16/09/2025
Lo scorso weekend, con la Coppa della Divisione, la stagione 2025/26 è ufficialmente iniziata. La prima, dopo ventisette anni, senza Manfredonia.
Da gennaio il nostro main sponsor non ha più garantito il sostegno economico concordato verbalmente, nonostante svariate rassicurazioni e la nostra serenità, visto che precedenti accordi sia scritti che verbali sono sempre stati onorati con correttezza e precisione.
Per cinque mesi la nostra squadra ha continuato a scendere in campo, in un Palazzetto interamente coperto dal loro marchio, con il loro nome sulle nostre maglie, portandolo in giro per l’Italia.
Lo abbiamo fatto in Serie A, in un contesto di visibilità nazionale, dando dignità e orgoglio a un progetto che meritava rispetto.
Nel frattempo, situazioni di grande dramma economico sono state colmate, nei limiti del possibile, dalla Presidenza, con apporti personali per cercare di non far mancare niente a giocatori e staff, non potendoci riuscire fino in fondo.
Nel sabato appena passato avremmo dovuto disputare la nostra prima gara stagionale al PalaScaloria, davanti al nostro pubblico.
Non è accaduto.
Siamo stati lasciati soli.
Una realtà sportiva, fatta di passione, impegno e sacrifici, è stata costretta a fermarsi.
Con essa, Manfredonia ha perso:
* una delle squadre simbolo della disciplina in Italia, riconosciuta anche in ambito internazionale grazie ai giocatori che vi hanno militato;
* una delle Under 19 Nazionali che ha prodotto maggiori talenti negli ultimi anni, raggiungendo traguardi storici;
* Under 17 e 15 Regionali, con benemerenza, titoli di eccellenza e un ricco palmarès;
* settore di attività di base: dai bambini ai ragazzi pronti per la massima categoria nazionale, si parla di oltre cento tesserati, dunque famiglie che hanno sposato, con noi, un progetto educativo, formativo e potenzialmente lavorativo.
Ci chiediamo: ci meritavamo davvero tutto questo?
Potremmo chiederlo anche agli organi d’amministrazione locali, su tutti quelli comunali: Sindaco, Assessori, Consigliere delegato che hanno provato a sensibilizzare e far comprendere il valore del progetto per tutto il territorio. Tentativi che si sono rivelati vani.
Eppure, paradossalmente, sembra non essere cambiato nulla e che gli unici a rimetterci dalla vicenda siano stati coloro che hanno creduto, mettendoci impegno e reputazione, nella salvezza di questa realtà. Nessun altro, invece, ha commentato la vicenda, né ha subito conseguenze dal dibattito scaturitosi (se c’è stato).