28/05/2026
PERCORSO DI LETTURA SULLA MARINERIA
Ho cominciato a proporre un percorso di lettura sulla marineria che, inevitabilmente, è anche un percorso sull'umanità dei protagonisti.
Ho iniziato con "Magellano", nella ricostruzione storica magistrale scritta da Stefan Zweig. L’impresa di Magellano, il 1500, coincide con il cambio di un'epoca, l’inizio delle grandi esplorazioni. E’ seguita la proposta dell'Incredibile viaggio di Shackleton al polo sud", anch’esso segna un altro cambio di prospettiva, il 1914, con la fine dell’epoca delle grandi esplorazioni. Ho continuato il percorso proponendo il riferimento storico dei navigatori solitari "Joshua Slocum" che riuscì a compiere il giro del mondo nel 1895 sullo "Spray", impresa memorabile soltanto se si pensa agli strumenti disponibili.
Sono tre libri dove la storia personale del protagonista è strettamente connessa al periodo storico e alla tecnologia del momento in cui vivono.
Con il quarto libro che propongo si entra in modo deciso nel mondo della vela italiana.
Si tratta della storia di un personaggio che collezionò: una medaglia olimpica d’oro (1952) e una d’argento (1956), fu tre volte campione del mondo (1952, 1953 e 1956), dieci volte campione d’Europa (1938, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1954, 1955, 1956 e 1959), dodici volte campione d’Italia (1938, 1946, 1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1954, 1955, 1956 e 1959), tre volte di Germania (1954, 1955 e 1957) e una volta di Francia (1959) oltre ad affermarsi in competizioni minori; inoltre nella classe 5,5 Stazza internazionale ebbe un titolo mondiale (1965) e vinse una One Ton Cup (1973).
A parlarne si potrebbe rischiare di focalizzare l'attenzione solo sull'aspetto sportivo e tecnico; invece la storia umana di questo personaggio ha avuto una tale rilevanza che nel 2001 gli venne conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi l'onorificenza di Cavaliere di gran croce della Repubblica Italiana: si tratta del nostro Agostino Straulino.
Di un personaggio così gigantesco sono stati pubblicati diversi libri; molti di questi non sono più trovabili. Nel 2005 (un anno dopo la scomparsa di Agostino) è stato pubblicato una biografia a cura di Giuliano Gallo, inviato del Corriere della Sera. Gallo, istriano come Straulino, ha riscritto la storia con un taglio che ho apprezzato molto; scavando nella storia della vita di Agostino e della sua comunità è riuscito a restituire tutto il senso logico della sua carriera. E' un libro che si legge tutto d'un fiato: i momenti di grande intensità si inseguono uno dietro l'altro e i momenti di relativa calma sono solo pause per riprogettare altre imprese.
Il percorso di formazione è significativo. Iniziò a veleggiare su una deriva costruita (chiamata Sogliola) dalla sua famiglia, poi una deriva di 5 metri (Lanzarda) con la quale girovagava tra le isole della Dalmazia e poi le Star, la classe di barche a chiglia fissa con la quale esordì durante la sua permanenza in Accademia Navale nel 1938.
Con estrema dignità e coraggio ha affrontato la guerra, la prigionia e i lavori forzati. Ha ricominciato a navigare nel dopoguerra con mezzi minimali e scadenti ma il suo talento emerse ugualmente.
Agostino Straulino era un marinaio a 360 gradi: dalle olimpiadi alle crociere scuole con la nostra nave scuola, Amerigo Vespucci.
Con la nave scuola “Corsaro II” affrontò anche le regate d’altura come quella dalla California a Honolulu.
Lo propongo a tutti, anche non velisti, perché si tratta di un percorso di vita e di vita sportiva condotta in modo esemplare.
Oltre al libro (ed. Nutrimenti) esiste una documentazione fotografica e cinematografica recuperabile on line. La Rai ha prodotto un bel documentario ancora visibile nelle teche rai.