20/06/2026
Igor: "Che splendido viaggio..." I campioni veri, quelli che non misurano la loro esistenza contando semplicemente i trofei, lasciano un’eredità emotiva nel cuore delle persone.
Igor Protti era, e rimarrà sempre, uno di questi.
Nelle sue ultime parole c’è la fotografia nitida della sua straordinaria sensibilità:
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio."
In un momento così intimo e doloroso, il suo primo pensiero non è andato ai gol, ai record o alla celebrità, ma alla gratitudine. Ha scelto di celebrare l'amore ricevuto e donato.
Ed è impossibile non provare una profonda commozione, mista a una sincera felicità per lui e per la sua famiglia, sapendo che prima di quel fischio finale è riuscito a segnare il gol più importante della sua vita: superare le barriere della sofferenza per scendere in campo un'ultima, straordinaria volta e accompagnare sua figlia Noemi all'altare. Un traguardo d'amore puro, che va oltre qualsiasi vittoria sportiva.
Questo ci ricorda una verità fondamentale che come mental coach cerco di trasmettere ogni giorno: lo sport, quando è sano, pulito e vissuto con autenticità, va ben oltre il rettangolo di gioco. Diventa un generatore di legami indissolubili, una scuola di vita che insegna il valore del rispetto, del senso di appartenenza e dell'empatia.
Igor ci lascia un insegnamento prezioso su cosa significhi davvero lasciare il segno.
Buon viaggio, Igor. E grazie per averci ricordato il lato più bello e nobile dello sport.