OASI PERSEFONE_educazione-benessere-crescita personale

OASI PERSEFONE_educazione-benessere-crescita personale Oasi Persefone nasce dal desiderio di coltivare un luogo dedicato alla cura della persona e della comunità nelle sue varie espressioni.

Oasi Persefone è un centro che offre servizi e propone attività che hanno la finalità di promuovere benessere psico-emotivo e relazionale dei minori, delle famiglie, degli adulti e la crescita della comunità Oasi Persefone prende vita dalla volontà di generare possibilità di crescita e di cambiamento nei singoli individui e nei gruppi di cui essi fanno parte, per una Vita più felice. Oasi Persefon

e vuole essere un luogo fisico e mentale che accoglie le tante facce del malessere e che offre la possibilità di ridisegnarle trasformando le proprie esistenze. Oasi Persefone vuole essere un luogo fisico e mentale fucina di progetti che arricchiscano la comunità e che intessano nuove reti all’interno del territorio, per supportare e collaborare con gli organismi sociali già esistenti. Oasi Persefone vuole essere un luogo fisico e mentale che promuove un ben-essere che viene dall’interno, la costruzione, la scoperta, la ri-scoperta di risorse personali e/o collettive attraverso attività che mirano con vari strumenti a stimolare la creatività, la partecipazione, la curiosità, l’autonomia, la conoscenza. Oasi Persefone vuole essere un luogo fisico e mentale in cui l’Educazione dei piccoli e dei grandi diviene arte maieutica che si fonda sul movimento della dialettica, sul rispetto e sulla valorizzazione delle diversità, sull’affondare le radici dell’identità nelle peculiarità da riconoscere ed accettare. Oasi Persefone vuole essere un luogo fisico e mentale che combina l’idea del tempo libero con la convinzione che ogni attività umana può migliorare l’esistenza se stimola la capacità di desiderare insita nell’ Amore in senso lato, e se praticata con piacere e consapevolezza.

02/09/2019

“Dal mio zaino di viaggio ideale vorrei scaricare tutti i pesi inutili, per tenere
solo ciò che ho di leggero, utile e importante, per lasciare tanto spazio alle cose nuove che sicuramente verranno.
Così dovrei fare anche con la mia vita.
Scelgo quindi di portare con me la prudenza, ma non le paure. L'apertura mentale, non il pregiudizio. L'entusiasmo, ma non le illusioni. Il coraggio, non l'incoscienza.
Porto sicuramente i desideri, la passione e tutti i miei sogni, ma lascio i pesi del passato a casa.
Le mie convinzioni, le mie idee e i miei progetti, non le aspettative altrui. Il silenzio, non il rumore. L'amore, non la diffidenza.
Se la vita è un viaggio, allora è decisamente meglio viaggiare leggeri.”

Francesco Grandis, "Sulla strada giusta"
Illustrazione di Erika Kuhn

04/08/2019

L'importanza dello sviluppo delle abilità comunicative, il confronto delle idee, l'uso della parola, del gesto, il confronto con l'altro e con il gruppo. Imparare ad articolare i pensieri, discutere su argomenti sono competenze fondamentali che possiamo sviluppare con tecniche nate nel IV sec a.c. e che fanno parte della nostra cultura occidentale!

L'importanza della prevenzione 😊
23/07/2019

L'importanza della prevenzione 😊

Ora e adesso.
Bamibini felici, genitori sereni ❤️

L'adultitá è un percorso dell'anima
21/07/2019

L'adultitá è un percorso dell'anima





"Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.

Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente, riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano, presenti, futuri, eterni.

Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.

E’ qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenze nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.

Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.

Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o rifare i letti e le lavatrici.
Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.

Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi, al governo ladro, al sindaco che scalda la poltrona, alla società malata, ai piccioni che portano le malattie e all’insegnante delle elementari che era frustrata e le puzzava il fiato.

Sembrano adulti ma non lo sono affatto.

Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi le mani le ha temute.

Per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.

Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria.

L’odio potrebbe scoppiare ciclicamente o attendere a lungo per una sola e violenta detonazione, altri preferiscono implodere, mutilando anima e corpo, pur di non vedere.
Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.

Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato.

Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito sono amore, empatia, accettazione e leggerezza."

(Janusz Korczak,
educatore e medico polacco vittima Olocausto, morto nel campo concentramento di Treblinka insieme ai bambini del suo orfanotrofio)

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Leverano
73045

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+393384898150

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