Fitzcarraldo scuola vela

Fitzcarraldo scuola vela la scuola vela fitzcarraldo nasce come componente didattica e formativa di marineria velica della Compagnia delle Derive nel 1989.

Il centro di formazione velica ritornerà operativo in aprile 2026 come supporto didattico ai circoli, agli ex allievi e iniziative utili alla formazione marinaresca. Si sviluppa con successo a Brenzone sul Garda grazie all’apporto appassionato e compentente di molti volontari. I fondatori, Luigi Candela, Emi Uccelli e Massimo Zanin, provengono da parti diverse dell’Italia ma hanno la comune voglia

di fare formazione di alto profilo e alla portata di tutti: una combinazione difficile da realizzare ma che riuscirà grazie alla passione di Luigi (istruttore fiv di 2° liv.) e all’adozione di derive classiche come il Flying Junior, il Caravelle, il Cadet che risultano versatili, economiche e formative. A ciò si aggiunge la location nel miglior contesto velico internazionale dell’alto lago di Garda. Ad anni di crescente successo con atleti piazzati nelle regate nazionali e internazionali si aggiungono eventi di controtendenza, - come la Fitzcarraldo Cup e le attività invernali - che presto saranno imitati. La necessità di rispondere meglio alla crescente domanda di formazione di qualità fa incontrare lo staff della Compagnia delle Derive con lo Yacht Club Verona. Dopo una collaborazione di due anni la compagine sociale della Compagnia entra dentro lo Yacht Club Verona. Di fatto nasce un nuovo gruppo dove la scuola vela fitzcarraldo rimane il nucleo formativo con base a Brenzone sul Garda.

PERCORSO DI LETTURA SULLA MARINERIAHo cominciato a proporre un percorso di lettura sulla marineria che, inevitabilmente,...
28/05/2026

PERCORSO DI LETTURA SULLA MARINERIA
Ho cominciato a proporre un percorso di lettura sulla marineria che, inevitabilmente, è anche un percorso sull'umanità dei protagonisti.
Ho iniziato con "Magellano", nella ricostruzione storica magistrale scritta da Stefan Zweig. L’impresa di Magellano, il 1500, coincide con il cambio di un'epoca, l’inizio delle grandi esplorazioni. E’ seguita la proposta dell'Incredibile viaggio di Shackleton al polo sud", anch’esso segna un altro cambio di prospettiva, il 1914, con la fine dell’epoca delle grandi esplorazioni. Ho continuato il percorso proponendo il riferimento storico dei navigatori solitari "Joshua Slocum" che riuscì a compiere il giro del mondo nel 1895 sullo "Spray", impresa memorabile soltanto se si pensa agli strumenti disponibili.
Sono tre libri dove la storia personale del protagonista è strettamente connessa al periodo storico e alla tecnologia del momento in cui vivono.

Con il quarto libro che propongo si entra in modo deciso nel mondo della vela italiana.

Si tratta della storia di un personaggio che collezionò: una medaglia olimpica d’oro (1952) e una d’argento (1956), fu tre volte campione del mondo (1952, 1953 e 1956), dieci volte campione d’Europa (1938, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1954, 1955, 1956 e 1959), dodici volte campione d’Italia (1938, 1946, 1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1954, 1955, 1956 e 1959), tre volte di Germania (1954, 1955 e 1957) e una volta di Francia (1959) oltre ad affermarsi in competizioni minori; inoltre nella classe 5,5 Stazza internazionale ebbe un titolo mondiale (1965) e vinse una One Ton Cup (1973).

A parlarne si potrebbe rischiare di focalizzare l'attenzione solo sull'aspetto sportivo e tecnico; invece la storia umana di questo personaggio ha avuto una tale rilevanza che nel 2001 gli venne conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi l'onorificenza di Cavaliere di gran croce della Repubblica Italiana: si tratta del nostro Agostino Straulino.
Di un personaggio così gigantesco sono stati pubblicati diversi libri; molti di questi non sono più trovabili. Nel 2005 (un anno dopo la scomparsa di Agostino) è stato pubblicato una biografia a cura di Giuliano Gallo, inviato del Corriere della Sera. Gallo, istriano come Straulino, ha riscritto la storia con un taglio che ho apprezzato molto; scavando nella storia della vita di Agostino e della sua comunità è riuscito a restituire tutto il senso logico della sua carriera. E' un libro che si legge tutto d'un fiato: i momenti di grande intensità si inseguono uno dietro l'altro e i momenti di relativa calma sono solo pause per riprogettare altre imprese.
Il percorso di formazione è significativo. Iniziò a veleggiare su una deriva costruita (chiamata Sogliola) dalla sua famiglia, poi una deriva di 5 metri (Lanzarda) con la quale girovagava tra le isole della Dalmazia e poi le Star, la classe di barche a chiglia fissa con la quale esordì durante la sua permanenza in Accademia Navale nel 1938.
Con estrema dignità e coraggio ha affrontato la guerra, la prigionia e i lavori forzati. Ha ricominciato a navigare nel dopoguerra con mezzi minimali e scadenti ma il suo talento emerse ugualmente.
Agostino Straulino era un marinaio a 360 gradi: dalle olimpiadi alle crociere scuole con la nostra nave scuola, Amerigo Vespucci.
Con la nave scuola “Corsaro II” affrontò anche le regate d’altura come quella dalla California a Honolulu.
Lo propongo a tutti, anche non velisti, perché si tratta di un percorso di vita e di vita sportiva condotta in modo esemplare.
Oltre al libro (ed. Nutrimenti) esiste una documentazione fotografica e cinematografica recuperabile on line. La Rai ha prodotto un bel documentario ancora visibile nelle teche rai.

15/05/2026
NUOVA LETTURA CONSIGLIATA"IL PRIMO VIAGGIO A VELA INTORNO AL MONDO COMPIUTO IN SOLITARIO, SENZA MOTORE, SENZA RADIO, SEN...
08/05/2026

NUOVA LETTURA CONSIGLIATA
"IL PRIMO VIAGGIO A VELA INTORNO AL MONDO COMPIUTO IN SOLITARIO, SENZA MOTORE, SENZA RADIO, SENZA CRONOMETRO, SENZA SPONSOR, SENZA ASSICURAZIONE SULLA VITA E CON UN DOLLARO IN TASCA…."

Il capitano della marina mercantile a vela Joshua Slocum nel 1895 partì da Boston con lo sloop Spray; aveva 51 anni e un curriculum di navigazione iniziato a 16 anni con un fuga da casa dei genitori per imbarcarsi su una goletta da pesca.
Joshua Slocum, di origine canadese poi naturalizzato USA, fu il primo uomo a circumnavigare il globo da solo con una piccola barca, 36 piedi.

La sua passione per la navigazione era autentica e nacque quando il padre si stabilì a Westport nell’isola Brier. Dava una mano nella bottega del padre che confezionava stivali in cuoio per i pescatori. Da qui Joshua vedeva la foresta di alberi delle navi nel porto.
Accade qualcosa in quel periodo che lo segna nell’anima. Joshua si costruì di nascosto un modellino di una nave che aveva chiesto “molti momenti furtivi” rubati forse ai doveri della bottega. Mentre stava ritoccando gli ultimi dettagli viene scoperto dal padre che prende il modellino e lo scaglia sul pavimento distruggendolo. Questo evento indubbiamente crudele rimase incaccellabile nella memoria di Joshua che tuttavia lo considerò “un esercizio legittimo dell’autorità paterna”

Quando Joshua partì nel 1895 per il giro del mondo aveva avuto negli anni precedenti successo negli affari economici con la navigazione mercantile, aveva avuto una bella nave a vela, ma anche un naufragio; mise in pratica la sua arte costruendosi una barca per tornare a casa dopo il naufragio, rimase vedovo della moglie che lo accompagnava su tutte le navi, ma si risposò. L’apice della sua carriera l’ebbe con il comando del Northern Light, nave a vela splendida, di cui aveva anche una quota. Un giornalista di New York fece visita alla famiglia Slocum quando viveva a bordo e scrisse un articolo che elogiava l’armonia della famiglia e delle comodità delle quali era circondata considerate eccezionali per l’epoca. tra gli oggetti poco diffusi in una nave mercantile a vela si potevano annoverare: sofà, biblioteca, pianoforte.
Tuttavia la navigazione a vapore era in espansione e il declino della navigazione a vela colpì gradualmente anche Joshua, il quale rifiutava questo modo di navigare considerato puzzolente e innaturale.

Resistette a lungo ma alla fine si trovò in serie difficoltà.
La sua voglia di navigare era insopprimibile. Un suo amico, Eben Pierce, nel 1892 gli regalò lo sloop(1) Spray, quasi un relitto. Joshua lavorò duramente e alla fine quasi lo ricostruì; fu varato nel 1893.


Fu il primo uomo che riuscì a compiere il giro del mondo in solitaria su una barca in gran parte ricostruita.
Di questo viaggio c’è un libro che raccoglie in stile semplice e schietto tutte le avventure vissute da Joshua. In realtà esistono due libri oltre al diario di Slocum e tante altre cose su questo personaggio, compreso una sezione dedicata al “New Bedford Museum”(2*). Per esempio il ricercatore Walter Teller della John Simon Guggenheim memorial foundation ha scritto la biografia di questo singolare personaggio con il titolo “alla ricerca del capitano Slocum”. il libro è ricco di dettagli straordinari che spiegano la psicologia del personaggio. Esiste una ricerca più recente realizzata da Grayson, che ha scritto “a man for all oceans” della Tilbury House Publishers. Mentre il diario del viaggio, scritto da Joshua, è insieme un saggio di arte marinaresca, una cronaca del cambiamento tra fine 1800 e inizio 1900 e di una serie di avventure a tratti comiche. Il libro “solo intorno al mondo, il viaggio dello Spray” divenne un libro consigliato nelle scuole americane per lo stile della scrittura, per il messaggio sano che se ne ricavava, per essere allo stesso tempo un saggio di geografia e tecnica.

Uno stralcio del suo diario all’estremo sud america…
“terzarolate le vele ero sceso a sedermi in cabina per riposare gli occhi, talmente impressionato da ciò che, nell’ordine del tutto naturale delle cose, potevo aspettarmi, che sebbene assopito, l’aria stessa respirata pareva avvisarmi del pericolo.
I miei sensi percepirono una voce d’avvertimento, -oh, dello Spray! - fui d’un salto in coperta chiedendomi chi mai, laggiù, potesse conoscere così bene lo Spray da riconoscerlo e gridare il suo nome mentre passava l’oscurità; c’era infatti tutt’intorno, adesso, una notte nerissima, eccetto lontano a sud ovest, dove si levava il vecchio e ben noto arco bianco, terrore di capo Horn, che veniva avanti rapidamente, spinto da una burrasca di sud ovest. Ebbi solo un istante per mollare in bando la vele assicurare tutto solidamente, prima che esso colpisse… soffiò per trenta ore”
Così Slocum fu trasportato dalla bufera fino Sandy Point, cioè Punta Arenas, stazione cilena di rifornimento del carbone.

I cronisti e gli “esperti” contemporanei di Slocum misero a volte in dubbio i suoi racconti perchè non credevano che uno sloop potesse mantenere una rotta stabilita senza che il timoniere governasse il timone.
In effetti non è sempre possibile e facile regolare l’assetto delle vele in modo che la barca non cambi la rotta stabilita. Ma Slocum ci riusciva e lo testimoniarono alcuni ospiti che veleggiarono sullo Spray dopo la fine della circumnavigazione.
Ancora oggi è possibile farlo, ma alcuni sistemi, dal timone a vento al timone automatico collegato con un gps”, permettono cose incredibili rendendo molto facile “l’auto governo”
Per questo motivo gli esperti ritengono che Slocum praticasse “pura arte di navigazione a vela”. Tuttavia non era da meno nella navigazione astronomica, cioè nello stabilire la propria posizione con gli astri. Esempio di questa abililità era la capacità di approdare con la giusta rotta in isole minuscole in pieno oceano.

Questo libro-diario di viaggio è una lettura perfetta per l’estate in arrivo; a metà tra saggio di tecnica di navigazione e storia che narra il cambio di un’epoca con l’inizio del ‘900

(1)sloop = piccola barca a vela armata con un albero su cui viene issata una randa e un fiocco.
(2) https://www.whalingmuseum.org/exhibition/the-spray-will-come-back/
(3)"A Man for All Oceans" svela la storia della vita di Slocum in modo più completo che mai. Grayson, storico della navigazione e della vela, nonché velista di piccole imbarcazioni, ha basato il suo libro su anni di meticolosa ricerca, utilizzando fonti dell'epoca di Slocum. Questi documenti hanno finalmente fornito risposte a domande che gli studiosi di Slocum si ponevano da anni, offrendo al contempo nuove e preziose informazioni sulla sua vita. Il libro permette finalmente ai lettori di conoscere da vicino uno dei più grandi velisti della storia. Il New Bedford Whaling Museum e la casa editrice Tilbury House Publishers vi invitano a incontrare il Capitano Joshua Slocum.

29/04/2026
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Un po' di vento: solo randa e mezzana al lavoro

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