02/09/2026
Le parole di chi ha percorso ๐๐ผ๐บ๐๐ฟ๐ ๐ง๐ฟ๐ฎ๐ถ๐น raccontano quello che una semplice descrizione non puรฒ spiegare: le emozioni lungo il cammino, gli incontri inattesi, la meraviglia di certi paesaggi e, soprattutto, il piacere di rallentare e guardare il territorio con occhi nuovi.
Per questo continuiamo a raccogliere e condividere le esperienze di chi รจ partito, passo dopo passo, lungo i sentieri BomArt Trail.
Perchรฉ a volte basta leggere il racconto di qualcun altro per ritrovare quella voglia semplice di mettere lo zaino in spalla e partire.
Oggi vi raccontiamo lโesperienza di Marco e Paola.
โIeri ultima tappa di questa grande impresa a tappe, dietro casa. Sveglia alle 4:30 per essere giร sul sentiero alle 6:20. Cโerano 9ยฐC e poca luce ancora! Le abbiamo provate tutte per provare a ingannare il caldo e affrontare i piรน di 1000 metri di dislivello di questa ultima sfida.
Il bosco ancora dormiva, si sentivano gli animali sgattaiolare via al suono dei nostri passi sulla sabbiolina umida, nei sentieri tra lโerica e i castagni giovani. Una valletta secondaria sul Savena, che non avevo mai esplorato. Una discreta quantitร di frane che ha fatto sentire a casa noi abitanti della Val di Zena. Si vede Loiano, la nostra destinazione finale, ma la si lascia alle spalle: si preannuncia una camminata piena di divagazioni e salite interessanti!
Si spunta allโAnconella, borghetto medievale, con unโantica locanda tutt'ora attiva. Si sale ancora, nelle zone dove si combatteva, lungo la Linea Gotica. Oggi rimane solo un pannello particolarmente apprezzato dai rovi, ma nel 1944 era teatro di fanteria e mitragliatrici. Si inizia a scendere e si apre un panorama splendido sul Monte delle Formiche e il Contrafforte Pliocenico, che ci accompagnerร per tutta la parte piรน settentrionale del cammino.
In uno dei luoghi piรน belli di tutto il cammino si trova il Lupo Loianese che ulula, ancora in gran forma, nonostante i 3 anni di etร . Una delle opere piรน suggestive, รจ collegata alla Futa da una passeggiata breve e piena di meraviglie, che negli ultimi anni ho avuto la fortuna di percorrere innumerevoli volte con le scuole di Pianoro: 700 metri in leggera salita che si percorrono in sole 2 ore andata e ritorno con le quarte elementari.
Si inizia a scendere, fino ad arrivare alle sensazionali arenarie di Barbarolo. E chi se le aspetta le rocce dellโArizona nelle colline bolognesi? Onde scavate dallโacqua, nelle sabbie di antichi mari Pliocenici. Dopo decine di anni di scoutismo alla mitica Casa Scout di Barbarolo, ne ho scoperta lโesistenza solo pochi anni fa, quando ho iniziato a scoprire il cammino: incredibile quanti tesori abbiamo a pochi passi da casa, senza saperlo. Poco oltre la chiesa che ci ha ospitato con la sua ombra massiccia, cโรจ la Lu**ca Ribelle: fatta di rametti e appassionata di panorami aerei e soleggiati.
Si inizia a sentire il calore delle 11 e si scende nel bosco. Iniziamo a correre per evitare il caldo piรน intenso e tocca abbandonare le cesoie con cui si dava una regolata ai rovi piรน esuberanti ai bordi del sentiero: la missione รจ arrivare a Loiano prima della chiusura del ristorante. Valli remote e dimenticate da Dio: si sale in mezzo al bosco, vicino allโOratorio di San Cristoforo, verso le Cascate delle Colore ormai secchine. Si intraprende lโultima massacrante salita nel dedalo di sentierini delle mountain bike, fino alla tanto agognata Pineta di Loiano. Lร sopra cโรจ lโIstrice e la Ragnatela che accolgono i camminatori con 100 km e 4000 m di dislivello positivo nelle gambe. Con lโultima โsalita tostaโ come recita il cartello non si scherza. Io la casserei, a favore della piรน dolce salita direttamente in cittร , proponendo le opere direttamente all'andata!
Sono veramente contento di essermi riuscito a ritagliare 6 giornate quasi consecutive per esplorare per intero un cammino giovane, nato da poco tempo fa, gestito da gente cosรฌ strampalata da credere in maniera viscerale nella bellezza del proprio territorio. 2 anni fa avevamo visto le prime opere, avevo scritto a Viva il Verde, e Daniele Maestrami mi ha subito incastrato alla grande. Ieri ci ha consegnato gli attestati e abbiamo sfoggiato le nostre credenziali riempite fino all'ultimo timbrino!
Verso tre quarti di cammino ti accorgi che le vere opere dโarte sono i faggi, le arenarie, i prati e i profili dei monti. Le opere di Land Art divertono, stimolano la collezione e identificano il prodotto. Arricchiscono un cammino curato e studiato, che sarebbe spettacolare anche senza Land Art.
Cammino eccezionale, consigliatissimo, ma sicuramente piรน godibile in 6 tappe. La tecnica di mettere una macchina allโarrivo e una alla partenza di ogni tappa permette di dosare in maniera millimetrica la lunghezza e il dislivello di ogni giornata ed รจ una buona idea per chi abita vicino. Altrimenti tenda o agriturismo sono unโottima alternativa, ma attenzione a non esagerare con le tappe troppo pesanti. Dopo 10 anni dallโultimo cammino, sono contento di averne fatto un altro. Ma lโanno prossimo Lido degli Estensi: ombrellone, sdraio e piadineโ.