rilevante compiuta? Prenderle dagli antifascisti...
01/07/2021

Smantellata organizzazione neofascista milanese di ventenni. Azione più rilevante compiuta? Prenderle dagli antifascisti svizzeri ✅

Quattro misure restrittive della libertà personale, a carico di quattro italiani, sono state eseguite dagli agenti della Digos della Questura di Milano, nel capoluogo lombardo e a Trieste, nell'ambito di di una inchiesta che ha permesso di individuare e di... (ANSA)

Non chiamatelo sport da "uomini".Per la prima volta in 101 anni, il pugilato maschile italiano non avrà rappresentanti a...
29/06/2021

Non chiamatelo sport da "uomini".
Per la prima volta in 101 anni, il pugilato maschile italiano non avrà rappresentanti alle Olimpiadi. Il pugilato femminile, legale in Italia da soli venti anni, manderà un'importante delegazione.
Sport diritto del popolo, senza distinzioni. Continuiamo a costruire l'alternativa 💪

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Alle prossime Olimpiadi di Tokyo a rappresentare la boxe italiana ci sarà solo la squadra femminile. Irma Testa, Angela Carini, Giordana Sorrentino e Rebecca Nicoli, gareggeranno contro le colleghe di tutto il mondo per conquistare una medaglia. Una piccola grande rivoluzione, quella della squadra femminile di pugilato che consentirà all'Italia di essere rappresentata anche in questa disciplina. Al contrario delle colleghe, infatti, nessun uomo è riuscito a ottenere sul ring il pass per la competizione olimpica: la boxe italiana al maschile non ha qualificato pugili in nessuna delle categorie. Un fatto mai accaduto in 101 anni, dall’edizione di Anversa del 1920.

...ormai sessantenne, anche Frank Bruno mostra come l'amore per lo sport e la sua costante pratica mantengano giovani a ...
19/06/2021

...ormai sessantenne, anche Frank Bruno mostra come l'amore per lo sport e la sua costante pratica mantengano giovani a lungo.
Frank Bruno è un pugile a cui sono molto affezionato e che ho seguito per tutta la carriera, coronata dalla conquista del mondiale dei massimi targato WBC ai danni di Oliver McCall, nel 1995. McCall pareva già vecchio allora: pensare che sia salito sul ring fino al 2019, a 54 anni, mette davvero i brividi.

Frank Bruno avrebbe perso la propria corona a mezzo di un drammatico KO inflittogli da Mike Tyson, allora al terzo match dopo il rientro successivo al periodo detentivo. Un KO che avrebbe fatto il paio con quello subito sette anni prima, contro il Tyson più devastante di sempre.

Non è solo vedendo Bruno sul ring che il mio affetto per lui sia giunto a questi livelli.
Nei primi anni duemila, dopo il divorzio dalla compagna di tutta una vita e madre dei suoi tre figli, Frank era precipitato in un turbinio di eventi negativi che ne avevano portato a galla le debolezze caratteriali.
Dall'abuso di cocaina, dal subdolo sussurro della depressione, si giunse ad una sorta di TSO che in Inghilterra chiamano "Mental Health Act 1983": un passo che era stato breve ma che aveva comportato enorme dolore.
Non ho mai nascosto di essere anch'io un uomo che ha combattuto da solo con i propri demoni, quindi non posso che apprezzare la trasformazione di Frank il quale, da bersaglio di giornali spazzatura come il Sun, che mettevano al pubblico ludibrio i suoi momenti bui, è ora divenuto punto di riferimento per i giovani inglesi problematici, i quali possono parlare a questo gigante dagli occhi buoni senza timore di essere giudicati.

Se fossi un giovane inglese in lotta con la mia anima bucherellata, vorrei che a parlarmi - con la propria calma e l'evidente onestà - fosse proprio Frank.
Perché Frank ha combattuto ogni sorta di battaglia, sul ring o ai piedi di esso; lui per quella porta angusta ci è passato ed ora è l'uomo a cui si può dire qualsiasi cosa senza vergognarsene, che si può abbracciare, che ti può tenere le mani con le sue, enormi e rassicuranti.

Ciao Frank, vai avanti così! Personalmente, ti voglio un gran bene!
Nicolini racconta di pugili

Nove anni fa moriva Teofilo Stevenson, tre volte oro olimpico nei pesi massimi.Nella sua eleganza, nel suo instancabile ...
13/06/2021

Nove anni fa moriva Teofilo Stevenson, tre volte oro olimpico nei pesi massimi.
Nella sua eleganza, nel suo instancabile incedere, nel suo infinito orgoglio, si potevano leggere le linee basiche dei quasi trecento anni di storia del moderno pugilato.

Il senso dello sport in un mondo dominato dal mercato. Forza Eriksen
12/06/2021

Il senso dello sport in un mondo dominato dal mercato. Forza Eriksen

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