Sono tanti i nomi inventati per definire quelle persone che oltre alle ‘statisticamente’ normali difficoltà della vita hanno la ventura di aggiungerne qualcuna supplementare, fisica, mentale, relazionale ... Ma sono tanti quelli che, nonostante queste difficoltà addizionali non vogliono rinunciare al piacere e alla carica di una pratica agonistica che li metta a confronto con se stessi e con gli a
ltri, nel rispetto di regole condivise e con la passione che trapela dai gesti e con l’entusiasmo che non conosce la rivalità. A questi atleti sono dedicati i giochi del Meeting Polisportivo. E l’agonismo sano e pulito
con cui onorano lo sport deve essere mostrato, divulgato e pubblicizzato soprattutto presso i giovani affinché possano riconoscere nelle varietà del gesto atletico il valore etico e assoluto dell’integrazione e della condivisione leale di un momento agonistico. La presenza del pubblico, Lions, scuole, associazioni sportive, è quindi una parte assolutamente essenziale e qualificante della stessa manifestazione; affinché il messaggio sportivo e sociale possa diffondersi il più estesamente possibile e costituire un concreto passo nel cammino verso una migliore civiltà. Non ho visto più mio figlio ...
“Ero in mezzo a tanta gente che faceva il tifo sugli spalti e guardando nel terreno di gioco non distinguevo più mio figlio, vedevo solo tanti atleti; non sono mai stato così felice ...” In queste poche parole è racchiuso il senso e lo scopo dell’attività che il Lions Club di Ovada, un club di servizio, svolge nel campo della disabilità. Pechino 2008 con gli spalti riempiti di gente “comandata” è stata, ci si augura, l’ultima espressione di un disinteresse superato dall’entusiasmo genuino di Londra 2012 e Rio 2016. Ma nelle manifestazioni di minor richiamo la realtà è diversa. Sugli spalti si vedono gli atleti in attesa di gareggiare, i loro amici e i loro parenti, e, di solito, nessun altro. ...
Il Lions Club di Ovada organizza dal 1997 una kermesse sportiva destinata ai disabili. La comunità è mobilitata e gli spalti si mostrano degni dell’evento sportivo. La coreografia complessa e curata e l’azione martellante di informazione verso le scuole e verso la cittadinanza ha portato questa manifestazione a diventare un appuntamento importante per i disabili non tanto per gli aspetti sportivi, ma soprattutto per la cornice che hanno le loro gesta atletiche e per il calore umano che un territorio manifesta verso di loro. Ed è proprio il calore umano che un territorio sa esprimere ciò che rende indimenticabile, per tutti, un evento che da sportivo diventa un evento di civiltà. Memorial Giorgio Giacobbe”
Giorgio Giacobbe partecipa nel 1994 alla fondazione del Lions Club di Ovada Inventa nel 1997 il primo “Meeting Sportivo per Disabili” e ne dirige l’organizzazione da parte del Lions Club di Ovada. Partecipa attivamente all’organizzazione delle edizioni successive del meeting sportivo, nel 1999, 2001, 2003 e 2005, facendolo diventare un appuntamento stabile nel panorama sportivo alessandrino e stimolando le pubbliche istituzioni all’abbattimento delle barriere architettoniche, e non solo, che troppo spesso isolano e discriminano il mondo della disabilità. Promuove ed accompagna le straordinarie imprese sportive degli atleti del nostro territorio Roberto LaBarbera e Roberto Bruzzone. Favorisce nel 2004 la nascita del Leo Club di Ovada coinvolgendone i giovani membri nelle attività di servizio indirizzandole particolarmente alle iniziative sportive per disabili. E’ fondatore e sponsor principale dal 2005 del Bob Team ad Alessandria, permettendole di vivere la straordinaria avventura della partecipazione al campionato mondiale di bob ed infine alle
Olimpiadi Invernali 2006 di Torino. Viene insignito, nel 2007, in occasione della sesta edizione del meeting, della più alta onorificenza lionistica, il “Melvin Jones Fellow”. Il Lions Giorgio Giacobbe è stato una delle figure più significative nel panorama sportivo di Ovada e della Provincia di Alessandria. Dello sport ha saputo cogliere non solo gli aspetti agonisticamente più coinvolgenti ma ha voluto che attraverso lo sport giungesse a tutti ma soprattutto ai giovani, un messaggio di speranza, di volontà, di dedizione, di servizio. Organizzatore infaticabile era sempre pronto a dare un contributo importante di idee, di attività, di esempio. Ora vediamo, intorno a noi, i profondi segni del suo operato. Li vediamo nell’eredità imponente fatta di opere e di idee, di esempi e di convinzioni, li vediamo nell’affetto e nella riconoscenza dei tanti disabili che, grazie a lui, hanno trovato nello sport un motivo per sorridere alla vita.