30/11/2025
In attesa di un nuovo weekend di polveri, il Responsabile Luca Cenni trascorre giorni e notti di acribia organizzativa e vaghi presentimenti. Non c'è luogo delle attività dove non possa materializzarsi all’improvviso e la sua figura, circonfusa da una luce semidivina, aggiunge al già riconosciuto dono dell’ubiquità, il crisma dell’infallibilità profetica.
Mister Cappelloni, come un vecchio funzionario rotto a tutte le astuzie del mestiere, fischia la fine della ricreazione e raggiunge Castel del Piano saldo nella convinzione che certi compiti non si conducono a mezzadria. Il suo terzo occhio, capace di inquieta chiaroveggenza, gli preannuncia marce omeriche ma quelli come lui, con la pelle dei palmi ispessita dal contatto col ma**co della zappa, sono in grado di affrontarle anche nell’azzardo più sbilanciato, anche in mancanza di bibliche truppe cammellate.
Alla fine è un pari ma col retrogusto della vittoria.
La Dottrina Dzugumovic© supera le Colonne di Ercole e arriva a Norcia nel match di cartello della terza giornata di campionato. In un confronto che si preannuncia equilibrato, Super Senija punta tutto sull'orgoglio, una materia che a certe latitudini può surriscaldarsi più del metallo. Intanto però, il prepartita è dedicato ai piaceri dell’ offerta gastronomica e i suoi ragazzi sono convocati per l’ora di pranzo, con l’obiettivo dichiarato di attribuire la responsabilità di un insuccesso al torpore di una digestione lenta.
Tra le due squadre, entrambe a punteggio pieno, inizia subito una partita psicologica di occhi ferini e sguardi obliqui, nell’attesa che il tabellone, giudice insindacabile del campo, definisca quale piatto della bilancia agonistica abbia ceduto, impietoso, alla gravità del risultato sfavorevole.
Alla fine il piatto è il nostro e l’unico colpevole, come detto, è il collasso postprandiale.
Francesco Petro porta nella capitale un mondo variopinto, seducente e innocuo che pretende per intero la sua attenzione. È il tesoro dell’Agilla Calcio che si schiude come il forziere nascosto in una caverna de Le mille e una notte. I bambini, in modo scanzonato e guascone, alternano una comica sarabanda a buoni spunti di disciplina e gioco, lasciando intravedere i segni di una crescita individuale e collettiva.
Bortone e Vignaroli certificano il loro sodalizio sportivo e, per una legge della chimica che si agita in tutti i regni della natura, ci ricordano che esistono legami che, se spezzati, possono generare forze fatali. Consapevoli dell’importanza che hanno le cose penultime, si affidano al loro proverbiale guizzo periscopico per chiudere le ultime settimane d’autunno sul dolce dell’ennesima impresa, scegliendo Castel del Piano per puntare alla gola del maschio alfa invecchiato.
Ci riescono e il re, ancora una volta, abdica a favore dell’Agilla.
Infine c’è il sottoscritto che, rintanato nelle retrovie, anela il ritorno in prima linea cercando consolazione nell’illusione di un improvviso, favorevole e illogico rovescio di fortuna.
Antonio Perugino
Importante non è la meta, importante è il viaggio.